Ieri 19 maggio 2025 otto morti sul lavoro

Anna Chiti
Fermiamo la strage andando a votare in massa i Referendum sul lavoro
Angosciante sapere e registrare nella giornata di ieri otto morti sul lavoro, ben sapendo che la maggioranza di questi morti sparirà nel nulla la maggioranza di loro perché non sono assicurati a INAIL. Ma orribile vedere che la povera bambina Anna Chiti di 17 anni lavorava in nero, e faceva lavori pericolosissimi, Ma anche lei per lo Stato e INAIL non è morta per infortunio sul lavoro. Ecco chi sono gli otto morti di ieri: due di questi schiacciati dal trattore (spariti nel nulla) Nel veronese è morto il 38enne Luigi Ruffo schiacciato dal trattore. Per lo Stato e INAIL non esiste Stessa orribile sorte per Gaetano Coratti morto anche lui ieri in questo orribile morto. Per lo Stato e INAIL non esiste pure lui Salvatore Cumbo faceva il bidello, ma non riusciva ad arrivare a fine mese, anche lui per arrotondare si arrangiava facendo dei lavoretti, è morto cadendo dall’alto mentre montava dei pannelli. Anche lui sparito da ogni statistica. Un’altra morte vergognosa è quella del 56enne morto di caporalappalto delle Ferrovie dello Stato a Prato, è stato travolto da un mezzo in movimento A Scafati di Salerno un altro 56enne è morto cadendo dalla scala di un cantiere (era in regola o anche lui non viene contato tra i morti di INAIL?) Nel comasco, una maestra di 56 anni che accompagnava dei bambini in gita scolastica, è morta in un incidente sotto una galleria. Sparita anche lei dalla terribile conta. Anche il settimo morto questa volta a Roma, è morto in un infortunio domestico, cadendo da una scala mentre montava una zanzariera: come lui altri 33 morti in infortuni domestici L’ottavo morto in itinere, ma anche lui va conteggiato, perché INAIL lo fa nei suoi morti Che dire, sentendo il Ministro dell’Agricoltura Lollobrigida che parla di politica estera, ma non si occupa dei morti di sua competenza, già 46 dall’inizio dell’anno gli schiacciati dal trattore e di questo ritmo si supereranno i 143 “schiacciati” del 2024. Sono angosciato vedere che la Seconda Carica dello Stato, consiglia di non andare a votare i Referendum, che chiedono l’abolizione del Jobs Act che ha fatto aumentare i morti, c’è anche quello che chiede la responsabilità del Capo Commessa in quello che chiamo Caporalappalto che poi viene praticato anche dallo Stato, come anche nel caso del morto di Prato in caporalappalto delle ferrovie dello Stato, come nelle stragi di Brandizzo, di Suviana e Calenzano (Ferrovie dello Stato, Eni e Enel) poi quello dell’Esselunga di Firenze, dove per costruire un semplice capannone ci lavoravano il caporalappalto ben 59 aziende. Angosciato anche vedere che da Renzi a Calenda, da Forza Italia, alla Lega e Fratelli d’Italia che prendono molti voti dai lavoratori non andranno a votare, davvero sconcertante: lo fanno perché hanno paura che i lavoratori diventino determinanti per le loro elezioni e il loro potere. Ma ancora di più leggere che si astiene su questi diritti tolti ai lavoratori il secondo sindacato italiano che è la CISL, non ci sono giustificazioni fumose: si cerca solo di ripristinare diritti rubati ai lavoratori e di dare loro più sicurezza abolendo il precariato di massa del Jobs act e il caporalappalto, la militanza politica di questo sindacato è evidentemente più importante che la vita dei loro iscritti e simpatizzanti. Dall’inizio dell’anno sono morti per infortuni in 374 sui luoghi di lavoro e in 510 se si aggiungono i morti in itinere e sulle strade (parziale). Ovviamente se si contano tutti e non solo gli assicurati a INAIL
Otto morti sul lavoro in un solo giorno: la strage silenziosa che lo Stato ignora
È angosciante dover registrare, nella sola giornata di ieri, otto morti sul lavoro. Ancora più doloroso sapere che la maggioranza di queste vittime sparirà dalle statistiche ufficiali, poiché diversi di loro non erano assicurati all’INAIL.
Ma ciò che più colpisce è la vicenda della giovane Anna Chiti, una ragazza di appena 17 anni morta il giorno prima, mentre lavorava in nero in condizioni di grave rischio. Anche lei, per lo Stato e per l’INAIL, non è morta per un infortunio sul lavoro. È come se non fosse mai esistita.
Ecco chi sono le otto vittime di ieri:
- Luigi Ruffo, 38 anni, schiacciato da un trattore nel veronese. Non assicurato: non conteggiato.
- Gaetano Coratti, anche lui morto in circostanze analoghe. Anche lui invisibile per lo Stato.
- Salvatore Cumbo, bidello che, per arrotondare, svolgeva piccoli lavoretti. È caduto dall’alto mentre montava dei pannelli: morto sul lavoro, ma fuori dalle statistiche.
- Un operaio di 56 anni, impiegato per conto di un caporalappalto delle Ferrovie dello Stato a Prato, travolto da un mezzo in movimento.
- A Scafati (Salerno), un altro 56enne è morto cadendo da una scala in un cantiere. Non è chiaro se fosse in regola o no: potrebbe essere un altro nome escluso dalle statistiche.
- Nel comasco, una maestra di 56 anni è morta in un incidente mentre accompagnava dei bambini in gita scolastica. Anche lei sparita dalla conta ufficiale.
- A Roma, un uomo è deceduto in un infortunio domestico, cadendo da una scala mentre montava una zanzariera: uno dei 33 morti in casa dall’inizio dell’anno.
- L’ottavo è un morto in itinere, conteggiato solo perché l’INAIL lo include in queste casistiche.
Numeri tragici (e parziali)
Dall’inizio dell’anno sono morti 374 lavoratori sui luoghi di lavoro e 510 se si includono anche i morti in itinere e sulle strade. Ma questi sono dati parziali: molti non sono registrati perché non assicurati.
Carlo Soricelli
Curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro
http://cadutisullavoro.blogspot.it
20/5/2025










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