Covid 19, braccio di ferro con la paura e con l’Europa

  • Intervista a cura di Alba Vastano – Viviamo un incubo, sommersi da una realtà che non ci appartiene e che rifiutiamo. Il motivo è racchiuso in una parola: paura. Paura perché non conosciamo chi ha stravolto le nostre vite. Paura perché ci è dato di pensare che nessuno lo conosce. Eppure l’invisibile, per paradosso, è fisico, è presente, troppo presente. Una presenza minacciosa, ingombrante, infida, cinica che ha portato via già troppe vite e le ha portate via nel modo peggiore. Con la paura e da sole. Non una carezza di un loro caro, non un ultimo saluto, alcun conforto di fronte al male. Da sole con la paura e la solitudine davanti alla morte. Ѐ troppo ed è insopportabile. Questo maledetto signor ‘Chi?’ non si fa gestire da nessuno, nonostante tutti si affannino a localizzarlo e a darcene notizie. Il signor ‘Chi?” lo immaginiamo tutti, così come ce lo presentano, come fosse una corona di fiori purpurei. Un corona pronta a germogliare. Ѐ il look del demonio quando vuole impossessarsi di un corpo e distruggerlo. Proviamo ad abbatterla questa paura con il pensiero positivo di quanto avverrà dopo, di quando ci ritroveremo tutti nella nostra usuale socialità. E ci riprenderemo la nostra vita di sempre. Proviamo anche a capire cosa è accaduto e cosa accadrà. C’è solo un’arma per gestire la paura. Ѐ il buonsenso. Occorre solo il buonsenso.

Le domande che seguono sono rivolte a due uomini di buonsenso, di esperienza e di grande umiltà. Non sono rivolte ad esperti di fama mondiale nel campo della ricerca scientifica, né a noti economisti, ma ad esperti dei diritti umani e sociali, garanti della Costituzione. Soprattutto sono uomini di buonsenso, di cui c’è tanto bisogno. E oggi, possiamo dire, che chi ne ha possiede la migliore delle competenze e può aiutarci a sconfiggere la paura. Perché tutto questo male finirà. Grazie Giovanni Russo Spena. Grazie Paolo Maddalena

1) Covid, una tragedia si è abbattuta sul mondo. Un danno immenso per la vita stessa e per l’economia. Riguardo la tempestività per arginare la diffusione del contagio le istituzioni governative e regionali italiane hanno sottovalutato inizialmente il problema o qualcuno ha sbagliato nelle previsioni, persino gli scienziati nel campo dell’epidemiologia?

Maddalena: Mi sembra che da tempo il governo stia agendo molto bene. Non so se ci siano state incertezze. In questo campo, e cioè nello stabilire la colpa nei ritardi, bisogna accertare se in quel momento, in base a tutte le circostanze, il soggetto ha agito in modo diverso da quello dovuto. Per valutare “l’esigibilità” di un comportamento diverso, dovrei avere notizie che non ho, specie in riferimento al comportamento degli scienziati.

Russo Spena: Credo che la sottovalutazione iniziale di governi e regioni, frutto anche di differenti valutazioni dei maggiori virologi internazionali, alluda a due grandi questioni cui voglio solo accennare. Le misure adottate di autoisolamento e distanziamento sociale sono, ovviamente, collegate alle condizioni , in tutta Europa, dei sistemi sanitari, falcidiati da anni di tagli e di privatizzazioni. Avendo distrutto medicina preventiva e presidi di territorio non potevano che agire con l’autoisolamento. Penso (secondo grande tema sociale collegato) agli anziani. Da anni vige, in Italia, come in Francia, come ovunque, una selezione ipocrita e disumana: se il numero dei malati anziani critici oltrepassa le scarse risorse disponibili, lo Stato impone la selezione; gli anziani vengono lasciati morire. Non vi è più etica, ma “principio di realtà ” : se muore qualche anziano in più rispetto alle statistiche annuali, pazienza. L’atteggiamento iniziale è stato questo.

2) I motivi per cui l’epidemia si è scatenata soprattutto in Lombardia sono ragionevolmente deducibili da alcuni fattori locali che l’hanno potenziata in quella regione?

Maddalena: La domanda richiede la conoscenza di dati scientifici dei quali non sono in possesso. Quello che ho notato è che sono state colpite soprattutto le Regioni più inquinate. E questo mi fa pensare che la distruzione degli equilibri ambientali abbia potuto avere una influenza importante nella propagazione del virus.

