Strage di Castel d’Azzano e le lacrime del giorno dopo: perchè il ministro Piantedosi non si è ancora dimesso ?

La questione è complessa; cosa si poteva fare il “giorno prima” ? cosa si doveva fare al momento della esposizione a rischio ? Qualche astuto giornalista ha passato ai raggi x certe dichiarazioni di esponenti politici della “sinistra” traendo le solite conclusioni: alla truce “sinistra” della morte di tre carabinieri e del ferimento di tanti altri “non importa nulla”; si tratta di persone che “pontificano” sulla base di sterotipi duri a morire.
Andiamo per gradi : in effetti “noi ” (per essere molto eufemisti) non abbiamo mai avuto particolare “feeling” con i carabinieri; questo a seguito di eventi materiali e storici che tutti conoscono (la nostra associazione è intitolata a Francesco Lorusso) ; non possiamo approfondire la questione adesso; veniamo al punto : Castel d’Azzano il giorno prima e il giorno dell’evento.Il giorno prima : alcune notizie e alcuni fatti facevano sperare che lo “stato” avrebbe potuto mettere in campo qualche buona intenzione su una quesione drammatica: quella delle persone in condizioni di povertà , di collasso economico, di sfratti; questi accenni alla intenzione dello “stato” di prestare maggiore attenzione a persone che per la loro condizione socioeconomica erano disperati e anche a rischio di suicidio è sembrato potersi concretizzare in “annullamenti del debito” , deroga degli sfratti ecc.

Evidentemente questi interventi diciamo per mitigare certe condizioni di disperazione sono rimasti sostanzialmente nell’ambito delle buone intenzioni; qualche giorno prma della strage di Castel d’Azzano una persona anziana risulta essersi suicidata a Sesto s.Giovanni (ex roccaforte operaia, definita a suo tempo da esponenti della cosiddetta “democrazia cristiana” come la “Cuba alle porte di Milano) ;la persona anziana di cui parliamo, dicono le nude croniche, aveva forse un problema di “ludopatia” ; una persona malata dunque…entrata nel girone infernale di un meccanismo patogeno e criminogeno; fenmeno sul quale esistono inquietanti analisi e indagini depositate in parlamento (in sintesi: il “giro” sarebbe organizzato e dunque nella mani della criminalità organizzata e , sempre secondo le analisi di una commissione di studio avviata dal parlamento, la situazione non è stata efficacemente contrastata dello “stato” ; ma un suicidio , diciamo per “sfratto” si è verificato solo qualche settimana fa anche a Napoli, peraltro si è trattato di una persona molto più giovane del povero ultrasettantenne di Sesto s.Giovanni) ; purtroppo questi eventi sono solo la punta dell’iceberg;nel comune di Monzuno (Bo) le “forze dell’ordine” hanno usato la pistola taser contro un uomo (immigrato) che , secondo le abituali nude croniche, azionava una fiamma ossidrica (?) , episodio , per noi, nebuloso ma abbiamo chiesto a un barbiere se “sapesse qualcosa”; ci ha detto : “persona integrata, lavoratore, ad un certo punto ha subito uno sfratto …”; pare , interpretiamo noi, che questo lavoratore si sia successivamente “scompensato”…
i suicidi post-sfratto e per l’esattezza concausati da sfratti sono eventi luttuosi noti da secoli…

Lo sfratto degi anziani fratelli di Castel d’Azzano: “qualcuno” non ha compreso in anticipo la gravità sul piano emotivo e psicologico che questo trauma avrebbe causato; QUELLO “SFRATTO” DOVEVA ESSERE EVITATO COME SI DEVE RAGIONEVOLMENTE ANNULLARE UN ENORME DEBITO CONTRATTO DA UNA PERSONA CHE NON Eì NELLE CONDIZIONI MATERIALI DI PAGARE.Potremmo continuare la lo faremo in una prossima occasione.Oggi il problema che vogliamo affrontare è: PER QUALE MOTIVO IL MINISTRO PIANTDOSI DEVE DIMETTERSI.

