Siete pronti per il 2 giugno?

Disegno di Mauro Biani pubblicato nel 2015 su Azione nonviolenta

Siete pronti per il 2 giugno!? Per cosa?! Ma lo sanno tutti, la Sfilata! Mi ci portavano da bambino, sandali, pantaloncini e cappelluccio in testa, sotto al sole, nella calca, aspettando l’eccitazione che arrivava dal cielo con i fumi delle frecce e dal suolo con il rombo sordo e minaccioso dei carri. Un popolo a caccia di emozioni, di sfoggio di potenza, di orgoglio per l’eleganza delle evoluzioni degli squadroni e la bellezza geometrica delle formazioni. Abbiamo per decenni continuato a nutrire un immaginario di facciata, che ha accuratamente celato le conseguenze dell’uso di ciascuna di quelle forze, tecnologie, organizzazioni di guerra: agire con prontezza all’attacco del nemico, agire prima del nemico, sopravanzarlo, attaccare.

Con questo entusiasmo bambino ci prepariamo alla prossima “Sfilata”, con tutto intorno a noi la prova drammatica e disumana di cosa accade quando quelle armi, quell’organizzazione di uomini e mezzi concretamente, imperscrutabilmente, inesorabilmente si attivano.

E mentre bambini e civili vengono bombardati e uccisi e tutti affermano che le armi devono tacere, nelle nostre caserme, da settimane si accendono motori e lucidano cannoni e proiettili, per mostrarli con orgoglio per la “Festa della Repubblica” il prossimo 2 giugno.

Ma per una Repubblica che “Ripudia la guerra” non è una scelta accettabile e noi vogliamo che la nostra “Festa” sia quella della Pace. Un caro amico mi ha detto che l’articolo 11 non finisce lì, e che “gli articoli della Costituzione “più bella del mondo” vanno citati per intero, se ne citi solo due parole si rischia di stravolgerne il senso”. E io lo ringrazio e spiego meglio, il motivo vero per cui bastano le “due parole” che ho citato per dire quello che serve e va fatto, sono i disegni dei bambini. Provate a far disegnare ai bambini la guerra e la pace, scoprirete che la guerra se la immaginano benissimo, la disegnano con foga, ci mettono tutti sé stessi e ne descrivono oggetti, situazioni e pathos. La Pace no. Nell’immaginario dei bambini la Pace è vuota, simbolica, statica, ideale.

E allora un “Repubblica che ripudia la guerra come strumento di offesa ecc…” avrebbe più vantaggi a mostrare di sé qualcosa d’altro che non carrarmati e caccia. Dovrebbe usare la sua festa per valorizzare e dare vita all’incessante lavorio di chi, almeno per oggi, almeno qui, la guerra la tiene lontano e che non sono i carrarmati e i caccia, ma le insegnanti, gli agricoltori, le giornaliste, i fabbri, le parrucchiere, gli impiegati, le autiste, i poeti; le madri e i padri di un vivere quotidiano che è accidentato, burrascoso e esaltante, pieno di passioni e di fatica, ma che mai appare e mai rivendichiamo per l’importanza che ha. La nonviolenza, che invito tutti a scrivere senza trattino, come l’ha voluta Capitini, perché è un valore positivo e non una mancanza di altro, è tanto più efficace quanto più le diamo valore e le facciamo spazio, richiamando il compito che Calvino ci ha consegnato per imparare a distinguere nell’inferno della nostra vita ciò che inferno non è. E in questo momento il diritto più grande, evoluto e portatore di futuro non è quello di pubblicizzare le armi e la loro potenza, ma il coraggio di esporsi alla vita con la fiducia e l’ardire, di pensare che la fratellanza sia l’obiettivo e che per essa si possa “tradire” l’orgoglio nazionalista e Obiettare alla Guerra.

Il 2 giugno ci occupiamo di Pace, con l’esempio degli obiettori di coscienza Europei, il Movimento Nonviolento, la Rete Le vie della Nonviolenza, la Federazione Italiana dei Cemea, la rete Acquecorrenti, e la Campagna Sbilanciamoci. Vi aspettiamo alle 10 presso il CSV Lazio in via Liberiana 17, a Roma. Intervenite, diffondete!

Claudio Tosi

30/5/2025 https://comune-info.net

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