Russo Spena: In Lombardia, grazie anche alle grandi privatizzazioni e speculazioni mercantili,è stato ospedalizzato tutto, distruggendo i presidi territoriali; e ora ne stiamo pagando le conseguenze. Gli ospedali sono la massima fonte di contagio. Il problema mi sembra identico al Nord come al Sud. Il sistema sanitario capitalistico è identico. Ma il Sud ha fruito di un terzo delle risorse rispetto al centro/nord. Occorre finanziare la ricerca e la formazione con investimenti massicci, anche al Sud.

3) Per quanto riguarda l’organizzazione delle strutture sanitarie e del Ssn si è scoperchiato il vaso di Pandora, considerato il tilt negli ospedali per l’assistenza ai malati di Covid. Se la massima diffusione fosse avvenuta nelle regioni del Sud, dove le strutture ospedaliere sono quasi inesistenti?

Maddalena: La diffusione del corona virus ci ha fatto capire con i fatti quanto sia stata disastrosa la politica dei nostri governanti che si sono succeduti dopo l’assassinio di Aldo Moro. Imbevuti di “neoliberismo”, i nostri politici, facendo continuamente ricorso alla menzogna, hanno tolto al Popolo il suo “patrimonio pubblico”, cedendolo a privati faccendieri o fameliche multinazionali, che tutto fatto tranne il perseguimento dell’interesse pubblico. L’atto della “privatizzazione” dei servizi pubblici essenziali (tra i quali in primo piano la sanità pubblica, per favorire quella privata), indipendentemente dalla intenzioni soggettive di chi l’ha posto in essere, è oggettivamente un “atto criminale” poiché uccide la “salus reipublicae”, cioè il bene sommo, che la Repubblica deve perseguire. E se questo è stato fatto per agevolare singole persone, non sta a me emettere giudizi, ma all’Autorità giudiziaria. Una cosa comunque è certa: questo impoverimento del “patrimonio pubblico italiano” dipende dalla iniqua e incostituzionale trasformazione del “sistema economico produttivo di stampo di stampo keynesiano”, voluto dalla Costituzione, in un “sistema economico predatorio neoliberista”, ripudiato dalla Costituzione, e in particolare dall’art. 3, comma 2, Cost. E’ stato instaurato un sistema economico il quale persegue l’arricchimento di pochi e la miseria di tutti, attraverso la finanziarizzazione del mercato, trasformando cioè il mercato reale dei beni e servizi in un mercato finanziario nel quale con danaro quasi sempre fittizio (cartolarizzazioni e derivati) si acquista altro danaro fittizio, con il quale, è infine agevole costringere i meno abbienti, ridotti alla fame, a svendere i propri beni reali. Ciò è avvenuto, sia sul piano individuale delle piccole, medie e grandi imprese, sia sul piano dell’amministrazione pubblica, nel quale comparto sono stati svenduti, specie con cartolarizzazioni, tutti i pezzi più pregiati del nostro patrimonio artistico, naturale, agricolo e industriale. E’ per questo che il Popolo italiano è oggi un Popolo povero, vituperato e “deriso” (vedi vignetta apparsa su Der Spiegel di ieri).

Russo Spena: Anche il virus è classista. Ma non accetteremo che i poveri e gli sfruttati vedano peggiorate le proprie condizioni. Pensare di poter perseverare nel devastante progetto dell’autonomia regionale “differenziata” (la “secessione dei ricchi”, la chiama giustamente l’economista meridionale Viesti) sarebbe la fine della Nazione e della Repubblica.

4) A tal proposito viene da pensare che i governatori delle regioni del Nord che invocavano l’autonomia differenziata ora, nello stato di emergenza, ricorrono allo Stato e lo Stato c’è . Si dovranno ricredere sulle richieste avanzate per ottenere l’autonomia su tutte le 23 materie indicate dall’articolo 117 della costituzione, ammesso che sia ancora un progetto fattibile?

Maddalena: L’infezione del corona virus, non solo ha fatto capire che il sistema economico predatorio neoliberista ci porta al suicidio, ma ha anche messo in evidenza l’insipienza di quei politici dalla vista corta, i quali vogliono separare le regioni più ricche da quelle più povere. Senza un governo centrale, e con più governatori che avrebbero seguito politiche diverse nella stessa materia (più restrittive alcuni e più lassiste altri, e comunque sempre con scarsi mezzi economici) oggi, le regioni del nord non avrebbero potuto affrontare una battaglia efficace contro il nemico invisibile del coronavirus e, se si sta ottenendo qualche risultato, ciò è dovuto dall’intervento massiccio del governo, in campo sanitario, e, specialmente, in campo economico.