IL RISCHIO NELLA VICENDA DEL CASOLARE DI CASTEL D’AZZANO ERA PREANNUNCIATO IN MANIERA PUBBLICA E PLATEALE
LE ISTITUIZONI STATALI VOGLIONO “CAVARSELA” CON LE LORO RITUALI DICHIARAZIONI DI OMAGGIO AI “SERVITORI DELLO STATO “?
Mettendo da parte la “ruggine” abbondante che esiste tra “noi” e i carabinieri, vediamo la questione dal punto di vista “semplice” di un operatore della prevenzione nei luoghi di lavoro; peraltro il nostro inossidabile Carlo Soricelli (cuore pulsante della cultura politica operaista) ha annoverato i morti di Castel d’Azzano tra ai morti sul lavoro; ed ha visto giusto;
il rischio per i carabinieri era imprevedibile?
assolutamente no; facciamo un esempio/paragone;i carabinieri trucidati al Pilastro sono stati vittima di un rischio “imprevedibile” anche se non sorprendente per “noi” , certamente sorprendente per gli sterotipi mentali di uno stato che ha creduto congruo , ragionando per stereotipi lombrosiani,sospettare di soggetti rivelatisi poi innocenti;
ma Castel d’Azzano non ha nulla ache fare col Pilstro e con la UNO BIANCA dunque:
LA STAMPA RIFERISCE CHE GLI OCCUPANTI DEL CASOLARE AVEVANO GIA’ NON SOLO VENTILATO MA MESSO IN ATTO LA MINACCIA DEL GAS !!!
PARE ADDIRITTURA UN ANNO PRIMA !
I CARABINIERI GIUNTI SUL POSTO AVREBBERO PERCEPITO PUZZA DI GAS !

SI SONO AVVENTURATI COMUNQUE NEL SITO AD ALTO RISCHIO !
VIENE IN MENTE LA STRAGE DELLA MECNAVI DI RAVENNA DEL 13 MARZO 1987 ; UFFICIALMENTE GAS FREE (SECONDO IL TECNICO DI FIDUCIA DEL PADRONE) MA LA STIVA SALTA IN ARIA ALLA ACCENSIONE DELLA PRIMA FIAMMA OSSIDRICA!
In Italia , non per magnanima concessione, ma grazie alle lotte del movimento del lavorarori si è giunti ad affermare il princiopio della valutazione del rischio (che poi come lenmerose stragi operaie domostrano viene fatta molto male se delegata acriticamente al padrone; in teoria il cosiddetto “ultimo artigiano con anche un solo dipendente” deve fare questa valutazione

ORA , CHIEDIAMO AL MINISTRO PIANTEDOSI MA ANCHE A CROSETTO ECCETERA:

SU QUALE DVR (DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO) HANNO POTUTO CONTARE I CARABINIERI AL CUI FUNERALE SONO ACCORSI I MASSIMI RAPPRESENTATI DELLO STATO ?
eppure i carabinieri non sono certo a zero in quanto a cpaacità tecnicne (pensiamo solo ai RIS , NOE, NAS ecc.)

CHI E’ IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE ?
CHI SONO GLI RRLLSS DEI CARABINERI (LAVORATORI) ? SONO STATI MESSI IN CONDIZIONE DI OPERARE ?

troppo facile presentarsi ai funerali e “stingersi” ai parenti delle vittime

se chiediamo di sapere chi sono i soggetti che avrebbero dovuto monitorare, valutare e prevenire la esposisione a rischio (si va al casolare senza un sensore per il gas la cui presenza era annunciata ??? attenzione:il sensore è alla portata anche di un qalunque ambito domestico !)
se chiediamo questo abbiamo però certezza di un altra evidenza:
LA PRIMA FIGURA DI GARANZIA DA INDAGARE DA PARTE DELLA MAGISTRATURA E’ IL DATORE DI LAVORO CIOE’ QUELLO STATO CHE “HA VERSATO LACRIME IL GIORNO DOPO” E CHE IL GIORNO PRIMA NON SI E’ COMPORTATO COME DEVE COMPORTARSI OGNI DATORE DI LAVORO IN ITALIA AI SENSI DEL DECRETO 81/2008 MA SI E’ COMPORTATO DA STATO/PARE/PADRONE
PER LA MORTE DEI CARABINIERI VA PROCESSATO LO STATO PER OMISSIONE DI MISURE DI PREVENZIONE

Per noi la morte dei carabinieri a Castel d’Azzano è un grave lutto (ad onta degli sterotipi qualunquisti che vorrebbero una sinistra “cinica” ); esprimiamo la nostra piena solidarietà ai familiari delle vittime;le nostre lacrime non sono “migliori” delle latre, è solo che sono “lacrime del giorno prima”
Il ministro Piantedosi deve dimettersi
PERCHE’ EVENTI LUTTUOSI DI QUESTO GENERE NON ABBIANO PIU’ A RIPETERSI.

Vito Totire, Centro “F.Lorusso” via Polese 40122 Bologna

Bologna, 18.10.2025

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