Diritto alla verità e alla giustizia
In questo 45° anniversario dobbiamo urlare con forza, il nostro diritto alla verità, cercando di tener unite tutte le forze politiche e sociali
di Daria Bonfietti – Presidente Associazione Parenti Vittime Strage di Ustica
Nessuna retorica in questo 45° anniversario della Strage di Ustica ma solo la richiesta di uno straordinario e determinato impegno per la verità.
Abbiamo novità, sappiamo che nel mare di Ustica operava una portaerei francese, la Foch, e che quindi le informazioni che ci son arrivate dalla Francia in questi anni sono menzognere .
Sappiamo che nel cielo c’era una esercitazione con aerei francesi e americani e con sostegno Nato, quindi tutte le informazioni che abbiamo avuto, a cominciare dall’Aeronautica militare italiana che ha sempre sostenuto i cieli assolutamente vuoti, sono state menzognere.
Oggi sappiamo che queste sono le ulteriori verità, contenute nelle 450 pagine depositate dai Pm romani, che la richiesta di archiviazione della Procura ci obbliga a considerare; nuove indagini che la Procura aveva avviato sulla strage di Ustica nel 2008, dopo che il Presidente emerito Cossiga aveva addossato ai francesi la responsabilità dell’abbattimento del DC9 Itavia, nell’intento di colpire il leader libico Gheddafi.
Proceduralmente una richiesta di archiviazione rappresenta un passaggio negativo, quasi un segno di resa da parte dei magistrati, che con difficoltà e alterne vicende hanno operato in questi anni.
E’ vero, ma abbiamo comunque due elementi di riflessione ed impegno: un ulteriore rafforzamento della ricostruzione fatta nella Sentenza ordinanza del 1999 dal giudice Priore ( il DC9 Itavia è stato abbattuto) e l’affermazione che l’ostacolo al pieno raggiungimento della verità è costituito dalla mancanza di collaborazione internazionale: gli Stati amici e alleati, Francia e Usa in primis, non danno le risposte adeguate.
E allora in questo 45° anniversario dobbiamo urlare con forza, il nostro diritto alla verità’, cercando di tener unite tutte le forze politiche e sociali, perché è il Governo del nostro Paese, con la sua diplomazia che deve diventare protagonista assoluto dell’impegno per la verità, non solo per le 81 vittime della strage di Ustica, ma per la dignità stessa del nostro Paese, che ha visto violare confini e diritti da un episodio di guerra aerea senza che nessuno abbia dato alcuna spiegazione.
Voglio segnalare che in questi giorni viene presentata al Governo e al Copasir la Relazione Annuale del Comitato consultivo sulle attività di versamento all’Archivio centrale dello Stato della documentazione di cui alle direttive Renzi/Draghi
Bisogna esprimere un apprezzamento e un riconoscimento per il lavoro effettuato e riconoscere la quantità di materiale reso pubblico, documentazione preziosa per poter scrivere la storia del nostro Paese.
Ma per Ustica manca ancora documentazione.
Dalla ricostruzione della Procura di Roma, ad esempio, emerge la figura dell’Ammiraglio Martini, Capo dei Servizi, il quale informa, afferma, e ripete in varie deposizioni la frase “nei Servizi si sapeva” “nei Servizi correva voce”.
Nelle carte rese pubbliche dalla Direttiva non c’è traccia di questa documentazione, non c’è traccia dell’archivio di Martini; e per altro verso aggiungo che anche quest’anno nelle iniziative per l’anniversario mancherà il contributo delle scuole: il Ministro dell’Istruzione continua a non dare attuazione al protocollo d’intesa firmato nel 2022 con le Associazioni delle Vittime del Terrorismo.
L’impegno per la verità deve assolutamente passare, oltre che per il necessario e indispensabile sforzo diplomatico, anche per una determinata e costante azione politica.
Il Governo del nostro Paese si deve impegnare maggiormente per la ricerca di documentazione, per rimuovere ogni zona d’ombra all’interno degli apparati dello Stato, per sostenere le attività delle Associazioni delle Vittime nelle loro attività di ricerca storica e di incontro con le nuove generazioni.










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