I diritti negati dell’infanzia
Maurizio Bonati
Il 20 novembre di ogni anno si celebra la Giornata internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in ricordo dell’adozione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, avvenuta il 20 novembre 1989 da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Sebbene sia il trattato sui diritti umani più ratificato al mondo, con ben 196 Paesi firmatari, l’attuazione dei principi del trattato sono largamente disattesi dalla maggioranza dei firmatari poiché la sopravvivenza, la protezione e lo sviluppo delle potenzialità di ogni bambino e bambina, con speciale cura per quelli più fragili e vulnerabili non sono garantiti e troppo spesso minacciati.
365 sono i giorni di un anno, ogni quattro ce n’è uno con 366, tante le caselle disponibili per le feste, le ricorrenze, le celebrazioni. È ormai impossibile avere una giornata esclusiva e quindi le giornate sono spesso condivise a volte in modo bizzarro (per esempio il 5 febbraio è la Festa mondiale della Nutella #WorldNutellaDay, ma anche quella Nazionale di prevenzione allo spreco alimentare) scelte che, comunque, non sono imputabili alla sola limitata disponibilità di date (1). Succede così che anche quest’anno il 20 novembre è la Giornata internazionale dell’industrializzazione dell’Africa, la Giornata internazionale della memoria transgender, la Giornata Mondiale della filosofia, la Giornata internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Ancora una volta i diritti, in particolare quelli dell’infanzia e dell’adolescenza, sembrano aver poco credito e insufficiente forza per avere (almeno) una giornata esclusiva. Tuttavia, il 20 novembre di ogni anno in occasione della ricorrenza dell’adozione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, avvenuta nel 1989 da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite è una giornata di azione globale, fatta dai bambini per i bambini, per diffondere consapevolezza sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Questi gli auspici, almeno da parte di UNICEF che è il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (2). Sebbene sia il trattato sui diritti umani più ratificato al mondo, con ben 196 Paesi firmatari, come ogni anno, l’attuazione dei principi del trattato sono largamente disattesi dalla maggioranza dei firmatari poiché la sopravvivenza, la protezione e lo sviluppo delle potenzialità di ogni bambino e bambina, con speciale cura per quelli più fragili e vulnerabili non sono garantiti e troppo spesso minacciati.
Si stima che 5,2 milioni di bambini sotto i cinque anni muoiano ogni anno principalmente per cause prevenibili e curabili (3). Per le popolazioni colpite dalla guerra, quest’ultima è la principale causa di mortalità, disabilità e malattia. Tutti gli altri fattori sono comorbilità.
Nella Striscia di Gaza, 64.000 bambini sarebbero stati uccisi o mutilati, almeno 1.000 neonati, molti altri sono morti a causa di malattie prevenibili o sepolti sotto le macerie. Un bambino ucciso ogni ora nei 24 mesi di continui attacchi israeliani, per un totale di almeno 20.000 bambini uccisi. Su 100 bambini, quattro hanno perso uno o entrambi i genitori. Oltre 10 bambini hanno perso una o entrambe le gambe ogni giorno e oltre 1000 hanno perso un arto a partire dall’ottobre 2023 (4).
La russificazione dei bambini ucraini che vivono nei territori occupati dall’esercito russo continua. Una pratica che era già stata esercitata nel 2014 e ripresa nella guerra del Donbass, pratica contemplata tra i crimini di guerra, contro l’umanità o genocidio sulla cui base giuridica la Corte Penale Internazionale ha emesso due mandati d’arresto, contro il presidente della Federazione Russa Vladimir Vladimirovič Putin e il Commissario per i Diritti dei Bambini presso l’Ufficio del Presidente, Marija Alekseevna L’vova-Belova (5). Dopo il trasferimento forzato i bambini ricevono nuovi documenti, sono obbligati a parlare russo, sono sottoposti a programmi di formazione forzata per essere poi assegnati a famiglie russe sparsi sull’ampio territorio della Federazione, o essere arruolati o inseriti in organizzazioni paramilitari. Il numero di bambini vittime del sistematico trasferimento continua a essere sconosciuto, come sempre i numeri dei crimini o delle vittime nel corso di una guerra sono più che labili, alcuni rapporti indicano che si aggirerebbe tra 20.000 e 700.000 bambini (6).
