Genocidio nella Striscia di Gaza, giorno 813: continuano le violazioni israeliane con bombardamenti, attacchi aerei e demolizioni. Recuperati 25 corpi di palestinesi da sotto le macerie a Khan Yunis

Gaza-InfoPal. Israele continua a violare il cessate il fuoco, bombardando la Striscia di Gaza, uccidendo quotidianamente e distruggendo quel poco di edifici ancora in piedi. Il “piano di pace Trump” è uno specchietto per le allodole per distrarre l’attenzione globale sul genocidio israelo-statunitense a Gaza e per continuare senza troppe interferenze il progetto di occupazione e trasformazione della regione costiera, svuotandola quanto più possibile degli abitanti e convertendola in una impresa commerciale, come più volte annunciato dal presidente USA e dai suoi collaboratori. Il piano reale è portare avanti, come sta accadendo in questi due ultimi mesi, una guerra genocida/olocaustica di bassa intensità, con uso di droni e di artiglieria, meno impattante per i soldati di occupazione, e molto meno visibile mediaticamente. Il resto del meccanismo genocida rimane inalterato, con la prosecuzione del blocco su tutti i lati, dell’ingegneria della fame (creata artificialmente attraverso ingressi minimi di aiuti alimentari), della distruzione di ciò che resta degli edifici, degli ostacoli paralizzanti alle cure mediche e così via. La pulizia etnica genocida, dunque, prosegue, ma l’opinione pubblica mondiale, manipolata dai media egemonici, è anestetizzata e resa cieca dalla propaganda israelo-occidentale che racconta la menzogna del cessate il fuoco. I lettori dei siti di notizie sulla Palestina e sul genocidio sono diminuiti drasticamente, nell’illusione di una “pace” che è solo una farsa.

Nella giornata di venerdì, le forze di occupazione israeliane hanno commesso dieci nuove violazioni dell’accordo di cessate il fuoco.

Secondo le fonti, le forze israeliane hanno condotto tre operazioni di demolizione prendendo di mira edifici residenziali civili nelle aree orientali della città di  Gaza, in particolare nel quartiere orientale di al-Tuffah.

Nel pomeriggio, tre palestinesi sono stati uccisi dal fuoco dell’esercito israeliano, nei pressi della cosiddetta Linea Gialla che divide il territorio.

All’alba di venerdì i jet da guerra israeliani hanno lanciato almeno un attacco aereo su Gaza, in coincidenza con la detonazione di veicoli imbottiti di esplosivo e veicoli blindati nei pressi del cimitero al-Batesh, a est di al-Tuffah.

I residenti hanno inoltre riferito di bombardamenti di artiglieria israeliana nelle aree orientali della città  Gaza e hanno confermato che elicotteri hanno aperto il fuoco verso la città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.

Nella regione meridionale, elicotteri israeliani hanno aperto il fuoco sulle aree orientali e meridionali di Khan Yunis, insieme a due attacchi aerei che hanno colpito i quartieri orientali della città.

Fonti locali hanno aggiunto che veicoli militari israeliani hanno aperto il fuoco verso l’area orientale di Khan Yunis, mentre motovedette della marina israeliana hanno sparato intensamente con mitragliatrici al largo della costa della città.

Il 9 ottobre 2025, Israele e Hamas hanno raggiunto un accordo di cessate il fuoco in tre fasi, mediato da Egitto, Qatar e Turchia, e sotto la sponsorizzazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

La seconda fase prevede la formazione di un comitato tecnico temporaneo per amministrare la Striscia di Gaza, supervisionare la ricostruzione, istituire un Consiglio di Pace, dispiegare una forza internazionale e garantire il ritiro aggiuntivo delle truppe israeliane, oltre al disarmo di Hamas.

Tuttavia, Israele continua a violare il cessate il fuoco. Secondo l’Ufficio dei Media del Governo di Gaza, Israele ha commesso 875 violazioni, che hanno portato all’uccisione di 411 palestinesi e al ferimento di altri 1.112.

Recuperati 25 corpi di palestinesi da sotto le macerie a Khan Yunis.

La protezione Civile di Gaza ha annunciato giovedì che le sue squadre hanno recuperato i corpi di 25 palestinesi da sotto le macerie di una casa a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Tra le vittime figurano la giornalista Hiba Al-Abadleh e sua madre, uccise durante la guerra genocida israeliana nella Striscia.

In una breve dichiarazione, la Protezione Civile ha confermato che, in cooperazione con le squadre di medicina legale, i corpi sono stati recuperati da sotto la casa distrutta della famiglia Al-Astal nell’area di Al-Satar Al-Gharbi. Tra i resti rinvenuti vi erano quelli della giornalista Hiba Al-Abadleh e di sua madre.

Nella mattinata di giovedì, la Protezione Civile aveva iniziato i lavori di scavo per recuperare i corpi dei dispersi sotto le macerie dell’abitazione, distrutta due anni fa durante un bombardamento israeliano.

La Protezione Civile sta conducendo ricerche organizzate per recuperare i corpi dei palestinesi sepolti sotto le rovine di case ed edifici distrutti durante la campagna genocida israeliana.

Tali sforzi sono sostenuti dal Comitato Internazionale della Croce Rossa, dal Comitato Arabo per la Ricostruzione di Gaza, dall’Unità di Emergenza e Risposta Rapida, da esperti forensi e medici legali nella città di  Gaza, nonché dai ministeri della Sanità e degli Affari Religiosi, dai familiari dei dispersi e da gruppi tribali, secondo quanto riferito dai funzionari della Protezione Civile.

Hanno osservato che le loro squadre lavorano con strumenti estremamente basilari e obsoleti, poiché Israele continua a vietare l’ingresso di moderne macchine pesanti necessarie per la rimozione delle macerie.

Da quando l’accordo di cessate il fuoco è entrato in vigore a Gaza, il 10 ottobre, le operazioni di recupero delle vittime sono state in gran parte non coordinate e portate avanti dai civili, a causa della mancanza di adeguate attrezzature da parte della Protezione Civile.

Israele ha rifiutato di consentire l’ingresso a Gaza di macchinari pesanti per aiutare a sollevare le tonnellate di macerie, ostacolando gravemente gli sforzi per recuperare i corpi dei palestinesi.

Secondo l’Ufficio dei Media del Governo di Gaza, Israele ha violato il protocollo umanitario dell’accordo di cessate il fuoco impedendo l’ingresso di “centinaia di veicoli pesanti” necessari per recuperare i corpi intrappolati sotto le macerie.

Al contrario, negli ultimi due mesi Israele ha consentito l’ingresso di attrezzature limitate a Gaza, ma solo per cercare i resti dei propri prigionieri, continuando a bloccare l’ingresso di attrezzature simili per il recupero dei resti palestinesi.

L’identificazione dei defunti viene effettuata dalle famiglie palestinesi che hanno perso i propri cari dall’inizio del genocidio, utilizzando ciò che rimane di identificatori personali come indumenti o caratteristiche fisiche, in assenza totale di dispositivi medici specializzati.

(Fonti: Quds Press, Quds News, PressTv, PIC, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori).

Per i precedenti aggiornamenti:

https://www.infopal.it/category/genocidio-e-pulizia-etnica-a-gazaFacebookXWhatsApp

27/12/2025 https://www.infopal.it/

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