C’è un solo TSO giusto, quello ai guerrafondai
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Strano titolo per Lavoro e Salute che sulla repressione di una psichiatria deviata ha da sempre analizzato da dentro le ASL l’operato dei servizi di salute mentale e quanto hanno inciso, spesso positivamente e a volte negativamente, nella dimensione familiare e sociale della cura e del reinserimento sulla scia della Riforma Basaglia, contro la quale è stata da subito condotta una spietata guerra a cura dei poteri politici di destra e dei sanitari a loro ideologicamente contigui.
Una guerra ultraquarantennale (con l’appoggio dei loro grandi giornali e delle loro TV spesso dediti allo scandalismo fuori contesto sui ”matti fuori” ), guerra che stanno vincendo esautorando le esperienze di sanità pubblica, prima costruendo RMS, strutture presentate con alternativa ai manicomi ma subito rivelatosi tutt’altro, e poi riconsiderando dal punto legislativo al ritorno ai manicomi con annessa ritorno della pratica dell’elettroshock, una procedura invasiva che induce convulsioni nel cervello attraverso l’applicazione di una corrente elettrica.
Quindi è ovvio che siamo imbarazzati a diagnosticare un TSO “giusto” e chiedere ad una ipotetica giustizia, tramite un ipotetico organismo sanitario pubblico, un intervento coercitivo della libertà per i veri matti che oggi determinano scompensi sociali e politici che mettono in pericolo la vita non di alcuni singoli ma di intere opolazioni. Perchè di questo si tratta se i ”veri matti” sono al potere e decidono, a prescindere dalla chiara contrarietà della stragrande maggiorana del popolo italiano, come di quello degli altri Paesi europei, di esporci tutti al pericolo di guerra, o comunque di attentati alle zone in cui ci sono le basi NATO/USA, sostenuti solo da un’infima minoranza (parte dei loro elettori), dalla TV e dai loro gruppi editoriali, guarda caso tutti a libro paga tramite il finanziamento pubblico che li salva dalla chiusura per il misero numero di copie vendute.
Sono fuori dalla legalità Costituzionale e se ne fregano perchè anche il concetto di legalità ha subito una strisciante trasformazione diventando uno strumento di repressione della libertà di partecipazione di massa alla vita politica; siamo arrivati alla giustizia plasmabile dalla esigenze geopolitiche e quindi agli interessi economici di parte: l’esempio più lampante ce lo offre gli Stati Uniti, non importa quale Presidente ci sia, che si sono inventati decine di guerre a Paesi sovrani, e continuano a farlo, costruendo, sempre con l’aiuto indispensabile di TV e giornali, prove di ipotetici crimini commessi da quei governi, vedi oggi l’Iran con l’inesistente dotazione nucleare e anni fa con l’Iraq dove è bastata una boccetta di acqua, propagandata come arma chinica, per fare due milioni di civili iracheni, nel mentre il loro più stretto alleato in Medio Oriente compie un genocidio contro il popolo palestinese e scatena guerre aggredendo altri Paesi confinati; Libia, Siria, Iran, Yemen.
Si è legalizzato, e spudoratamente propagandato, il terrorismo di Stato, ma solo quello degli Stati occidentali e dei loro alleati, mentre si accetta, anzi si aiuta, il colpo di stato in Siria da parte di chi era perseguito come terrorista.
A tutta questa criminale sporcizia politica partecipa convintamente, anche se poco considerato da quelli più potenti, il governo italiano e quasi l’intero Parlamento (non è una giustificazione che non viene minimamente consultato su armamenti e alleanze militari). E’ da anni in atto una strisciante militarizzazione del linguaggio politico e della stessa educazione scolastica e universitaria con una parte dei docenti complici assecondati da presunti docenti provenienti dalle caserme e dalle basi NATO/USA.
Allora vi pare peregrino pensare a un TSO collettivo di politici e giornalisti che legiferano e propagandano la guerra a fianco di altri “veri matti” al governo di Stati dell’unione europea e di donne e uomini mai eletti dai loro popoli come Ursula Von der Leyen?
Certo, non esistono oggi organismi di giustizia, la stessa Corte Internazionale di Giustizia è sottoposta a veti e pressioni per non toccare i potenti e quando decide, vedi il caso di Netanyahu. viene deriso.
Però esiste il Tribunale Permanente dei Popoli ma è considerato quasi comunista e quindi considerato inesistente nelle sue decisioni a favore dei ricorrenti, vedi il caso del Movimento NO TAV.
Allora arrendersi al servizio dei “veri matti” e fare dei nostri giovani carne da macello nel prossimo futuro? No, la risposta sta nella semplicità, certo è difficile a farsi ma non impossibile se, ad esempio concreto, i genitori degli studenti escono dal loro complice silenzio.
Ma anche urlare che i guerrafondai, Giorgia Meloni, Elly Schlein e i vari Tajani, Renzi, e loro reggicoda nella stampa e nelle TV sono da TSO!
