Lettera agli invisibili

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Cari amici,

nella miriade di cose fatte in questi anni di mandato stare al fianco dell’Associazione Yairaiha Onlus è una di quelle cose che mi ha permesso di sentirmi veramente utile e di poter stare al fianco delle vite troppo spesso considerate invisibili.

Grazie a loro, e a tutti i detenuti incontrati o che hanno scritto all’ufficio di Bruxelles, ho potuto attraversare diverse realtà carcerarie e riscontrare le storture e lo stato di alienazione in cui una persona viene relegata dal momento che entra in carcere. Tra gli ultimi atti, oltre alla sollecitazione dell’intervento del Comitato Europeo per la prevenzione della Tortura e contro i trattamenti degradanti (CPT) nel carcere di Poggioreale, ho presentato una nuova interrogazione a risposta scritta sull’ergastolo ostativo, risposta che non è ancora stata data ma che vi faremo avere tramite l’associazione. Le interrogazioni seguite alle visite ispettive hanno sollevato problematiche e storture comuni ad detenuto in ogni istituto penitenziario d’Italia che non sto qua ad elencare perché so già che ne siete a conoscenza.

Mi è dispiaciuto non poter fare di più, come ispezionare tutte le carceri di Italia ma, purtroppo, essendo l’unica parlamentare del mio gruppo di riferimento per l’Italia La Sinistra GUE/NGL – European Left, ho dovuto supportare tante realtà sociali che lottano quotidianamente contro le storture di questo paese.

Il dossier che oggi vi invio, rappresenta un piccolo bilancio di quanto abbiamo fatto assieme alla Yairaiha Onlus, a Lasciateci entrare e all’Osservatorio sulla Repressione, tre delle realtà con cui abbiamo cercato di contrastare e far emergere nelle coscienze la deriva panpenalistica e autoritaria che sta attraversando l’Italia negli ultimi dieci anni. La nostra Costituzione pone a fondamento della dignità umana alcuni diritti fondamentali che ogni cittadino dovrebbe conoscere e pretendere più del pane.

Il mio mandato è giunto al termine, ma utilizzerò il tempo rimanente di carica, dopo la campagna elettorale, per ispezionare ancora alcune carceri da dove erano giunte segnalazioni importanti. Spero di poter continuare il lavoro iniziato anche in futuro, sono ricandidata con l’unica formazione di sinistra rimasta, La Sinistra, ma sappiate che continuerò a seguire, affiancare e supportare il lavoro dell’associazione anche nel caso in cui non dovessi essere rieletta. Vi invio la presente dal mio indirizzo in Italia al quale potrete assolutamente rivolgervi in qualsiasi momento, fermo restando quello dell’associazione con la quale, ci tengo a ribadire, continuerò a collaborare anche in futuro.

Un impegno che ho preso già pubblicamente e che prendo anche oggi con voi.

A presto rivederci, con un augurio di libertà e di un mondo più giusto ed equo.

Maggio 2019

Eleonora Forenza

21/5/2019 www.osservatoriorepressione.info

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