L’uso della pistola taser è un “crimine di pace”. Occorre immediatamente metterla al bando

Avevamo sperato (*) che Giampaolo De Martis fosse l’ultima persona a morire in occasione dell’uso della pistola taser; purtroppo a poche ore di distanza si è verificato un altro “caso”: Elton Bani , 41 anni, morto nei pressi di Genova (sant’Olcese); questo secondo tragico evento ripropone il “problema” : la pistola taser viene usata frequentemente proprio “sulle” persone che potrebbero più probabilmente manifestare gravi effetti collaterali; le informazioni diffuse dal produttore, la azienda ACRON, semplicemente confermano la esistenza di rischi; i dati diffusi-a partire da studi asseriti come “indipendenti” non sono “informazioni” ma pura azione di marketing; infatti sostenere la innocuità per la grandissima maggioranza dei soggetti esposti significa ragionare su una coorte ben diversa dalla più ristretta coorte dei soggetti maggiormente vulnerabili ; valuteremo comunque gli studi “indipendenti” della Wake Forest University School; pare che quelle della Wake forest University sia l’unico citato a sostegno della liceità dell’uso del taser; intanto un cardiologo del policlinico Gemelli (Perna) in una intervista alla agenzia La Presse ha confermato: esiste un rischio (diciamo noi tra gli altri, visto che vi sono anche rischi di tipo psicologico) di tipo cardiaco ; sottolinea poi Perna che gli studi in materia sono “scarsi” e che occorra ulteriormente approfondire; siamo d’accordo e riteniamo che questa considerazione deponga a favore, quantomeno, di una moratoria; vogliamo allora ipotizzare una condizione fantascientifica in cui le “forze dell’ordine” prima convocano una ambulanza con èquipe medica che effettua la anamnesi del soggetto (magari serve che il sindaco firmi un ASO -accertamento sanitario obbligatorio) e poi, ad anamnesi personale e familiare negativa, usano la pistola taser ?

Lo scenario sarebbe assurdo e impossibile dunque non esiste alternativa:

la pistola taser sarà sempre usata “al buio” e dunque il suo utilizzo di fatto si configura come un vero “crimine di pace”; i riscontri epidemiologici, negli USA e in Canada, sono già peraltro fin troppo evidenti; fossero anche gli effetti mortali uno su cento, è ora di dire basta: che il parlamento deliberi in questo senso;

contestualmente le “forze dell’ordine” : non si può mandare allo sbaraglio i singoli operatori; occorre adottare programmi di formazione che includano arti marziali, tecniche psicologiche, tecnologie a basso o nullo impatto lesionistico, piuttosto che, il giorno dopo, “indagare” il singolo carabiniere , oggi “lasciato solo” a gestire situazioni difficili, domani imputato “momentaneamente” dal magistrato e/o premiato con una medaglia dal governo di destra (come è accaduto per il carabiniere di Villa Verucchio);

la gestione della sicurezza pubblica richiede mezzi e prassi diverse da quelle attualmente utilizzate.

Certo che attendiamo i risultati di indagini e valutazioni da parte della magistratura ma non c’è motivo di temporeggiare oltre:

la pistola taser va messa al bando subito o , quanto meno, va deliberata una moratoria.

Vito Totire, medico del lavoro/psichiatra-portavoce Centro studi “Francesco Lorusso”
Bologna, 19.8.2025

(*) vedi nostro comunicato di ieri


NB: E’ disponibile una relazione tecnica sull’impatto sanitario della pistola taser.

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