Russo Spena: Le vicende sanitarie e la confusione istituzionale di queste settimane, con lo scontro di ordinanze regionali e decreti centrali, hanno dimostrato che il “re è nudo”. Non se ne parli più. Si ritorni, piuttosto, all’originale Titolo quinto della Costituzione. Occorre, invece, un esteso e forte intervento pubblico, una programmazione economica, a cui si rapporti dialetticamente una capacità  popolare di autogestione, una democrazia di prossimità , intessuta di partecipazione e conflitti sociali. Una democrazia nazionale frantumata in tanti staterelli, senza nemmeno una vocazione confederale è la morte dello Stato italiano.

5) Infine il focolaio di maggior contagio risulta essere avvenuto negli ospedali. La nostra sanità che molti ci invidiano di cosa è malata?Qual è il problema maggiore che, in caso di un’epidemia grave come questa, fa tracollare tutto il sistema e si rischia l’ ecatombe?

Maddalena: I tagli alla spesa pubblica, impostici dalla cosiddetta austerity, hanno riguardato soprattutto gli ospedali, moltissimi dei quali sono stati chiusi, cartolarizzati e venduti. Inoltre i finanziamenti per il funzionamento della sanità sono stati talmente ridotti da essere insufficienti in momenti normali. Figuriamoci nell’emergenza. Tutto questo è colpa della criminalità del pensiero neoliberista, che si è menzogneramente affermato nella nostra Italia, mediante l’inganno e la sopraffazione dei meno attenti e meno preparati.

Russo Spena: Voglio solo citare le statistiche pubblicate dalla Rete Disarmo. ” Mentre il numero di posti letto è crollato a 3,2 ogni mille abitanti e sono stati tagliati 43mila operatori sanitari, la spesa militare cresce anno dopo anno…barattereste 32mila posti di terapia intensiva per16 aerei F35? Rinuncereste a comprare più di 5 miliardi di mascherine per avere una nuova portaerei e una manciata di elicotteri e mezzi blindati?…La spesa sanitaria ha subito una contrazione complessiva rispetto al Pil, passando da oltre il 7/% a circa il 6,5/%. Intanto, la spesa militare ha sperimentato un balzo in avanti negli ultimi 15 anni con un dato complessivo passato dall’1,25/% rispetto al Pil del 2006 fino all’1,40/%”.

6) La diffusione del virus ha avuto origine nella città di Whuan, poi si è diffuso nel mondo a partire, sembra, dall’Italia. Si sono scatenati in quei giorni fenomeni morbosi di razzismo contro i Cinesi e la caccia all’untore dagli occhi a mandorla è stata cruenta. Razzismo? Ignoranza scientifica, incapacità logica, considerando che un virus non si ferma dietro confini geografici?

Maddalena: Purtroppo la politica di Salvini e di altri come lui ha influenzato molto le persone intellettualmente più sprovvedute. Ritengo che la lezione del coronavirus sia stata più forte delle inqualificabili parole di Salvini e che gli Italiani, anche i più deboli e influenzabili, siano in fondo ‘brava gente’, come dicevano i Russi che erano venuti a contatto con i nostri soldati nella seconda guerra mondiale.

Russo Spena: La Cina sulla diffusione di epidemia nel nostro Paese non ha responsabilità. Quando a Whuan è scoppiata l’epidemia da noi era ritenuta lontana e per quanto riguarda il contagio non era stata compresa la aggressione globale del virus. E poi si riteneva che il sistema repressivo di forte isolamento adottato dalla Cina (e in una sola regione, per quanto molto popolosa)fosse permesso da un regime accentrato e statalista. Il coprifuoco anche in Italia è stato, quindi, imposto tardi. Ma non per sottovalutazione, bensì per scompensi strutturali.

7) I provvedimenti che limitano la libertà dei cittadini, invitandoli a restare a casa e le sanzioni per i dissidenti vengono interpretati da una parte della popolazione come eccessivamente restrittivi. Forse lasciare la libertà di agire, puntando sulla responsabilità dei singoli cittadini (come in Svezia) avrebbe prodotto meno malcontento verso i dpcm di Conte?

