La strage di operai continua

Ancora un morto sul lavoro, questa volta a Molinella (Bologna). Il “lavoro notturno” è oggettivamente inevitabile o “conviene al padrone” ?

L’ennesimo morto sul lavoro in Italia; ancor auna volta in una area in cui storicamente le condizioni di lavoro
sono state (in passato ovviamente più che oggi) relativamente al riparo da particolari rischi mortali sul
lavoro grazie alla sinergia tra organizzazione operaia e servizi di vigilanza; Molinella è poi terra di gloriosa
storia sindacale in difesa dei diritti dei lavoratori e lo è stata di recente anche sulla drammatica vicenda
dell’amianto; l’Emilia Romagna è stata una regione in cui la legge regionale n.33 del 1979 ha definito una
pratica virtuosa fondata sul rapporto tra la assemblea del “gruppo operaio omogeneo” e il sapere dei tecnici
di fiducia dei lavoratori; la prassi virtuosa definita dalla legge regionale 33/1979 fu antecedente sia
all’effettivo passaggio dei poteri ispettivi ai servizi territoriali delle USL; fi dal maggio 2022, giorno in cui
abbiamo fondato la RETE NAZIONALE LAVORO SICURO abbiamo detto che occorreva rilanciare con forza la
prassi dei gruppo operai omogenei come protagonisti della valutazione dei rischi e come soggetti promotori
delle azioni di bonifica e di miglioramento necessari perché la esperienza lavorativa non abbia esiti mortali
o comunque nocivi per la salute di lavoratori e lavoratrici; NON SI ARRIVER’ MAI AD UNA CONCRETA
POLITICA DI PREVENZIONE FINO A QUANDO SI IMMAGINERANNO I LAVORATORI COME UNA MASSA DI
“TUTELATI PASSIVI” ; invocare l’aumento e la efficacia delle azioni di vigilanza è giusto TANTO PIU’ QUANTO I
LAVORATORI SONO DEBOLI E FRAMMENTATI ma senza una modifica dei dislivelli di potere tra capitale e
lavoro non si arriverà a fermare la strage in atto.

Per quel che riguarda l’evento mortale di Molinella:

  • Ovviamente la indagine giudiziaria farà il suo corso
  • Riteniamo necessario affiancare alla doverosa indagine giudiziaria una indagine operaia per
    comprendere la effettiva dinamica dei fatti
  • Il rischio ,valutato spesso unilateralmente solo dal “padrone” deve essere vagliato dalla assemblea
    di gruppo operaio omogeneo assieme ai tecnici di fiducia dei lavoratori
  • Il rischio, spesso occulto (si pensi allo scontro in atto da tanti decenni sulla “segretezza” del
    documento di valutazione !!!) deve essere chiaramente individuato dai lavoratori e azzerato per
    quanto tecnologicamente fattibile
  • Il rischio, i tragici eventi di strage che si susseguono “da sempre” lo dimostrano, non è soltanto
    chimico/fisico ma è molto spesso legato ad una organizzazione del lavoro costrittiva, antifisiologica,
    connotata da livelli enormi di distress occupazionale: in Europa (indagine che ha incluso la GB)
    muoiono ogni anno 10.000 lavoratori come effetto del distress lavorativo, quasi tutti “disconosciuti”
    in quanto morti per cause lavorative : per le istituzioni sono “morti per malattia comune”
  • Una delle questioni spesso totalmente rimosse dai DDVVRR del “padrone” è proprio la valutazione
    del distress che , per usare un eufemismo, viene valutata in maniera molto superficiale e deve
    invece essere valutata puntualmente in relazione anche alle differenze di età di genere e di paese di
    provenienza come recita il decreto 81/2008
  • Hussain : le cronache dicono “pakistano”; questo può avere avuto un peso oppure no; gli immigrati
    incorrono in eventi mortali con maggiore frequenza degli operai autoctoni; ma il dato
    numerico(vero) non ha la valenza epidemiologica che sembrerebbe: nel senso che l’elemento
    determinante è la precarietà e non il paese di provenienza; in sostanza i lavoratori autoctoni
    precari incorrono in eventi negativi meno degli immigrati con contratto regolare e tempo
    indeterminato;
  • che constestualmente esistano gravi contraddizioni nello status di immigrato , questo è comunque
    evidente: barriere linguistiche ma soprattutto deficit nel campo della formazione/informazione ; e
    a questo proposito dobbiamo interrogarci sul significato di qual 40% che ha votano no ad un
    “semplice” ampliamento dei diritti degli immigrati ; noi , nonostante le perplessità sul “metodo”
    ABBIAMO VOTATO CON CONVINZIONE SI A TUTTI I QUESITI REFERENDARI (anche se,
    sostanzialmente, con la logica della “riduzione del danno”) ma quel 40% (a Bolzano la percentuale
    ancora più alta) ci interroga su quanto la “ostilità” nei confronti degli immigrati sia diffusa; ne
    vogliamo “parlare” ???
  • LAVORARE DI NOTTE ESEMPIO: le cronache relative a questo ultimo evento mortale insinuano
    vagamente il solito stereotipo del cosiddetto “errore umano” : il lavoratore non ha azionato il freno
    del muletto ?
  • In uno storico convegno a Genova nel 1984 un neurologo disse : l’uomo è un animale diurno ! Vuol
    dire che lavorare di notte è di per sé una costrittività che sconvolge i ritmi fisiologici circadiani,
    ormonali dei lavoratori (ce lo ricordano tutti i giorni le gloriose iniziative di lotta ei ferrovieri);
    peraltro il lavoro notturno è stato classificato 2 A dalla IARC , vale a dire, “probabilmente
    cancerogeno”
  • Nella azienda Green Energy di Molinella (nome “accattivante”) in che misura il turno di notte era
    una costrittività veramente ineliminabile ?
  • Il lavoratore Hussan Mazammal era in condizione di “lavoro isolato” ? aveva a disposizione quei
    sensori ( tipo “uomo a terra” ) che consentono l’invio immediato di allarme ?
  • Ovviamente non accusiamo nessuno, né tantomeno, “preventivamente”: occorre una “Indagine
    operaia” per comprendere la esatta dinamica dei fatti
  • Come abbiamo messo a disposizione “pro bono” la nostra professionalità per la famiglia di Sabino
    Lessini morto in un cantiere ferroviario a Macerata nel luglio del 2025, ALTRETTANTO FACCIAMO
    PER LA FAMIGLIA DI HUSSAIN considerato che troppo spesso nel nostro paese alla mancata
    prevenzione fa seguito persino il mancato risarcimento del danno oppure un risarcimento tardivo e
    “offensivo” fermo restando che la vita umana non è mai , al di là delle “fredde” tabelle medico-
    legali, veramente risarcibile.

Non è possibile fermare la strage di lavoratori con le parole e con le larime del “giorno dopo”
0ccorrono i fatti e occorre “arrivare il giorno prima”.
Proponiamo che il comune di Molinella indica una giornata di lutto per Hussain Mazzammal ai cui familiari e
compagni di lavoro inviamo le nostre sincere condoglianze.

Vito Totire, portavoce REE NAZIONALE LAVORO SICURO via Polese 30 40122 Bologna
Bologna, 22.8,2025

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