DISUNITED NATIONS
Saggio sull’annosa e tragica questione palestinese. Reportage al seguito di Francesca Albanese, nel mezzo delle recenti controversie.
Un film di Christophe Cotteret. Documentario, durata 80 min. – Francia 2025. – Mescalito Film uscita sabato 3 gennaio 2026.
Un documentario necessario che aumenterà la sensibilità per la causa palestinese e creerà ulteriori polemiche.
Data la lampante incapacità delle Nazioni Unite di fermare il genocidio operato da Israele sotto gli occhi del mondo intero, il documentario si focalizza sulla forza dirompente di una donna che si batte con coraggio e pubblicamente sostituendo istituzioni che non possono o non vogliono fermare il massacro di un popolo ed esigere il rispetto dei diritti umani.
ecco l’intervista uscita sul Fatto:
a cura di Sabrina Provenzani
“Il mio film oscurato sull’impunità di Israele”: parla Christophe Cotteret, autore di “Disunited Nations”
di Sabrina Provenzani
Il documentario analizza l’inazione della comunità internazionale su Gaza
“Il mio film oscurato sull’impunità di Israele”: parla Christophe Cotteret, autore di “Disunited Nations”
Christophe Cotteret è il documentarista francese autore di Disunited Nations, un forensico atto d’accusa della feroce guerra di potere in atto contro il diritto internazionale. Il film sarà proiettato al Cinema Adriano di Roma il 3 gennaio nell’ambito di un evento-dibattito con l’autore, la relatrice speciale dell’Onu Francesca Albanese e la vicedirettrice del Fatto Maddalena Oliva.
Quali sono le responsabilità della comunità internazionale nel massacro a Gaza?
Come istituzione, le Nazioni Unite hanno innegabili responsabilità in altri genocidi, come quello in Rwanda, che non sarebbe avvenuto se il contingente Onu non si fosse ritirato. Ma su Gaza hanno opposto tutta la resistenza possibile al massacro: sia il Segretario generale Gutiérrez, che per la sua esplicita condanna è stato bandito da Israele, sia la dirigenza dell’Unrwa. Ma, di fatto, l’Onu è efficace solo nel fornire aiuto umanitario, cioè far sopravvivere i sopravvissuti. Il problema vero è il supporto incondizionato degli Usa a Israele e quello di poche ma potenti nazioni che hanno continuato a mandare armi anche se condannavano a parole. Questo garantisce a Israele impunità. E naturalmente andrebbero riformati il meccanismo di veto e l’obbligo di unanimità per le decisioni.
Francesca Albanese è il filo rosso del doc. Perché è diventata la catalizzatrice di un movimento globale?
Ho evitato di trasformare il film in un suo ritratto, perché quello che conta è che lei ha fatto solo il suo lavoro da giurista, definendo quello che accadeva a Gaza genocidio da un punto di vista tecnico. È stata la prima, ma non l’unica esperta a giungere a questa conclusione. Quello che l’ha resa il riferimento di parte dell’opinione pubblica è aver tenuto il punto senza farsi zittire.
“Più che mai, la questione palestinese rivela il fallimento morale dell’Occidente verso il Sud globale”, dice nel doc…
È l’onda lunga della sfacciata violazione del diritto internazionale perpetrata con la guerra in Iraq dopo l’11 settembre, che è stato anche la normalizzazione dell’islamofobia, di una guerra di civiltà su base razzista che rende oggi possibile infischiarsene di Gaza, normalizzare il massacro dei bambini. Senza parlare del doppio standard tto all’invasione russa dell’Ucraina. Credo che stiamo assistendo in Occidente a un distacco crescente fra politica e opinione pubblica, mentre ovunque, dagli Usa alla Francia, la politica di professione attacca la legge e i suoi rappresentanti… Ha iniziato Berlusconi, in fondo, e oggi a venire delegittimati sono le corti internazionali e i giuristi come Francesca.
Ha incontrato ostacoli nel portare a termine il film? Censure, intimidazioni, rifiuti?
Non censura diretta, ma autocensura e il terrore, specie nella prima fase della guerra, ad accettare la definizione di genocidio. In Francia non c’è stata alcuna copertura mediatica del film, benché sia piaciuto al pubblico, e so di un articolo pronto in una rivista importante, mai pubblicato.
Il programma (dall’accuont di Francesca Albanese:
Grazie ai Cinema Adriano (Roma), America Hall (Napoli) e Arlecchino (Bologna), per aver proposto di ospitare due proiezioni di Disunited Nations. Posti dunque disponibili in seconda serata.
Io e il regista Chris Cotteret saremo lieti di partecipare alla discussione che seguirà ogni proiezione.
Personalmente ho recuperato le forze e non ho alcuna intenzione di cambiare rotta o intensità dell’impegno. PER LA LEGALITÀ E LA GIUSTIZIA. In Palestina e ovunque il mio occhio si spinga.
A prestissimo.
Frrancesca
3/1 – ROMA – Cinema Adriano
– 21:00 SOLD OUT
4/1 – NAPOLI – Cinema America Hall
– 18:30 SOLD OUT
– 21:00
5/1 – BOLOGNA – Pop Up Cinema Arlecchino
– 19:00 SOLD OUT
– 21:30
3/1/2026 https://www.anbamed.it/










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