Marcinelle 8.8.1956 : la strage di lavoratori continua ininterrottamente; dobbiamo fermarla

Ricordi appannati e molta retorica accompagnano abitualmente l’anniversario della
strage di Marcinelle: 262 morti di cui 136 italiani .

E’ sulla presenza degli italiani che si è innestata una delle peggiori ipocrisie del
dopoguerra, cavalcata in particolare da un parte del ceto politico; la decisione di
decretare l’8 agosto come “giornata del lavoratore italiano all’estero” è una grave
mistificazione; da molti anni proponiamo che , quantomeno, si debba parlare di
“giornata del lavoratore immigrato” se si vuole realisticamente affrontare il tema di
una particolare condizione di vulnerabilità che si manifesta comunque tragicamente
in tutti i paesi del mondo; certo i dati epidemiologici sono estremamente chiari: il
lavoro precario/interinale è ancora più a rischio del lavoro dell’immigrato; in
sostanza gli immigrati sono più vulnerabili non per il colore della pelle o per
questioni si barriere linguistiche (non che queste non siano importanti ma sarebbero
agevolmente gestibili con adeguati percorsi di formazione, troppo spesso o
sistematicamente elusi); gli immigrati sono più a rischio perché precari; non può,
nell’anniversario della strage di Marcinelle, non venire in mente la morte dei due
giovani lavoratori egiziani avvenuta in provincia di Venezia qualche giorno fa: Ziad
e Sayed ; uccisi dalle esalazioni di gas fognari; ogni omicidio sul lavoro ne richiama
alla memoria altri ; prima di Marcinelle vi fu una altra strage in Italia nella miniera di
Ribolla della Montecatini con 43 morti; prima di Ziad e Sayed ci fu la strage di
Casteldaccia in Sicilia consumatasi con dinamiche molto simili; Ziad e Sayed (secondo
le cronache) lavoravano “in nero” , come “in nero” lavoravano due dei tre morti nel
cantiere edile di Napoli qualche giorno fa; e in che condizioni lavoravano gli operai
che sono morti negli ultimi mesi nelle miniere sudafricane ? la domanda è retorica e
la risposta, visti i fatti di cronaca, è scontata: lavoravano in condizioni schiavistiche;

cosa poteva salvare Ziad e Sayed ? La semplice conoscenza del rischio e qualche
decina di euro per due buone maschere antigas;

certi economisti “naifs” continuano a sostenere che ogni dollaro investito in
prevenzione e sicurezza (significativamente la moneta citata è il dollaro) determina
un guadagno di 6 dollari; quello su cui questi economisti “sorvolano” è che i padroni
non intendono spendere un dollaro oggi perché la collettività ne guadagni domani
sei; il sistema economico capitalistico è marcio: è fondato sulla accumulazione di
profitti privati che scaricano spese, costi , impatto ambientale e impatto sanitario
(pensiamo ai morti per malattie professionali) sulla collettività;
in questo grave momento storico di guerre e di diffuso neoschiavismo in tutto il
mondo , radicato pesantemente anche nelle aree geografiche occidentali “ricche” ,

RICORDIAMO I MORTI DI MARCINELLE E TUTTI GLI ALTRI MORTI DI OGNI PAESE
RISPONDIAMO ALLE RIMOZIONI E ALLE IPOCRISIE CON UN MESSAGGIO CHIARO:

fino a quando i lavoratori saranno considerati oggetto passivo di vigilanza non
arriveremo mai a garantire prevenzione e sicurezza

SIAMO ASSOLUTAMENTE FAVOREVOLI ALL’AUMENTO DELLA VIGILANZA, ANZI
QUESTA è TANTO PIU’ NECESSARIA QUANTO PIU’ I LAVORATORI SONO DEBOLI
TUTTAVIA SI RIUSCIRA’ A CONTRASTARE EFFICACEMENTE LA POLITICA STRAGISTA E
SCHIAVISTA SOLO CON UN RADICALE MUTAMENTO DEI RAPPORTI DI FORZA TRA
CAPITALE E LAVORO

ORGANIZZIAMO OVUNQUE POSSIBILE I GRUPPI OPERAI OMOGENEI COME
STRUMENTO DI ANALISI, DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO E DI CONTROPOTERE DEI
LAVORATORI.
Bando alle ipocrisie : l’8 agosto diventi la giornata mondiale del lavoratore
immigrato o autoctono che sia

NOSTRA PATRIA E’ IL MONDO INTERO, NOSTRA LEGGE E’ LA LIBERTA’

Vito Totire medico del lavoro, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO

via Polese 30 40122 Bologna
333.4147329
Bologna, 7.8.2025

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