Gaza, anticamera della morte: in migliaia senza cure

Mariam, 9 anni ha la leucemia. “Si chiede cosa ha fatto di male per essere lasciata qui”

Gaza City. I corridoi dell’ospedale rimbombano di silenzio, non di pace, ma di attesa. Nella Striscia di Gaza, migliaia di pazienti sono intrappolati in un limbo medico, le loro vite appese al filo di un confine chiuso. E con il passare delle ore, la speranza si assottiglia.

Il valico di Rafah rimane chiuso e, per i più malati tra loro, questa attesa non è solo dolorosa, è mortale.

Secondo i dati recenti dell’Al-Shifa Medical Complex, Gaza ospita attualmente oltre 2000 pazienti che hanno subito amputazioni e più di 5000 malati di cancro che necessitano cure mediche urgenti all’estero dato che gli ospedali della Striscia sono in rovine.

La continua chiusura del confine ha già causato vittime: pazienti con malattie renali croniche e altre patologie potenzialmente letali stanno morendo a causa del divieto israeliano di far passare nell’enclave attrezzature mediche e forniture umanitarie.

Mariam, una bambina di 9 anni affetta da leucemia, avrebbe dovuto ricevere cure in Egitto settimane fa. Sua madre, Amal, racconta: “Abbiamo impacchettato le sue cose tre volte. Ogni volta il confine è rimasto chiuso. Ci chiede se ha fatto qualcosa di sbagliato per essere lasciata indietro”. Il direttore di Al-Shifa, ha dichiarato: “Abbiamo preparato liste per l’evacuazione dei pazienti, ma ogni ritardo mette a rischio altre vite. Il sistema sanitario è sull’orlo del collasso totale“. Tra queste statistiche ci sono persone reali: bambini che hanno perso arti, donne in attesa di interventi chirurgici salvavita e pazienti anziani che hanno perso la vista o l’udito. Oltre 3000 persone sono rimaste cieche e più di 1000 sono diventate sorde a causa delle bombe, e molte di loro necessitano di interventi chirurgici urgenti.

Questi non sono solo numeri: sono madri, figli, insegnanti e amici che ora affrontano la morte non solo per malattia, ma per indifferenza. Se il confine non riaprirà presto, molti di questi pazienti non sopravviveranno. L’attesa non è una pausa nella sofferenza, è la sofferenza stessa. I pazienti di Gaza non muoiono in silenzio: aspettano rumorosamente, e ogni battito del loro cuore scandisce quelli che potrebbero essere i loro ultimi giorni.

di Elina Yatzji

23/10/2025 https://www.anbamed.it/

da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/10/23/gaza-anticamera-della-morte-in-migliaia-senza-cure/8170222/

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