Questi i casi di due conflitti che quotidianamente ci affliggono, ma altri 50 sono in corso nel mondo dove i bambini sono tra le principali vittime (7), ma che il mondo a malapena li ricorda. È il caso, per esempio, del Sudan dove 12 milioni di persone sono sfollate a causa del conflitto e più della metà sono bambini: molti sono malnutriti, separati dalle loro famiglie o traumatizzati (8). Ma la negazione dei diritti dei diritti dei bambini e degli adolescenti, la disattenzione nell’accompagnamento al loro sviluppo sono ubiquitari, in grado diverso, ma nel quotidiano di ciascuno.
Gli Stati Uniti hanno uno dei tassi di povertà infantile più elevati tra i Paesi dell’UE e dell’OCSE (un bambino su quattro vive in povertà come in Bulgaria, Colombia, Italia, Messico, Romania, Spagna e Turchia) (9) e i bambini statunitensi hanno una salute peggiore: più malattie croniche (tassi più elevati di asma, obesità e problemi di salute mentale) e il doppio delle probabilità di morire rispetto ai loro coetanei di altri Paesi ad alto reddito (10). Le politiche a sostegno delle famiglie e del reddito familiare (crediti d’imposta per i figli, congedi familiari retribuiti, assistenza nutrizionale precoce) che migliorano la salute infantile e riducono la prevalenza delle malattie croniche non sono tra le priorità dell’attuale amministrazione. Medicaid (programma congiunto federale e statale che aiuta a pagare i costi medici per individui con un reddito e/o risorse limitate), che copre 4 bambini su 10 negli Stati Uniti, è un fattore critico anche per la salute della popolazione pediatrica statunitense, in un contesto caratterizzato dalla crescente carenza di personale pediatrico; alla riduzione delle cure preventive, aggravata dalla disinformazione e dalle minacce all’accesso ai vaccini e dall’aumento dei bisogni sanitari inevasi (11). I tagli a Medicaid rappresentano l’elemento centrale del One Big Beautiful Bill Act (OBBBA) la legge fiscale approvata a luglio del 2025 e quindi i problemi si aggraveranno ulteriormente anche, e in particolare, per la popolazione pediatrica. La riduzione della copertura assicurativa aumenterà i costi sanitari a carico delle famiglie metteranno a repentaglio la copertura e l’accesso alle cure per i bambini.
Ma i coetanei italiani come stanno? Stanno fortunatamente meglio. Il bene comune rappresentato dalla salute di tutti i cittadini il SSN pubblico e universalistico lo garantisce ancora, seppure in difficoltà, non sempre in modo appropriato, creando spesso profonde e croniche disuguaglianze. Da 25 anni opera il Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Gruppo CRC): un network composto da oltre 100 soggetti del Terzo Settore con l’obiettivo prioritario di preparare il Rapporto sull’attuazione della Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia, supplementare a quello presentato dal Governo italiano, da sottoporre al Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza presso l’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (12). I periodici rapporti del Gruppo CRC, di Istat, di Fondazione Openpolis e di altri enti pubblici, privati e del Terzo Settore non solo documentano l’associazione tra i determinanti economici e sociali del benessere e la salute della popolazione pediatrica, ma anche il cronicizzarsi e il peggiorare nel corso del tempo di alcune condizioni. Ne consegue che: la disattenzione alle condizioni dell’infanzia e dell’adolescenza , non è recente e quindi imputabile solo al potere esecutivo degli ultimi lustri; gli interventi pianificati non sono stati efficaci, quando addirittura non appropriati (per metodo, tempistica, o risorse messe a disposizione), per mantenere e migliorare il benessere della popolazione pediatrica; la mancanza di una strategia agile, di lunga durata, aggiornata sulla base dei risultati ottenuti e condivisa trasversalmente dalle forze politiche (quello che sinora non è stato il Piano Nazionale Infanzia che, “in continuità con i precedente e in coerenza con le strategie internazionali ed europee” alla sesta edizione). Gli impegni assunti dall’Italia per la piena attuazione della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza quindi non sono stati attuati in modo completo, mantenuti e migliorati nel tempo (13).