Chi legge potrebbe anche chiedermi se questi politici sono da richiudere in una struttura psichiatrica solo per le loro scelte guerrafondaie. Sarebbe una domanda pertinente se legge per la prima volta Lavoro e Salute, mentre chi è da tempo che lo sfoglia ha già letto da anni le decine di articoli e inchieste sulle politiche della destra e del PD/centrosinistra.
Quindi Per i “veri matti” l’internamento da TSO, ad opera dei milioni di vittime del loro operato, non è certamente solo per le esplicite scelte di guerra per sudditanza verso la NATO/USA usando i nostri soldi rapinandoci quel poco che ancora ci resta di sanità, pensioni e lavoro. Ma, appunto, la loro guerra, in particolare del PD/centrosinistra che ha fatto da battistrada alla destra, la stanno combattendo da almeno trent’anni contro la stragrande maggioranza del popolo italiano, provocando, consapevolmente, aumento della povertà, licenziamenti, disoccupazione, malattie e impossibilità di cura, insicurezza sul lavoro con gli oltre tre morti al giorno, le migliaia di infortuni e malattie professionali. Nessuno, di quelle/i che hanno memoria potrà mai dimenticare le drammatiche ricadute sulle loro condizioni di vita.
Hanno demolito la cultura della solidarietà come valore di convivenza atta a colmare le diversità culturali ed economiche tra nord, investito di sviluppo industriale e sociale, e sud disconosciuto dalla politica come terra di progresso relegandolo a serbatoio di braccia e regalandolo all’elemosina delle clientele legali e illegali. Su questa demolizione, che si è tirata nelle macerie anche il plus valore del nord sviluppato, hanno costruito principi assolutistici di predazione e privilegio per una cerchia sempre più ristretta di potentati. La cifra di quanto detto sta nella forbice sempre più distante tra chi ha tanto e chi ha poco o niente.
La vergogna è uno spartiacque tra l’umanità e la disumanità? Credo di sì quando si gioca con la vita delle persone. Le parole hanno un peso e i fatti compiuti da una persona non sono mai innocui per gli altri che, volenti o nolenti, ai quei fatti sono costretti a legare le proprie condizioni di lavoro e di vita. Va da sé che persone del genere dovrebbero vergognarsi dei loro atti che comportano sofferenze altrui. Ecco perché faccio fatica a declinare come umanità tutta quella gente che con l’arma del potere: politico, economico-finanziario, d’impresa privata/pubblica, editoriale, parlano e decidono (spesso in associazione d’intenti affaristici) a prescindere dai danni umani che provocano.
Se ci fermassimo qualche attimo al giorno a riflettere sulle nostre vicissitudini lavorative, familiari e di vita sociale, ci accorgeremmo di sprazzi di vissuto doloroso che in realtà rappresentano solo l’iceberg di una montagna di cacca sulla quale camminiamo.
La stessa scienza viene mistificata dalla comunicazione dominante come copertura a idee razziste e di distrazione collettiva. E’ la risposta dei poteri allo smottamento dei valori e ci ripropongono pedissequamente una visione biblica del mondo in cui tutto, natura, umanità, società non sono altro che il frutto statico di un disegno già scritto e progettato dal “creatore” sempre in contrapposizione al materialismo come lettura dei mali dell’umanità.
E’ evidente che non ci stiamo accorgendo del rischio della spersonalizzazione in un sistema, con più articolazioni in concorrenza, che vuole occupare, e ovviamente sfruttare economicamente per mercificare
con profitto, ogni spazio nella nostra vita sociale.
Il pensionato, il disoccupato, il lavoratore sono lasciati soli di fronte ai poteri padroni dello Stato, in una condizione che non permette loro di godere dei diritti e li priva, debilitati dalla comunicazione dei media, della stessa volontà di reagire e lottare mettendo insieme i loro bisogni, simili a quelli di tanti altri milioni di italiani.
La reazione è l’apatia, la passività che porta a disarmarsi intellettualmente e interiormente, cadendo in un oblio che inibisce nella personalità e nella parola autonoma. Capaci solo di produrre violenza inconsulta verso chi sta peggio di loro, cadendo in un masochismo sociale che arruola come servitù dei loro carnefici al
potere nelle istituzioni e nell’economia.
La risposta emotiva individuale di massa è l’assuefazione, il fatalismo menefreghista. Inconfutabile è il risultato della rinuncia allo spirito critico verso lo stato di cose presenti, all’irriverenza verso i poteri.
Ovviamente queste mie brevi considerazioni, spero analitiche, potrebbero apparire disarmanti ma sono “coperto” dalle centinaia di migliaia che scendono piazza e che non si arrendono nei luoghi di lavoro e di studio; quelle persone che sperano in un TSO ai poteri.
Franco Cilenti
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