LA IMMANE TRAGEDIA DI CRANS MONTANA: LA FATALITA’ NON C’ENTRA NULLA
SI TRATTA DI UNA ENNESIMA STRAGE SUL LAVORO E , COMUNQUE , DI UNA STRAGE “EVITABILE” SE FOSSERO STATE RISPETTATE ALCUNE ED ELEMNTARI MISURE DI PREVENZIONE
La strage di Crans Montana è un lutto per tutto il mondo ed è talmente grave da indurre a mettere da parte divisioni o polemiche; tuttavia se la solita considerazione del tipo “io l’avevo detto” suonerebbe saccente e fuori luogo occorre essere obiettivi per non continuare ad assistere impotenti al ripetersi di stragi come questa; avevamo salutato con interesse, pochi giorni fa, una iniziativa del SUVA svizzero (un ente pubblico che si occupa di prevenzione nei luoghi di lavoro) quando il SUVA , con un suo documento, in maniera meticolosa e puntuale, ha richiamato l’attenzione sui rischi legati alle “feste” natalizie; lo ha fatto socializzando i dati epidemiologici riguardanti i danni da “botti” e fuochi artificiali (definendoli peraltro con estrema chiarezza, come sottostimati) e anche di ferite da taglio (lavori culinari domestici) nel giorno prima di Natale (il 60% in più rispetto ad altri periodi dell’anno) ; evidentemente questo appello NON E’ STATO ADEGUATAMENTE TENUTO IN CONSIDERAZIONE E OGGI CI TROVIAMO, “IL GIORNO DOPO” A PIANGERE LA ENNESIMA STRAGE
Sempre nelle ultime settimane abbiamo salutato con interesse , che abbiamo comunicato a SUVA, sulla campagna “stop al lavoro a rischio”, una campagna che stiamo programmando di lanciare anche in Italia e che abbiamo commentato postivamente in alcune assemblee operaie di gruppo omogeneo; ma alle parole devono seguire i fatti.
Succede troppo spesso che, enfatizzando il pur condivisibile slogan sulla “cultura della prevenzione” non si associa alla “cultura ella prevenzione” la sua prassi concreta e, per essere chiari, non si associa alla cultura della prevenzione il “potere della prevenzione” cioè la possibilità, per le persone esposte a rischio, di metterla concretamente in atto;
certo il potere contrattuale e di controllo di giovani adolescenti in cerca di divertimento non è paragonabile a quello del movimento dei lavoratori, anche per questo nella indagine giudiziaria sulla strage occorrerà valutare la sicurezza in senso lato ma anche la sicurezza per i lavoratori in quanto, se fosse stata garantita per questi ultimi a Crans Montana, sarebbe stata garantita per tutti e la orrenda strage non si sarebbe verificata.
Dalle concitate notizie di cronaca e dalle reazioni angosciate di amici e familiari delle vittime emerge la cruda realtà: OMISSIONE DELLE PIU’ ELEMENTARI MISURE DI PREVENZIONE; se in prima istanza l’innesco della strage è stato attribuito a generiche candeline , successivamente si è parlato di “candeline pirotecniche” (questo riferisce la madre del sedicenne bolognese Giovanni Tamburi, intervistata dal Resto del Carlino di Bologna) e addirittura di petardi; ma il tragico evento di Crans Montana evoca altri eventi analoghi e anche alquanto recenti in cui discoteche e luoghi adibiti a locali di divertimento sono stati teatro di stragi (dall’India alla Macedonia del nord, al Brasile) ;
senza certo dimenticare la vicenda italiana del cinema Statuto di Torino; in una festa di matrimonio in Campania , solo qualche giorno fa, lo sposo se la è “cavata” con ustioni e il locale della festa è stato devastato; era stato usato un prodotto pirotecnico “quasi innocuo” (?) di quelli utilizzabili persino in ambienti chiusi ; questo evento , come tanti altri, richiama l’attenzione sulla necessità di usare con grande cautela le presunte differenze tra prodotti pirotecnici F1, F2 o F3; certo esiste una effettiva differenza di rischio ma in circostanza particolari anche la piccola fiammella può innescare incendi devastanti; si è parlato di “fenomeno flashover ” (diffusione immediata e velocissima del fuoco) , ma al di là dei dettagli tecnici la verità è lampante : la dimensione della strage si spiega con un concatenamento di fattori che hanno prima scatenato e poi amplificato l’evento fino “colpo finale” della inadeguatezza delle vie di fuga che, nella prevenzione incendi possono essere , se adeguate e guadagnate in fretta, un elemento di estrema importanza;
Ancora una volta dunque ci ritroviamo a piangere il “giorno dopo” su una strage orrenda prevedibile e prevenibile se fossero state adottate alcune elementari misure di sicurezza;
risulta che i primi commenti della magistratura si attestino sulla definizione dell’evento come “omicidio colposo”; si vedrà il prosieguo delle indagini ma al di là del fatto evidente che si sia trattato di omicidio plurimo o per la esattezza di strage, la natura “semplicemente” colposa dell’evento non convince; perlomeno si è trattato di “strage colposa con previsione” al confine con la strage dolosa;
non vogliamo introdurre dissertazioni di tipo sofistico ma sorge un interrogativo: si è trattato di una strage sul lavoro ? su questo abbiamo avviato una interlocuzione con la SUVA (ente con cui , come già detto, siamo in contatto da tempo) ; non si tratta , appunto, di disquisizioni sofistiche, è per capire meglio perché , se, considerato o considerando in ipotesi il locale della strage come anche luogo di lavoro, le norme di sicurezza siano stata così macroscopicamente bypassate; da un lato pare difficile che non fossero presenti nei locali anche dei lavoratori, dall’altro lato-benché si debba garantire gli stessi livelli a tutti, lavoratori o villeggianti che siano-le norme in materia di prevenzione nei luoghi di lavoro sono (anche se spesso solo sulla carta) , per così dire, più garantiste e più vincolanti .
Rispondere a certi interrogativi non attenuerà il dolore dei familiari, degli amici e nostro ma forse potrà essere utile ad evitare nuove stragi;
purtroppo in circostanze analoghe è sempre risuonato lo slogan “mai più”; per rispetto delle vittime dobbiamo impegnarci per un futuro diverso in cui né il tempo di lavoro né il tempo di vita siano occasione di stragi e di lutti.
Un abbraccio a familiari e amici;
che venga dichiarata una giornata di lutto e di riflessione in Europa e in tutto il mondo.
Vito Totire, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO via Polese 30 40122 Bologna

Bologna, 3.1.2026










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