MALATI E PERSONE CON DISABILITÁ

Comunicato

LA REGIONE PIEMONTE APPROVA LA LEGGE SUI TUTORI E AMMINISTRATORI DI SOSTEGNO VOLONTARI PER PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI: «ISTITUITA UNA IMPORTANTE FIGURA DI CONCRETA SOLIDARIETÁ CHE ASSICURA TUTELA E VICINANZA AFFETTIVA A MALATI E PERSONE CON DISABILITÁ»

Le associazioni del Csa e la Fondazione promozione sociale plaudono al provvedimento che permetterà ai piemontesi – adeguatamente formati – di iscriversi ad un Albo per dare la propria disponibilità a rappresentare persone non autosufficienti: «Ora l’atto attuativo senza indugio, i percorsi di formazione con i Centri Servizi del volontariato e la campagna informativa»

Con la legge regionale  “Disposizioni per la promozione dell’esercizio, a titolo volontario, degli istituti giuridici di tutore di persone interdette e di amministratore di sostegno” approvata all’unanimità il 4 dicembre 2025 dal Consiglio regionale del Piemonte, primo firmatario il consigliere Silvio Magliano, nasce un sistema strutturato che riconosce e valorizza il volontariato competente come presidio di tutela per le persone non autosufficienti prive di adeguato sostegno familiare.

La legge prevede l’istituzione di un Albo dei cittadini piemontesi, adeguatamente formati da corsi promossi dalla Regione o da enti qualificati, che ricoprono o sono disponibili a ricoprire volontariamente il ruolo di tutore o amministratore di sostegno (Ads) di persone non autosufficienti.

La nomina, come sempre, viene effettuata dal Giudice tutelare, che garantirà il pieno controllo sull’operato dell’amministratore/tutore. La figura del tutore volontario si aggiunge rispetto alle attuali possibilità di rappresentanza: famigliari del beneficiario (prioritari), professionisti e funzionari dei servizi pubblici.

Ecco tre motivi che rendono questa legge uno strumento innovativo ed efficace:

  1. Una nuova figura: la “terza via” tra famiglia e istituzioni
    In assenza di rete familiare disponibile o capace di assumere il ruolo di tutore o amministratore di sostegno volontario, la nuova legge riconosce la figura volontaria come risorsa alternativa rispetto alla nomina dell’Ente pubblico (che è in conflitto di interessi, perché obbligato a fornire prestazioni ai richiedenti aventi diritto), oppure di professionisti (che sono spesso tutori/amministratori di decine di casi, con i quali non instaurano alcun rapporto di frequentazione e di prossimità). Proprio per favorire la qualità della relazione umana tra tutori/Ads volontari e beneficiari, è previsto un limite rigoroso (che invece non c’è per gli enti e i professionisti): ciascun volontario potrà assumere al massimo due incarichi contemporaneamente; questo vincolo permette di dedicare tempo, ascolto e continuità alla persona non autosufficiente, restituendole dignità e presenza, non solo adempimenti amministrativi.
  2. La garanzia della competenza: formazione obbligatoria e selezione
    Il cuore del provvedimento è la tutela effettiva del beneficiario attraverso un “reclutamento” responsabile dei volontari. Per essere inseriti nei nuovi elenchi gestiti dagli Uffici Provinciali di Pubblica Tutela è richiesta formazione specifica, aggiornamento periodico e il rispetto di requisiti specifici definiti dal regolamento in via di emanazione.
    I Giudici tutelari potranno così contare su elenchi di cittadini preparati, consapevoli del proprio ruolo, capaci di interloquire con servizi sanitari, sociali e socio-sanitari e di tutelare, quando necessario, il diritto alla cura e all’assistenza.
  3. Ruolo strategico degli Uffici Provinciali di Pubblica Tutela
    Il volontario non viene lasciato solo: la legge prevede risorse dedicate per rafforzare gli Uffici Provinciali di Pubblica Tutela, vero fulcro operativo del sistema, incaricati di supportare, coordinare e formare i volontari.
    Sono inoltre previsti fondi per rimborsi spese e coperture assicurative, nonché strumenti di sostegno al volontariato organizzato, rendendo questo impegno sostenibile nel tempo e riconoscendo il suo valore civico.

«Con questa legge – commentano Giuseppe D’Angelo, segretario dell’Associazione Tutori Volontari e Vincenzo Bozza, presidente dell’Utim – il Piemonte introduce un nuovo elemento di protezione giuridica fondato sulla relazione solidale, sulla competenza, sull’assenza di conflitti di interesse e pertanto sulla tutela effettiva dei diritti».

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5/12/2025

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