Documento dell’assemblea nazionale dei movimenti della scuola

Documento dell’assemblea nazionale dei movimenti della scuola

L’incontro nazionale tenutosi a Roma il 12 luglio, presenti rappresentanti dei comitati Lip e non solo di molte città italiane, nonché di FLC, Gilda, Unicobas, MCE, Cidi, UDS, Rete della Conoscenza, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale,  numerosi parlamentari (Alessia Petraglia, Arturo Scotto, Loredana De Petris, Maria Mussini, Fabrizio Bocchino, Stefano Fassina) nonché Vito Meloni, Christian Raimo, Giulia Rodano (rispettivamente di Rifondazione Comunista, Possibile e L’Altra Europa), ritiene la legge appena approvata in via definitiva totalmente inaccettabile perché intende capovolgere l’impostazione costituzionale della scuola di tutti e per tutti, garanzia di uguaglianza e solidarietà, fondata sul principio della libertà di insegnamento.

I partecipanti sono stati più di 90 e sono intervenuti i seguenti comitati locali Lip: Palermo, Bologna, Roma, Ferrara, Viterbo, Lametia Terme, Padova, Milano, Pesaro, Firenze, Teramo, Avellino, Napoli.

Hanno inoltre partecipato: Autoconvocati Roma, Autoconvocati Campania, No Invalsi, Mida Precari, Coordinamento Corato, Illumin’Italia, Comitato Proscuola pubblica Bari, Comitato Sciopero della Fame al Quirinale, Manifesto dei 500, gruppo LS Amaldi Bitetto (Ba), Gessetti Rotti, Coordinamento scuole Viterbo.

L’assemblea ritiene necessario che la lotta contro l’applicazione della legge riprenda con forza dall’inizio del prossimo anno scolastico. A tal fine è opportuno che si affianchino alle iniziative di lotta decise dalle OO.SS. nella loro autonomia altre che sappiano coinvolgere genitori, studenti e tutta la cittadinanza.

L’intervento sulla scuola è solo l’ultimo atto di decenni di attacchi ai diritti e all’intero mondo del lavoro, destinati a diventare sempre più feroci.

La mobilitazione – alcune proposte

  • guardare con favore all’assemblea nazionale delle RSU dell’11 settembre a Roma alla quale si auspica che segua una manifestazione;
  • riprendere la pratica dell’Assemblea sindacale provinciale il primo giorno di scuola: 2 ore di assemblea e alle 13 manifestazione provinciale;
  • sollecitare le RSU e le organizzazioni sindacali ad indire il blocco delle attività aggiuntive del personale docente e ATA;
  • il 23 settembre, equinozio d’autunno, notte bianca per la Scuola Pubblica in tutte le città d’Italia, nella quale le singole scuole organizzino occupazioni, dibattiti, ecc… per tenere alta l’attenzione anche e soprattutto FUORI dalle scuole, coinvolgendo studenti, genitori, cittadini;
  • spingere per una manifestazione nazionale o più manifestazioni locali in ottobre, possibilmente con uno sciopero generale della scuola;
  • disubbidienza civile dentro le scuole, ovvero ubbidienza alla Costituzione:
  1. aprire una discussione nelle scuole sulla possibilità di rifiutarsi nei Collegi e nei Consigli d’Istituto di eleggere il Comitato di valutazione per la definizione dei criteri del merito; e condividere tale discussione con genitori e studenti;
  2. aprire una discussione nelle scuole sulla possibilità di produrre un documento di rifiuto preventivo del Bonus – premio di merito.

La prospettiva da perseguire è quella di provare in tutti i modi a mettere sabbia negli ingranaggi dell’applicazione della legge, tenendo alta la discussione e la consapevolezza. Tutte queste iniziative saranno difficili, ma non impossibili, da gestire; la vera sfida sarà quella di farle continuare, fino ad arrivare  all’abrogazione della legge.

Pur essendo consapevole delle criticità legate al referendum, l’assemblea ritiene quella dell’abrogazione referendaria una delle strade da praticare.

L’assemblea decide, pertanto, di convocare un secondo incontro nazionale domenica 6 settembre a Bologna per valutare concretamente se indire un referendum abrogativo, i suoi contenuti, i tempi e i modi per procedere. Tale possibilità deve però nascere a partire dal mondo della scuola, con l’intenzione di allargarsi a tutta la società, nella presunzione/necessità di farne una battaglia generale, culturale e di civiltà in grado di parlare trasversalmente a tutte e tutti, genitori, insegnanti, studenti e studentesse, cittadine e cittadini, capace di collegarsi alle altre iniziative referendarie sui temi di interesse sociale e democratico.

Un referendum da preparare nel migliore dei modi e con i tempi necessari, costruendo alleanze, cercando adesioni nel mondo della cultura, fra le forze sociali, politiche e sindacali, per far sì che massime siano le probabilità di riuscita, anche in considerazione delle conseguenze distruttive che una sconfitta sulla raccolta delle firme o un esito negativo del voto referendario, nonché la possibile non ammissibilità dei quesiti proposti, riverserebbero sulla scuola pubblica.

L’assemblea si esprime, quindi, negativamente sull’ipotesi di organizzare il referendum entro il 30 settembre, a scuole chiuse, con quesiti incompleti, con una tempistica ingestibile e con risultati incerti, se non ancora peggio dannosi, per il proseguimento della lotta comune.

L’assemblea istituisce quale sua articolazione permanente la “Commissione comunicazione e informazione” al fine di valutare le forme più efficaci per una corretta controinformazione.

L’assemblea, infine, fa proprio il documento sull’incostituzionalità della legge redatto dal giudice Imposimato e sottoscritto da autorevoli costituzionalisti.

I comitati a sostegno della Lip Scuola si danno appuntamento il 5 settembre a Bologna per riprendere tutti insieme il percorso, che transiterà attraverso una attualizzazione del testo del 2006 e una possibile nuova raccolta di firme per riproporlo quale legge di iniziativa popolare.

13/7/2015 www.rifondazione.it

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