Barriera rigassificatore Ravenna

Esposto alla Procura della Repubblica Ravenna

Spettabile Procura della Repubblica,

abbiamo a suo tempo presentato osservazioni critiche relative al progetto del “rigassificatore” a Ravenna senza ottenere nessuna risposta dal destinatario delle osservazioni (il presidente della Regione E-R nominato per la occasione commissario); peraltro ci risulta che nessun altro abbia ricevuto risposte adeguate o “convincenti” ad osservazioni analoghe alle nostre; ovviamente non ci soffermeremo in questo esposto sulla discussione pro e contro le energie fossili e il loro rapporto con i mutamenti climatici; ci atterremo ad una osservazione (peraltro “parziale”) su un problema di sicurezza dell’impianto di rigassificazione;

la realizzazione del progetto è andata avanti comunque senza minimamente dissipare i dubbi e senza rispondere concretamente alla valutazione dei rischi paventati in relazione a possibili eventi acuti e alle osservazioni sull’impatto generale che verosimilmente sarà causato dal rigassificatore; questo crea una sicura condizione di disagio e di ansia nei cittadini potenzialmente esposti che nonostante l’unanimismo del ceto politico (quello che siede nel consiglio comunale di Ravenna fino al 26 maggio 2025) favorevole alla realizzazione dell’impianto non si sentono sufficientemente rassicurati in particolare per gli eventi acuti che potrebbero verificarsi anche in condizioni particolarmente critiche per esempio di notte o in fasi temporali di affollamento estivo/turistico ;

per un semplice meccanismo di “associazione di idee” viene in mente la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009 ; pur avendo noi seguito da vicino le vicende giudiziarie (ancora in corso) correlate a quella strage non siamo in grado di rispondere compiutamente ad alcuni interrogativi che sono tuttavia utili per Viareggio ma anche per Ravenna: 1) il primo è quale percezione potessero avere del rischio quei cittadini che poi sono stati colpiti nel sonno dalla catastrofe ferroviaria 2) anche più pertinente rispetto a Ravenna è il secondo interrogativo: quale sarebbe stato il bilancio dell’impatto dei vagoni che trasportavano carburante se il quartiere investito dal deragliamento avesse potuto contare su una barriera dotata di una certa efficacia protettiva?

questo secondo interrogativo nel corso del noto procedimento penale è stato affrontato diverse volte e sulla questione non sono emersi pareri e previsioni unanimi; certo non ha facilitato l’approfondimento il ragionamento di fondo (condivisibile) secondo cui i rischi vanno affrontati e ove possibile eliminati alla fonte; la cosa più logica era garantire le condizioni perché il treno non deragliasse : d’accordo; tuttavia poiché per ragioni pratiche può risultare ragionevole , nella effettiva impossibilità di garantire la eliminazione del rischio alla fonte, la realizzazione di barriere di difesa , questa realizzazione rimane una misura, potremmo dire, di “prevenzione secondaria” non solo non escludibile a priori ma effettivamente utile tanto da indurre , in caso di mancata attuazione, sentimenti di rammarico e anche di rabbia da parte delle vittime il “giorno dopo” l’eventuale impatto (cosa sarebbe successo se una “buona” barriera fosse stata realizzata ? ) ; può essere utile riprendere in mano le stime , ci risulta abbozzate e non approfondite (forse per la scarsa utilità dell’approfondimento in sede giudiziaria penale) su quale sarebbe stato l’impatto in temini di vite umane e di danni alla salute per ustioni ma al momento la questione importante ed urgente è: anche alla luce della memoria della strage ferroviaria di Viareggio non possiamo rifare gli stessi “errori” ; risulta dunque inquietante la notizia secondo cui la “barriera” ipotizzata per il rigassificatore di Ravenna sarebbe realizzata e dunque efficace DOPO l’avvio dell’attività ; vari organi di stampa hanno ventilato questa ipotesi anche riferendo particolari circa natura e dimensioni della barriera ipotizzata; tornando alla vicenda di Viareggio torna di attualità dunque la discussione sul rapporto tra conformazione/natura/dimensione e relativa efficacia ;

la intensa attività di vigilanza, discussione, approfondimento tecnico e giuridico sviluppatasi negli ultimi decenni in Italia a seguito dei numerosi eventi mortali nei luoghi di lavoro , anche nella dimensione della strage, ha condotto a un ragionamento della massima chiarezza e teoricamente condiviso da “tutti” anche se spesso solo in teoria; ha certamente dato un contributo a questa chiarezza il giudice di Torino Raffaele Guariniello che , non certo a titolo personale, ma interpretando correttamente i principi costituzionali condivisi unanimemente dalla magistratura , ha espresso in maniera persino “didattica” il principio secondo cui “le condizioni di sicurezza devono preesistere all’avvio della attività lavorativa” e non devono essere realizzate successivamente all’inizio della esposizione a rischio, per non lasciare spazio ad esposizioni di più o meno lungo periodo indebite ed evitabili; se la “chiarezza” su questo punto è stata incentivata e sollecitata da tanti drammatici eventi in ambito occupazionale , ovviamente, il “criterio” sottolineato è valido anche per le questioni ambientali in senso lato;

in conclusione:

se fondata la ipotesi dell’avvio della attività del rigassificatore PRIMA della realizzazione della ipotizzata barriera di difesa (benché la nostra modesta opinione non sia orientata a ritenere il rigassificatore “accettabile” grazie alla barriera di cui stiamo parlando) riteniamo che non realizzarla PRIMA dell’avvio della attività si configuri come una volontaria omissione di misure di prevenzione (anche se riteniamo impossibile ipotizzare una sua effettiva efficacia rispetto ad eventi critici di grandi dimensioni);

auspichiamo dunque un intervento della Procura di Ravenna a fini di prevenzione per impedire una dissociazione temporale tra avvio del funzionamento del rigassificatore e realizzazione della barriera.

Grazie della attenzione.

Dr. Vito Totire, medico del lavoro,

portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO

via Polese 20 40122 Bologna
Ravenna/Bologna, 21.5.2025

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