Anche in Italia i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sono negati, in grado e modo diverso per ciascun diritto/bisogno, per area geografica di residenza e condizioni sociosanitarie dei beneficiari. Alcuni esempi qui di seguito rimandando ai vari rapporti per la completezza e i dettagli.
- Nel 2024, oltre 5,7 milioni di persone e 2,2 milioni di famiglie (8,4% dei nuclei) vive in condizioni di povertà assoluta (le famiglie e le persone che non possono permettersi le spese minime per condurre una vita accettabile) (14). I minorenni in povertà assoluta sono 1,28 milioni, il 13,8% dei minorenni residenti: il valore più elevato della serie storica dal 2014.
- Nel 2023 oltre 113mila minori sono stati presi in cura dai servizi sociali a seguito di episodi di violenza, mentre sono stati 2.875 i minori potenzialmente esposti o direttamente vittime di violenza accolti nelle case rifugio (15). In questo contesto il disegno di legge C. 2423 “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico”, in discussione in Parlamento, non solo è inadeguato, ma risulta addirittura irrispettoso sia verso le vittime di violenza, indipendentemente dalla loro età, sia verso i cittadini tutti. Un percorso educativo per tutte le bambine e i bambini dovrebbe essere intrapreso fin dalla scuola dell’infanzia, in modo graduale e rispettoso della loro età evolutiva (come auspicato anche dalle associazioni del Gruppo CRC) (16), che contempli il coinvolgimento degli insegnanti e degli educatori scolastici ed extra-scolastici, quindi anche i genitori. Educare ed educarsi all’affettività e alla sessualità è apprendere al relazionarsi, a cogliere e trasmettere emozioni: è il compito di ciascuno e di tutta una vita.
- Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ancora largamente negati quando il 20% dei bambini e degli adolescenti, e le rispettive famiglie, sono ancora costretti a migrare dal Sud al Nord per farsi curare. I disturbi neurologici e mentali e gli interventi ortopedici sono le ragioni principali della fuga verso il Nord, del permanere della questione meridionale (17). Sono circa 2.300 i casi di nuova diagnosi di tumore nell’infanzia o nell’adolescenza (i casi più frequenti riguardano leucemie e linfomi, quelli più difficili i tumori solidi). Oggi la sopravvivenza dopo cinque anni è dell’80%, ma oltre duemila bambini sono costretti a curarsi lontano da casa. Un minore che si ammala deve essere accompagnato dai genitori attraverso un percorso lungo e complicato che stravolge vite personali e professionali. Al dramma umano si aggiungono le conseguenze economiche e i costi che la famiglia deve sostenere. Un anno di terapie fuori dal proprio territorio può costare anche 35.000 euro ad una famiglia. Nonostante le cure mediche siano gratuite, i costi legati all’alloggio, al vitto e ai viaggi interregionali ricadono sul reddito privato e nel 90% dei casi uno dei due genitori deve rinunciare o ridimensionare considerevolmente il lavoro (18).
