Più di 1.300 artisti promuovono il boicottaggio cinematografico di Israele
Gli artisti si sono impegnati “a non proiettare film, a non apparire o lavorare in alcun modo con le istituzioni cinematografiche israeliane”. Foto: Agenzia Anadolu.
Gli artisti rifiuteranno qualsiasi tipo di collaborazione con le istituzioni cinematografiche in Israele come misura di protesta contro il genocidio contro il popolo palestinese.
Gli artisti rifiuteranno qualsiasi tipo di collaborazione con le istituzioni cinematografiche in Israele come misura di protesta contro il genocidio contro il popolo palestinese.
Gli artisti hanno firmato un manifesto in cui esprimevano la loro preoccupazione per la situazione attuale: “In questo urgente momento di crisi, in cui molti dei nostri governi stanno permettendo una carneficina a Gaza, dobbiamo fare tutto il possibile per affrontare la complicità in questo orrore implacabile”.
Il boicottaggio di Israele si ispira al movimento “Cineasti uniti contro l’apartheid“, fondato nel 1987 da Jonathan Demme e Martin Scorsese, che si rifiutò di proiettare film nel Sudafrica dell’apartheid.
Tra i firmatari di spicco ci sono personalità spagnole come Javier Bardem, Icíar Bollaín, Isabel Coixet, Juan Diego Botto, Alba Flores, Luis Tosar e Ana Belén.
A loro si aggiungono figure internazionali come Mark Ruffalo, Olivia Colman, Tilda Swinton, Susan Sarandon, Riz Ahmed, Ava DuVernay, Ayo Edebiri e il messicano Gael García Bernal, oltre a molti altri registi, attori e lavoratori dell’industria cinematografica. https://www.instagram.com/p/DOVzqTPDpV6/embed/captioned/?cr=1&v=14&wp=540&rd=https%3A%2F%2Fwww.telesurtv.net&rp=%2Fboicot-cinematografico-a-israel-1300-artistas%2F#%7B%22ci%22%3A0%2C%22os%22%3A2185.5999999996275%2C%22ls%22%3A1896.2999999988824%2C%22le%22%3A2049%7D
I firmatari si sono impegnati “a non proiettare film, a non apparire o lavorare in alcun modo con le istituzioni cinematografiche israeliane – compresi i festival, i cinema, le emittenti e le società di produzione – che sono coinvolte nel genocidio e nell’apartheid contro il popolo palestinese”.
La complicità, secondo il manifesto, include “l’insabbiamento o la giustificazione del genocidio e dell’apartheid, e/o l’associazione con il governo che li commette”.
A proposito di questo impegno, l’attrice Julia Sawalha ha commentato che la sua decisione di firmare risponde alla “sofferenza inaccettabile” di cui è stata testimone a Gaza e alla necessità di usare la sua voce per “rompere il silenzio”.
Allo stesso modo, David Farr, sceneggiatore e discendente dei sopravvissuti all’Olocausto, ha dichiarato di essere “angosciato e infuriato” per le azioni dello Stato di Israele e di ritenere che il boicottaggio culturale sia stato significativo in Sudafrica e lo sarà anche in questa occasione.
Questa mossa si aggiunge a una crescente ondata di proteste nell’industria cinematografica globale, tra cui lettere aperte e mozioni da parte di sindacati come SAG-AFTRA, Equity UK e la Norwegian Actors Association.
8/9/2025 https://www.telesurtv.net/










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