Report morti sul lavoro – Primi 5 mesi del 2025

Con i tre decessi registrati oggi, il mese di maggio si chiude con 88 morti sui luoghi di lavoro e altri 15 in itinere. Dopo aver ascoltato questa sera il TG3 Nazionale delle 19, che riportava 44 morti complessivi sul lavoro a maggio, ho acceso il computer per verificare: il dato reale è il doppio — e questo senza contare i morti in itinere, tutti sono registrati in tabelle excel da 18 anni, giorno per giorno e anno per anno. Emlematica le morti in nero di Anna Chiti di soli 17 anni (nella foto)  e di Yassine Boussema anche lui in nero e clandestino, di questo povero giovane non abbiamo neppure una foto per ricordarlo

L’INAIL, da cui proviene la fonte citata dal TG3, non effettua alcun monitoraggio: si limita a raccogliere le denunce che le arrivano, e solo relative ai lavoratori assicurati a questo Istituto. Questa non è informazione: è DISINFORMAZIONE funzionale alla lobby miliardaria sulla Sicurezza trasversale ai partiti

📌 Dall’inizio del 2025, ogni 6 ore e qualche minuto muore un lavoratore, non uno ogni otto ore come dice anche la Segretaria del PD Schlein che prende per buoni, anche lei, i morti diffusi da INAIL.
Nei primi cinque mesi del 2025, sono morti 592 lavoratori, di cui 413 sui luoghi di lavoro.
Erano 430 nello stesso periodo del 2024, anno più tragico da quando ho fondato l’Osservatorio.
Per confronto, al 30 maggio 2008 i morti sui luoghi di lavoro erano 222: l’aumento da allora è del 46%.

👉 Questo se si contano tutti i lavoratori, non solo quelli coperti da INAIL.


Le cause politiche e normative dell’aumento

  • Jobs Act: dall’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (2015), l’aumento dei morti sul lavoro è stato del 43%.
  • Appalti a cascata: la legge voluta dal ministro Salvini, entrata in vigore nel giugno 2023, ha causato un  aumento negli ultimi due anni del 15% dei decessi, soprattutto in edilizia e negli appalti pubblici.

Le grandi tragedie recenti

  • Brandizzo (Ferrovie dello Stato)
  • Suviana (Enel)
  • Calenzano (ENI)
  • Esselunga di Firenze (16 febbraio 2024): 5 operai morti in un cantiere con 49 aziende subappaltatrici.

Chi ringraziare per questo modello? Il Ministro Salvini, per aver liberalizzato in modo selvaggio il subappalto, senza alcuna responsabilità penale e civile per le aziende capocommessa.

Proposta

Il quesito referendario più importante, a mio avviso, è quello sulla responsabilità penale ed economica delle aziende capocommessa.
Se fossero perseguibili, forse ci penserebbero due volte prima di affidare lavori a micro-aziende spesso non attrezzate, con manodopera impreparata o in nero.


Alcuni dati allarmanti

  • Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni;
    di questi, il 17% ha più di 70 anni.
  • Il 32% delle vittime è costituito da lavoratori stranieri regolari.
    A loro andrebbe riconosciuta la cittadinanza italiana dopo 5 anni, non ai clandestini come sostengono certi “disertori delle urne” che vogliono far fallire i Referendum per continuare a succhiare il sangue di chi lavora.
  • Molti lavoratori del Sud Italia muoiono in trasferta in altre regioni.
  • Le donne muoiono meno sui luoghi di lavoro, ma quasi quanto gli uomini in itinere, spesso a causa di fretta e stanchezza nel conciliare lavoro e famiglia.

Proposte per la sicurezza e l’equità sociale

  • Introdurre per legge la flessibilità in entrata e uscita dal lavoro, per tutelare la salute psico-fisica, in particolare delle madri lavoratrici.
  • Contrastare il crollo della natalità, che è in buona parte causato dal “martirio” quotidiano delle donne lavoratrici con figli.
  • Lo Stato e gli enti locali dovrebbero riservare parte dei posti di lavoro alle donne con figli, come misura concreta di sostegno alla genitorialità.

Spero che tutti quelli che lavorano comprendono che i Referendum sono fatti per i loro interessi, indipendente dal partito in cui credono e a quale sindacato siano iscritti: il precariato è un cancro che occorre sconfiggere, ora ne hai l’opportunità andando a votare per il ripristino dell’articolo 18, dal 2015 tutti i lavoratori privati sono precari: nel pubblico impiego hanno “rimediato” con gli appalti a aziendine private che lavorano in INSICUREZZA.

Prego tutti i nonni come me di andare a votare in massa, per non fare vivere in una giungla lavorativa ai nostri figli e nipoti

Carlo Soricelli
Curatore dell’Osservatorio Nazionale di Bologna Morti sul Lavoro
http://cadutisullavoro.blogspot.it

Anna Chiti

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