- Nel 2024 la prevalenza d’uso degli psicofarmaci nella popolazione pediatrica italiana è stata dello 0,57% (+8,6% rispetto al 2023), con il 13,5% degli utilizzatori che ha ricevuto una sola prescrizione durante l’anno (19). L’80% delle prescrizioni è stata per la popolazione 11-17 anni d’età, con ampie variazioni tra le Regioni. Un utilizzo la cui appropriatezza non è conosciuta e che in termini quantitativi è molto lontano da quello statunitense o di molti Paesi europei. Un aumento di prescrizioni atteso in considerazione dell’aumento dei disturbi del neurosviluppo in corso in Italia (20) e nel mondo (21) da alcuni lustri. Un aumento quindi che risponde a un bisogno (di cura) in cui il farmaco è solo parte, e non esclusiva, del percorso di cura affiancato ad altri strumenti (clinici e psicosociali) aggiornati la cui efficacia è valutata nel tempo. Percorsi di cura dell’area della salute mentale che necessitano di partecipazione, condivisione e risorse (economiche e umane) adeguate, e di strategie volte a ridurre i bisogni largamente inevasi, per pazienti e famiglie, indipendentemente dall’età, a cui il Piano Nazionale Salute Mentale 2025-2030 (PNSM) non sembra proprio impostato per farvi fronte (22).
Nel 2024 le nascite sono scese a 370.000, toccando il minimo storico dall’Unità d’Italia. La fecondità reale è ferma a 1,18 figli, ben al di sotto della soglia di sostituzione. Molti fattori contribuiscono a questo risultato: fattori economici, precarietà lavorativa, carenza di servizi per l’infanzia e difficoltà abitative, ma anche culturali nel vivere e costruire relazioni. Fattori tanto “determinanti” da creare profonde diseguaglianze nella comunità. Sebbene discutibili molte delle interpretazioni del fenomeno, e ancor di più le iniziative poste in atto per contenerlo e favorire la natalità, i diritti negati dei genitori (anche quelli potenziali), ricadono anche sui figli (anche quelli potenziali). La genitorialità è influenzata anche dai determinanti sociali e commerciali. Le famiglie che diventano sempre più piccole e si riduce la presenza dei nuclei familiari con figli. Ma è il fenomeno all’estremo opposto che preoccupa i politici e i decisori e che, in parte può giustificare la distrazione dai bisogni dell’infanzia e dell’adolescenza: circa un quarto della popolazione (24,7 per cento al 1° gennaio 2025) ha almeno 65 anni. Tra questi, cresce in particolare il numero di persone di 80 anni e più (4 milioni e 591mila) (23). Aumentano i bisnonni e i nonni, calano i nipoti.
Tuttavia bisogna prendersi cura dei bambini, degli adolescenti e dei loro genitori e bisogna a partire dai loro diritti negati. Dopo Francesco anche Leone XIV ha colto questa importanza/necessità indicendo la seconda Giornata Mondiale dei Bambini a Roma nel settembre 2026. “Le bambine e i bambini rappresentano il futuro che tutti sogniamo” dice il Papa. Forse i politici italiani non sognano il futuro, già in difficoltà con il presente ignorando che “I bambini ci guardano”.
Maurizio Bonati, direttore di Ricerca&Pratica, Milano
Bibliografia
(1) Bonati M. Un giorno all’anno. Ricerca&Pratica 2022; 38: 99-100.
(2) UNICEF Italia. Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Roma, 2004. https://www.datocms-assets.com/30196/1607611722-convenzionedirittiinfanzia.pdf
(3) Dattani S, Spooner F, Ritchie H, Roser M. Child and Infant Mortality. Our World in Data 2023. https://ourworldindata.org/child-mortality
(4) UNICEF for every children. Two years of hellish war have devastated Gaza’s children. Statement by UNICEF Executive Director Catherine Russel. 8 ottobre 2025. https://www.unicef.org/press-releases/two-years-hellish-war-have-devastated-gazas-children
(5) Nathaniel RA, Hathaway OA, Howarth CN. et al., Russia’s Systematic Program of Coerced Adoption and Fostering of Ukraine’s Children. Humanitarian Research Lab at Yale School of Public Health: New Haven, 3 December 2024. https://conflictobservatory.org.
