Se nulla sarà come prima, è il momento di volere tutto!

È bastata una «gaffe» di Christine Lagarde, neanche a dirlo suggerita dai tedeschi nel comitato della BCE, per generare un tonfo senza precedenti delle borse. Milano, nella giornata di giovedì (12 marzo), ha chiuso a meno 17 per cento, 84 miliardi bruciati. Ed è così che, mentre il Governo si appresta a varare il Decreto sul lavoro e l’economia, la Presidentessa della Commissione UE Von der Leyen rettifica: «Daremo all’Italia tutto quello che chiede». Il mondo travolto dal Coronavirus aggiunge emergenza a emergenza, con una gaffe. I presidenti delle banche centrali dichiarano o promettono, i mercati scommettono, le borse cadono a picco: diceva un famoso film degli anni Novanta, «il problema non è la caduta, ma l’atterraggio».

A terra, dove noi siamo, appare chiaro che per molti nulla sarà più come prima. Dopo circa un mese di indicazioni contraddittorie, l’Italia investe 2 miliardi in Sanità e Protezione civile. Poco, considerato quanto denaro è stato sottratto alla Servizio Sanitario Nazionale negli ultimi 20 anni. Finalmente si assumono medici e infermieri, ma nulla si fa per stabilizzare le decine di migliaia di precari e di esternalizzati (a mezzo Cooperative): peggio, si continua ad assumere con contratti di collaborazione e quelli a tempo determinato. Il Decreto di cui sopra estenderà la Cassa di integrazione in deroga a tutto il lavoro subordinato (anche delle piccole imprese); mentre altre risorse saranno stanziate per gli autonomi e i parasubordinati, circa 500 euro di indennità per un massimo di tre mesi. Anche questa volta, nonostante l’emergenza epocale, il particolarismo e la segmentazione vincono sul carattere universale dei diritti. Per non parlare del lavoro nero, al quale non spetterà un bel niente, né indennità né politiche attive. Più di una settimana hanno impiegato aziende pubbliche e società in house per concedere lo smart working, generando in prima battuta discriminazioni e non poco nervosismo tra i lavoratori. Congedi parentali e supporto per attività di baby-sitting, risorse per chi ha sulle spalle la cura di persone anziane o disabili: ai denari pochi, si accompagna la consueta logica, che presuppone e consolida divisione sessuale e razziale del lavoro.

Sanità, reddito “di quarantena” e patrimoniale, smart working, welfare: sono le quattro questioni decisive che stanno esplodendo nel Paese. A esse le Camere del Lavoro Autonomo e Precario hanno dedicato approfondimenti utili per orientarsi e, soprattutto, per non smettere di lottare. Nel tempo sospeso delle città vuote, i nostri telefoni non smettono di squillare: mai, come adesso, chi lavora si sente solo; mai come adesso c’è bisogno di rompere la solitudine, conquistare «le parole per dirlo», osare.

La pandemia sta istituendo un regime di guerra, dalla Cina all’Europa, agli Stati Uniti. Se la Germania se la prende con calma, avendo ben 29 posti letto in terapia intensiva ogni centomila abitanti, ovvero il doppio della Francia e il triplo dell’Italia, il Bel Paese si scopre cinese. Mentre non si esclude il contagio di Trump, sono decine di milioni gli americani senza assicurazione sanitaria, che di certo non potranno permettersi il tampone. E in generale, se il welfare è stato affamato in quaranta anni di neoliberalismo, nei paesi dove la popolazione è mediamente più anziana si dovrà scegliere chi abbandonare al «tristo mietitore». COVID-19 è stato già tradotto, da Nord a Sud, in politica demografica.

Osare. Se il mondo è alla fine del mondo, sobrietà e buona educazione aggravano la malattia, allontanano la guarigione. Senza guardare alle stelle, e farlo in tante e tanti, inutile prender parola. C’è bisogno – ora, subito – di un piano straordinario per il welfare (Sanità, ma anche istruzione e ricerca), il lavoro, il reddito. In Europa. Per farlo, senza girarci attorno, è necessario che i 120 miliardi (in più; fino a dicembre) del Quantitative Easing finiscano a terra, nelle tasche di donne e uomini, non in quelle delle banche e dei banchieri. Quantitative Easing for the People, now! Fiscalità progressiva ed europea, Eurobonds e gestione mutualistica dei debiti sovrani, via gli interessi senza se e senza ma. Un programma minimo, che richiederà uno sforzo massimo delle lotte. Nella solitudine della quarantena di massa, nel silenzio delle strade urbane senza tempo, si può scegliere di parlare, e di dire le cose giuste. Facciamolo ora!

14/3/2020 www.clap-info.net

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