Condizioni neurologiche. Il fascismo delle parole
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Buongiorno, vi invio questa segnalazione vergognosa

Il post in questione è quello su facebook dove attaccano le “toghe rosse” con un articolo di libero dei giudici che rilasciano i delinquenti arrestati
Sul profilo ufficiale di una deputata della Repubblica di Fratelli D’Italia, Elisabetta Gardini compare un insulto che usa la parola “cerebrolesi” per colpire chi non la vota.
Un termine che richiama una condizione neurologica reale, che riguarda persone, bambini, famiglie intere.
La cosa più grave non è solo che quell’insulto sia rimasto lì.
La cosa più grave è che Elisabetta Gardini abbia scelto di intervenire non per condannare l’offesa, ma per correggerne l’ortografia.
Avete capito bene.
Non ha detto: “Questo linguaggio è inaccettabile”.
Non ha preso le distanze.
Non ha mostrato rispetto.
Ha fatto la maestrina.
Come se il problema fosse una lettera sbagliata.
Non l’odio.
Non l’abilismo.
Non l’umiliazione di migliaia di persone.
Questo non è scivolone.
Non è ingenuità.
È disprezzo consapevole.
È il messaggio chiarissimo che per chi ricopre certi ruoli istituzionali le persone con disabilità possono essere usate come insulto politico.
È violenza verbale normalizzata.
È abilismo sdoganato.
È indegno.
Chi siede in Parlamento rappresenta anche le famiglie che convivono con disabilità neurologiche.
E qui non solo non c’è rappresentanza: c’è scherno.
Non è una questione di opinioni politiche.
È una questione di dignità umana.
E quando una deputata arriva a questo livello, il problema non è un commento.
Il problema è chi lo legittima.
Questo fa vergognare.
Profondamente.
Marie Helena Benedetti
Presidente dell’associazione Asperger Abruzzo
21/1/2’26




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