Maddalena: Gli eccessi di alcuni soggetti sono da condannare e, in uno stato di emergenza, non è possibile non uniformarsi alle regole generali. Comunque attuare valide, unitarie (la salute, a differenza del danaro, è un bene eguale per tutti) e proporzionali misure restrittive delle libertà personali per salvaguardare la vita e la salute dei cittadini è pienamente legittimo, poiché, come insegna la giurisprudenza della Corte costituzionale, il diritto fondamentale alla vita e alla salute prevale sugli altri diritti fondamentali.

Russo Spena: “. La pandemia non giustifica i “pieni poteri” pretesi da Orbàn,che tanto piacciono a Salvini e Meloni. L’eccezionalità  del periodo non può intaccare i diritti inalienabili della persona. Occorre un rigoroso controllo quotidiano, soprattutto in un paese in cui la coscienza civica ha vissuto anni di conduzioni politiche personalistiche e corporative. Parto da un principio di filosofia del diritto: l’umano, anche se assolutamente libero, può essere limitato; l’opposto dell’assolutamente libero è il diritto. Il diritto configura, quindi, il limite, che è alla base degli ordinamenti costituzionali. Non vi è bisogno di auspicare poteri eccezionali contro l’emergenza, perché la democrazia costituzionale sa rispondere alle emergenze. Non è dubbio che concetti come diritto, libertà  individuali, Stato di diritto sono sottoposti ad una dura pressione.


8) Di conseguenza l’altra grande calamità è il blocco di quasi tutte le attività lavorative e il danno economico che ne consegue e che investe milioni di persone Occorrono fiumi di danaro per dare respiro al Paese, ma pare che l’Europa non sia così favorevole alla solidarietà, in contrasto persino con i Trattati. Occorrerà pensare a meno Europa e ad un ripristino della sovranità monetaria?

Maddalena: Causa del danno economico non sono i necessari provvedimenti restrittivi del nostro governo, ma la disgrazia dell’infezione del corona virus che ha costretto il governo a quelle restrizioni. Vogliamo dire che dichiarare lo “stato di emergenza” è stato, da parte del governo, un “atto dovuto”. Per risalire la china, quando l’emergenza sarà passata, dovremo fondarci soprattutto sulle nostre forze, poiché il comportamento tenuto da Germania, Olanda, Austria e Finlandia, sul tema dell’emissione di titoli con garanzia Europea, ha dimostrato che di questi paesi non ci si può fidare. Anzi è da dire che, in base alla Convenzione di Vienna sui Trattati, avendo tali Paesi perseguito “uno scopo” diverso da quello solidale dei Trattati europei di Maastricht e di Lisbona, dovrebbe ritenersi venuta meno la stessa esistenza di questi trattati, i quali, in pendenza di uno stato di emergenza, sono da ritenere comunque “sospesi”. In questa situazione l’Italia potrebbe ben emettere biglietti di Stato (magari nella forma di “moneta elettronica”), per far fronte all’enorme bisogno di liquidità che ci opprime. Infatti l’art. 128 del Trattato di Lisbona e l’art. 16 dello Statuto della BCE affermano l’esclusiva della BCE nell’emissione di “banconote” e nulla dicono a proposito della moneta di Stato, che, ovviamente, resta valida nell’ambito del territorio nazionale. Il fatto che si sono opposti al diniego europeo degli eurobond ben 14 Paesi, potrebbe, in prospettiva, far prevedere un accordo tra questi Paesi che regoli dei tassi di scambio fissi (come se se si trattasse di un’altra moneta unica dei 14 Stati). Ma questo è tutto da vedere in una politica che cambia di minuto in minuto.

Russo Spena: La cosa più importante è, oggi, finanziare un sostegno al reddito di base incondizionato che vada direttamente alle persone. Non temporaneo ma permanente: un meccanismo strutturale. Non basta, come fa Draghi, evocare l’espansione del debito pubblico. Occorre individuare i gruppi sociali che dovranno accollarsi il peso della indispensabile redistribuzione economica. Alla tradizionale e ovvia risposta keynesiana possiamo aggiungere la necessità  di affrontare temi straordinari: produttività  del lavoro, crisi di tutte le filiere produttive e di mercato, attacchi della speculazione internazionale.

9) Germania, Olanda, Austria chiudono le porte alla solidarietà opponendosi all’emissione di eurobond o ai fondi Mes senza le condizioni da cappio al collo. Conte, nel porre l’ ultimatum all’Europa è opinione comune che si sia mostrato all’altezza della situazione. Quello di Conte oggi, con le differenze dovute, è similare al braccio di ferro fra Tsipras e l’Ue?

