io sciopero al Carrefour, sostenitore di Israele. Stasera ore 8

Già mi sta sulle balle dover lavorare al Carrefour che sostiene Israele. Ho bisogno di lavorare e solo quello ho trovato dopo più di un anno. Ma non accetto di essere complice di becero razzismo da crumiri che vessa e umilia  due ragazze davanti a tutti.

Quindi stasera mi preparo a far impazzire i ragazzi del Carrefour di paese. E sto già ridendo.

Loro, quelli della ditta in sub-sub appalto (quindi in teoria niente diritto di sciopero) che lavora per il Carrefour, hanno lasciato a casa senza preavviso due rifugiate tunisine perché, dice, non correvano abbastanza. 

In realtà ho litigato già il primo giorno di lavoro perché “dai dai corri corri, più veloci deficienti” lo dici a tu madre. Per citare Chef Rubio. 

E se pensi che stia zitto perché mi serve urgentemente un lavoro, non hai capito un cazzo della vita. È già tanto se non ti appendo a testa sotto.

Ti tiro scemo crumiro di merda. Sei persone meno due ragazze… e se io mi fermo restate in tre. Stasera corri corri te lo dico io come facevi con le ragazze.  Vediamo se ti piace. 

Si. Sboccato. Volgare come il volgo popolare tanto odiato dalla borghesia. Con orgoglio. 

Reazionario? No. Semplicemente siamo alla resa dei conti. Ora gioco sulla mia sola pelle e ne vedrete delle belle. 

Sia chiaro senza un lavoro presto perderò casa di mia madre in cui immaginavo già di ospitare un sacco di persone in difficoltà, e sarò per strada come loro. Non è un gioco.

E sapete che c’è? Che non me ne frega una sega. Anche se in tutto questo tempo non c’è stato compagno che mi abbia sostenuto. Perché sono consapevole che questo è l’effetto del ricatto economico ma anche del condizionamento del capitalismo che ci spinge alla disgregazione del mutualismo, che era unica difesa del proletariato.

Contraddizioni che distruggono il tessuto sociale. Siamo chiamati alla lotta ma quando 

lotti, in questa Italia in gran parte rurale, spesso sei solo. Dividi et impera.

Perché? Perché la prima contraddizione é che per quanto siamo anticapitalisti, il capitalismo ci ha condizionati tutti nell’inconscio. Anche me. Anche te che leggi. Se non sai ammetterlo parti male. Devi approfondire con più coraggio e satira. Sfidare questa vita a brutto muso e grasse risate, come Peter Pan.

Ma le contraddizioni sono anche negli avversari. E riconoscere quel che è giusto all’avversario (come ha fatto giustamente Paolo Ferrero nel suo ultimo video di YouTube) non vuol dire solo essere intellettualmente onesti ma anche spingerli a dividersi e cavalcare le onde per come arrivano. Ogni goccia fa comodo per non affondare e continuare la lotta.

Se non capite questo fate discorsi da bar senza avere una visione di insieme del contesto. Vieni per strada tra i sabato sera del sottoproletariato anziché fare il moralista. Vedi con i tuoi occhi quanto siamo vicini, ad un passo, da Gaza. Quanto è urgente reagire e quanto dovremmo apprendere dal loro spirito di coesione e adattamento. Non è una critica personale ai lettori. È un invito a confrontarvi e conoscervi tra generazioni e storie diverse.

Proprio per contraddizione quando si fanno analisi e strategia più profonde dal basso dei cani sciolti, se ne paga lo scotto e si rischia di essere isolati anche dai compagni. Dite di no? È facilmente dimostrabile perché stasera sarò solo a sfidare questa vita e da domani pure, come ieri. Come tanti altri.

E questo avviene per le medesime contraddizioni che non dipendono dalla classe sociale o l’idea politica. Sono insinuate, inculcate, nell’inconscio etologico di tutti noi dal capitalismo. Etologico, lo ripeto. E se non te ne accorgi con obiettività danneggi la lotta.

Perciò anche stasera lotterò da solo come un matto. Rimettendoci come sempre. Perderò il lavoro come al solito, ma ridendo a crepapelle guardando quelle facce stupite dei crumiri illusi di fare carriera e incapaci di coraggio. 

Certo se i compagni fossero più attenti e coordinati non saremmo costretti al sacrificio che molti, che hanno figli o parenti da accudire, non possono permettersi. È per questo che siamo pochi. Ma potrebbero permettersi altro. Ognuno potrebbe mettere ciò che può “secondo possibilità”. E non riguardarsi più a chiedere mutualismo, “secondo i loro bisogni”.

Allora si vince perché così facendo si fa architettura sociale dal basso surclassando lo stato. Altrimenti anche abbattendo il governo Meloni ci troveremo altre serpi in seno come successe a Conte, e così via all’infinito. Ingarbugliato in una burocrazia e delle leggi infami alle quali non abbiamo spesso il coraggio di disobbedire se non in massa.

È il coraggio dei sentimenti che va richiamato all’appello se vogliamo uscire vivi da questo conflitto mondiale. Spiazzando tutti e toccandogli il cuore un po’ per volta.

Io sud globale, Gaza, aspettano con profonda speranza che siano proprio i popoli occidentali a ribellarsi almeno l’uno percento di quanto facciano loro. È l’unico modo per vincere senza spararsi. E faccio di tutto per provarci perché di sparare non ho alcuna intenzione. 

E tu come la pensi? 

Ma soprattutto: lo volete un video di un pirata scoppiato che fa uno sciopero non concordato da solo nel 2025?

Delfo Burroni

https://www.oramala.it/delfo

14/7/2025

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