Qual è il vero motivo per cui The Economist vuole che l’Europa spenda altri 400 miliardi di dollari per l’Ucraina?
di Andrew Korybko
da https://korybko.substack.com
The Economist ha sostenuto che l’UE e il Regno Unito dovrebbero coprire le esigenze finanziarie dell’Ucraina, stimate in 390 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni. Secondo le loro parole, “un altro mezzo decennio del [presunto peggioramento della situazione economico-finanziaria della Russia] probabilmente provocherebbe una crisi economica e bancaria in Russia”, mentre “una soluzione di finanziamento a lungo termine per l’Ucraina aiuterebbe l’Europa a costruire la forza finanziaria e industriale di cui ha bisogno per difendersi”. Il tutto costerebbe solo lo 0,4% del PIL per ciascun membro della NATO (esclusi gli Stati Uniti).
Il giornale ha anche diffuso allarmismo sostenendo che “l’alternativa sarebbe che l’Ucraina perdesse la guerra e diventasse uno Stato semi-fallito e rancoroso, il cui esercito e le cui industrie della difesa potrebbero essere sfruttate da Putin come parte di una nuova, rinvigorita minaccia russa”. Sebbene sia improbabile che l’Ucraina si allei con la Russia per minacciare uno Stato della NATO, essa potrebbe incolpare la Polonia per la sua sconfitta e, in seguito, sostenere una campagna terrorista-separatista in Polonia condotta dalla sua diaspora ultranazionalista, come già sostenuto in precedenza.
Indipendentemente da ciò che si pensa di questo scenario, il punto è che The Economist sta utilizzando il classico approccio “carota e bastone” per convincere l’élite europea di riferimento che è meno costoso accollarsi il conto di 390 miliardi di dollari per l’Ucraina nei prossimi quattro anni che non farlo. Il contesto immediato riguarda la guerra per procura di logoramento intensificata dagli Stati Uniti contro la Russia come parte della nuova strategia di Trump, volta a mandare in bancarotta il Cremlino e poi a fomentare disordini interni.
Per essere chiari, citare questa strategia non implica approvazione; serve solo a spiegare perché The Economist ritiene che il suo pubblico possa essere ora più ricettivo al suo appello. Tuttavia, sarà difficile convincere i cittadini che devono sovvenzionare l’Ucraina a un livello simile per quasi un altro mezzo decennio, il che potrebbe comportare più tasse e tagli alla spesa sociale. Dopotutto, i 100-110 miliardi di dollari spesi quest’anno (“la cifra più alta finora”) non hanno respinto la Russia, quindi neanche la stessa somma spesa nei prossimi quattro anni probabilmente non lo farà.
Il tesoro di guerra russo è inoltre abbastanza grande da finanziare il conflitto per tutto questo periodo, quindi la proposta di The Economist servirebbe solo a mantenere lo status quo invece di modificarlo a favore dell’Occidente. Le dinamiche potrebbero persino spostarsi ulteriormente a vantaggio della Russia, come il giornale ha onestamente ammesso, “se la Russia riuscisse a ottenere fondi dalla Cina”. In tale scenario, l’UE sarebbe probabilmente costretta a “attingere” alla propria popolazione per una somma equivalente, solo per mantenere lo status quo, aggravando così il peso economico dei cittadini senza una chiara via d’uscita.
Come ha scritto The Economist: “Per l’UE, emettere obbligazioni collettive creerebbe un bacino più ampio di debito comune, approfondendo il mercato unico dei capitali europeo e rafforzando il ruolo dell’euro come valuta di riserva. Un orizzonte pluriennale per l’approvvigionamento di armi aiuterebbe l’Europa a pianificare la crescita della propria industria della difesa.” Ciò è in linea con la valutazione del luglio 2024 secondo cui “la trasformazione pianificata dell’UE in un’unione militare è una manovra di potere federalista”. Dunque, federalizzare l’UE, non sconfiggere la Russia, è il vero obiettivo.
Questa analisi permette di comprendere perché le élite dell’UE – soprattutto nella Germania che guida l’unione – abbiano accettato di conformarsi alle sanzioni anti-russe degli Stati Uniti a loro stesso danno economico. In cambio della neutralizzazione del potenziale dell’euro come rivale del dollaro, le élite europee hanno ottenuto il permesso di accelerare la federalizzazione per consolidare il proprio potere, con l’approvazione americana, poiché Washington non vede più l’UE subordinata come una minaccia latente. Ora sono necessari altri quattro anni di guerra per procura e almeno 400 miliardi di dollari per completare questo processo.
Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it
7/11/2025 https://www.marx21.it/










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