Maddalena: Spero proprio di no. Ѐ da tener presente che, a parte ogni considerazione sulla persona di Conte, la situazione europea non è più tanto forte come ai tempi di Tsipras, e che, specie se la Francia si sgancia dall’asse con la Germania, fare da soli sarà un fatto possibile, e, per me. auspicabile.

Russo Spena: I governi devono smetterla con l’ideologismo della disastrosa liberalizzazione dei capitali, prevedendo rigidi controlli dei movimenti dei capitali. Sono contrario ad interventi a pioggia (alla Trump e, in piccolo, alla Meloni), che eludono qualsiasi necessario effetto redistributivo. Sono indispensabili immediate patrimoniali e politiche fiscali fortemente progressive. Questa complessa, immane crisi avrebbe bisogno di un illuminato coordinamento internazionale. Ma l’Unione Europea, quella dei trattati di Maastricht, Lisbona, ecc., dimostra gli errori sistemici e strutturali della sua costruzione, da noi sempre combattuti. Siamo stati trai pochissimi a votare contro Maastricht, Nizza, Lisbona, ecc. Rifiutiamo il meccanismo del MES, che sarebbe un cappio al collo. Faremmo la fine della Grecia.

10) Da una situazione in cui gli Stati membri più agiati non riconoscono il principio di solidarietà bypassando quanto espresso nel Trattato di Lisbona (clausola di solidarietà) e nella convenzione di Vienna potrebbe derivarne la rottura definitiva dell’Ue?

Maddalena: Tutto dipende dai rapporti di forza. E la volatilità delle posizioni assunti da certi Paesi di minuto in minuto non ci consente di dare una risposta univoca.

Russo Spena: Occorre cambiare e ancora cambiare in direzione di un programma di politica economica che sposti rilevanti risorse dal profitto, dalla rendita, dalla speculazione ai lavoratori e a tutte e tutti gli sfruttati. L’aumento del debito pubblico deve essere significativo. Deve assorbire l’intera perdita di reddito del settore privato, per evitare chiusure, fallimenti, bancarotte. Andremo ad un ingente investimento pubblico che, credo, dovrà  prevedere anche la nazionalizzazione di banche e settori industriali fondamentali. Così ¬ come in tempi brevissimi la sanità dovrà diventare completamente pubblica. Insomma: anche se riuscissimo ad evitare deflazione e depressione , chi pagherà  i costi della crisi? Eliminerei subito la controriforma dell’art. 81 Cost. (pareggio di bilancio), così come il patto di stabilità  interno, dovendo essere consolidato il superamento di quello esterno.

11) Si può pensare quindi ad emettere biglietti di Stato( ndr art. 16 statuto Bce) senza per questo uscire dall’Ue, ammettendo che si riesca salvarne l’integrità e a far prevalere il principio di solidarietà, oggi così compromesso?

Maddalena: I biglietti di Stato possono emettersi anche nell’ambito del diritto europeo. Ma poi si dovranno fare i conti sul piano delle politiche monetarie e economiche dell’Unione Europea e dei singoli Paesi. Finora si è dato risalto alle politiche unitarie dell’Unione. L’emergenza che stiamo vivendo potrebbe farci ritenere che la politica “inerente agli interessi europei” è cosa diversa dalla politica “inerente agli interessi dei singoli Stati membri”. E questo, a mio avviso, potrebbe essere un fatto positivo, poiché si potrebbe cominciare a parlare dell’Europa in termini realmente “federalistici” e non come di un solo Stato, oggi irrealizzabile, come dimostra la prevalenza della Germania, dell’Olanda, ecc.

Russo Spena: Auspico un comune agire per una Europa alternativa di una coalizione mediterranea formata da Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, che imponga alla BCE, dopo un inevitabile braccio di ferro con Germania, Olanda, da un lato e paesi nazionalisti/sovranisti dall’altro, di stampare moneta. Il resto mi sembra del tutto insufficiente.

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Fonti:
PROTOCOLLO SULLO STATUTO DEL SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E DELLA BANCA CENTRALE EURO
Articolo 16- Banconote- Conformemente all’articolo 106, paragrafo 1, del trattato, il consiglio direttivo ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno della Comunità. La BCE e le banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità. La BCE rispetta per quanto possibile la prassi esistente in materia di emissione e di progettazione di banconote.

Intervista di Alba Vastano

Giornalista

Collaboratrice redazionale del periodico cartaceo Lavoro e Salute  www.lavoroesalute.org

3/4/2020

FOTO: Alba Vastano

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