(6) Panelius K. Children’s Right to Identity in International Armed Conflicts: The Case of Ukrainian Children Being Forcibly Transferred by Russia. International Law and Human Rights, Faculty of Social Sciences, Business and Economics, and Law, Åbo Akademi University, TurKu, Finland 2025. https://www.doria.fi/bitstream/handle/10024/192669/panelius_karin.pdf?sequence=2&isAllowed=y
(7) Bonati M. Il cronico trauma della guerra. Roma, Il Pensiero Scientifico Editore, 2024.
(8) The Lancet. Sudan: a health catastrophe ignored. Lancet 2025; 406(10502): 417.
(9) UNICEF Innocenti – Global Office of Research and Foresight, Innocenti Report Card 18: Child poverty in the midst of wealth, UNICEF Innocenti, Florence, December 2023. https://www.unicef.org/innocenti/media/3301/file/UNICEF-Innocenti-Report-Card-18-Child-Poverty-Amidst-Wealth-Exec-Summary-2023.pdf
(10) Perrin JM, Cheng TL. Truly Prioritizing Child Health. The Missed Opportunities of the MAHA Commission N Engl J Med 2025. 393; 19: 1869-1872.
(11) McGinty EF, Bitton A, Permar SR. Medicaid Cuts and U.S. Children’s Health. Fixing a Broken System. N Engl J Med 2025. 393; 19: 1766-1769.
(12) Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Gruppo CRC). https://gruppocrc.net/
(13) Presidenza del Consiglio dei ministri. 6° Piano nazionale di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva 2025-2027. 29 luglio 2025. https://www.famiglia.governo.it/media/ll5h4ozl/6-piano-nazionale-infanzia-ed-adolescenza.pdf
(14) Istituto Nazionale di Statistica (Istat). Le statistiche dell’Istat sulla povertà. Anno 2024. 14 ottobre 2025. https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/10/La-poverta-in-italia-_-Anno-2024.pdf
(15) Openpolis. L’impatto della violenza di genere sui minori. 11 novembre 2025. https://www.openpolis.it/limpatto-della-violenza-di-genere-sui-minori/?utm_source=Newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=poverta-educativa
(16) Gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’Infanzia e l’Adolescenza (Gruppo CRC). Educazione all’affettività e alla sessualità: Perché è importante introdurre la Comprehensive Sexuality Education nelle scuole italiane. 4 luglio 2024. https://gruppocrc.net/wp-content/uploads/2024/05/Educazione-allaffettivita-e-alla-sessualita-Gruppo-CRC_04.07.2024.pdf
(17) Campi R, Bonati M. Minori in viaggio per farsi curare. Medico e Bambino 2024; 43: 27-32.
(18) Osservatorio sulla condizione assistenziale dei malati oncologici in età pediatrica e adolescenziale. 1° Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici in età pediatrica e adolescenziale. Ottobre 2025. file:///C:/Users/Utente/Downloads/Primo-Rapporto-Pediatrico-Adolescenziale-FAVO-2025.pdf
(19) Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Osservatorio Nazionale sull’impiego dei Medicinali. L’uso dei farmaci in Italia. Rapporto Nazionale Anno 2024. Roma, 2025. https://www.aifa.gov.it/documents/20142/3159201/AIFA_Rapporto_OsMed_2024.pdf
(20) Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA). La continuità delle cure nei disturbi del neurosviluppo. 24 febbraio 2025. https://sinpia.eu/wp-content/uploads/2025/02/documento-continuita-di-cura-senza-revisioni-approvato-24-feb-2025-def.pdf
(21) Tarasenko A, Josyb G, Minnis H, et al. Mental health of children and young people in the WHO Europe region. The Lancet Regional Health Europe, 2025; 57: 101459.
(22) Fioriti A. Piano Salute Mentale: troppa psichiatria. Salute Internazionale 10 settembre 2025. https://www.saluteinternazionale.info/2025/09/piano-salute-mentale-troppa-psichiatria/
(23) Istituto Nazionale di Statistica (Istat). Rapporto annuale 2025. La situazione del Paese. 21 maggio 2025. https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/05/Rapporto-Annuale-2025-integrale.pdf
24/11/2025 https://www.saluteinternazionale.info










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