Il ritorno a Bergamo, cinque anni dopola pandemia

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Tra ospedali sotto pressione, carenza cronica di personale sanitario e le misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ancora in stallo. Intanto si attende il nuovo piano pandemico nazionale.

Nel format televisivo “PresaDiretta “ del 31 agosto ne hanno parlato Nino Cartabellotta (FONDAZIONE GIMBE). Giorgio Okwaho Locatelli segretario Fp CGIL Bg, Giuseppe Saragnese infermiere AsstPG23 Bergamo, direttivo Fp CGIL Bg, Mirco Nacoti anestesista dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Oggi il 70% delle persone che si rivolgono al pronto soccorso ha problemi che potrebbero essere gestiti sul territorio. Il vero nodo resta l’ospedalocentrismo: manca una rete di assistenza territoriale.
I numeri del ministero della Salute raccontavano di una tragedia: in totale ci furono in cinque anni oltre 27 milioni di malati di Covid-19, di cui oltre 500mila tra il personale sanitario, con 379 decessi tra i medici e circa 90 tra gli Infermieri. L’età media fra i pazienti: 45 anni. Alla fine furono oltre 197mila i morti e quasi 26mila i pazienti guariti.

Ma dopo cinque anni possiamo dire che non è andato tutto bene. Niente è stato a parte l’uso delle mascherine. E dalla fine ufficiale del Covid ci sono stati altri morti.
Manca il personale sanitario,si continua a ricorrere al lavorio straordinario, con personale stanco con scarso riconoscimento professionale ed economico. Il contratto della Sanità pubblica prevede un misero aumento del 5,8% a fronte di un inflazione che supera il 16%.50 euro al mese in più ,uno schiaffo al personale sanitario altro che eroi.Inoltre non c’è ancora un nuovo Piano pandemico.

La Fondazione Gimbe afferma che c’è stata una diminuzione della spesa sanitaria in questi anni, e lo dimostra la carenza di personale sanitario. Ad esempio in Italia il numero di infermieri è di 6,2 per 1.000 abitanti, significativamente inferiore alla media europea.

Un sistema sanitario da cui fuggono migliaia di medici e infermieri ogni anno. La sanità territoriale, che avrebbe dovuto essere il pilastro del Ssn con le Case di comunità che sono state istituite, ma senza personale, perché mancano medici di base e infermieri, con pronto soccorso al collasso,si è ricorso ai Medici gettonisti,pagati profumatamente molti dei quali con nessuna esperienza di emergenza,liste d’attesa che si allungano e costringono i cittadini a rivolgersi alle cliniche private.

Come dice il prof. Silvio GARATTINI fondatore dell’Istituto Mario Negri “Non aver avuto un piano pandemico, ha determinato l’utilizzo delle strutture ospedaliere solo per il Covid-19. Non si sono potuti realizzare interventi chirurgici, trapianti di organi, ecc., determinando un aumento dei morti per altre patologie. Si utilizzavano farmaci e antibiotici senza nessuna efficacia terapeutica, senza fare ricerca farmacologica ed epidemiologica. Ognuno diceva la sua sugli effetti del vaccino e ogni ospedale aveva le sue modalità”. Insomma, il caos. “Se oggi avvenisse una nuova pandemia, saremmo come eravamo nel 2020, perchè non abbiamo preparato strutture e tecnologie per contrastarla in modo efficiente.”

Questo governo di destra intanto sta accelerando la privatizzazione della Sanità pubblica,boccia il piano pandemico OMS e nomina 2 medici No vax nella commissione vaccini,tralascia le colpe e la mala gestione pandemica a livello regionale.

Possiamo dire che la lezione del Covid non è servita a niente.

Giuseppe Saragnese

Infermiere Asst-pg23 Bergamo. Direttivo Fp Cgil.
Le Radici del sindacato.

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