Il Vietnam rielegge il leader del Partito Comunista e fissa obiettivi per il 2026
Il Partito Comunista del Vietnam tenne il suo 14º Congresso Nazionale presso il Centro Nazionale Congressi di Hanoi. Il Segretario Generale del Comitato Centrale del PCV, Tô Lam, presentò un rapporto sui documenti presentati al congresso. Foto: Xinhua.
Il 14º Congresso del Partito Comunista del Vietnam si conclude con l’unità e fissa obiettivi per la distribuzione del reddito e la lotta alla povertà.
“Il Vietnam dovrebbe raggiungere una crescita economica superiore al 10% all’anno per il resto del decennio, nonostante le difficoltà e le sfide globali”, ha dichiarato il segretario generale rieletto Tô Lam all’inizio del 14° Congresso Nazionale del Partito Comunista del Vietnam.
L’incontro, conclusosi questa settimana, ha definito le principali linee guida politiche, economiche e sociali del paese per il periodo 2026-2030, riunendo quasi 1.600 delegati e consolidando obiettivi ambiziosi che combinano crescita economica accelerata, riduzione della povertà, distribuzione del reddito e sostenibilità ambientale.
Socialismo vietnamita
La leadership del partito ha fissato un obiettivo medio di crescita del prodotto interno lordo (PIL) del 10% all’anno tra il 2026 e il 2030, posizionando il Vietnam tra le economie in più rapida crescita al mondo. Per raggiungere questo obiettivo, il paese prevede sforzi concentrati nell’innovazione, nello sviluppo tecnologico, nella modernizzazione industriale e nell’espansione delle infrastrutture, inclusi trasporti, energia e connettività digitale.
L’economia sta già mostrando una performance solida: nel 2025 il PIL è cresciuto di circa l’8%, il tasso più alto dal 2011, trainato dai settori industriale, dei servizi e del commercio estero. Nel quarto trimestre, la crescita ha raggiunto l’8,46%, il tasso trimestrale più alto da oltre un decennio.
Il Partito Comunista ha anche dichiarato che il Vietnam dovrebbe diventare un’economia ad alto reddito entro il 2045, con un PIL pro capite che salirà a circa 8.500 dollari USA entro il 2030. I settori prioritari includono tecnologie verdi, intelligenza artificiale, manifattura ad alto valore aggiunto e infrastrutture digitali, pilastri del piano di sviluppo a lungo termine.
Inoltre, il governo vietnamita ha annunciato riforme amministrative volte a ridurre la burocrazia e aumentare l’efficienza, snellendo i processi di licenze, investimenti e commercio. Queste misure sono considerate essenziali per sostenere un’elevata crescita e creare un ambiente favorevole per gli investitori nazionali ed esteri.
Crescita nella lotta contro la povertà e la distribuzione del reddito
L’attuazione degli obiettivi economici sarà accompagnata da uno sforzo per garantire una crescita inclusiva. Il piano prevede di ridurre la povertà multidimensionale a meno dell’1% della popolazione entro il 2030 e aumentare il reddito medio pro capite, promuovere una maggiore uguaglianza sociale e garantire una distribuzione più equilibrata dei benefici economici. Un altro obiettivo è ampliare la copertura assicurativa sanitaria a oltre il 95% della popolazione vietnamita.
In termini di indicatori, il paese sta già facendo progressi: nel 2023, l’Indice di Sviluppo Umano (IDU) ha raggiunto 0,766, con la previsione di 0,78 entro il 2030. Tra il 2021 e il 2025, la povertà multidimensionale è scesa dal 4,4% a circa l’1,3%, risultato di politiche sociali efficaci, tra cui programmi di assistenza, assicurazione sanitaria universale e iniziative di edilizia abitativa a prezzi accessibili.
Il rafforzamento del settore privato e delle piccole e medie imprese è stato evidenziato come motore di creazione di posti di lavoro, mentre gli investimenti nell’istruzione e nella formazione professionale mirano ad ampliare la partecipazione della popolazione alle opportunità create dalla crescita economica. La combinazione di queste politiche mira a ridurre le disuguaglianze, ampliare l’accesso ai servizi di base e migliorare la qualità della vita della popolazione.
Crescita verde e futuro sostenibile
Lo sviluppo sostenibile è stato anche uno degli obiettivi del congresso, integrando la crescita economica con politiche ambientali solide. Tra le priorità identificate ci sono la neutralità carbonica entro il 2050, l’espansione delle energie rinnovabili – inclusi solare, eolico e idroelettrico – e lagraduale riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. Prevede inoltre la riforestazione di milioni di ettari di aree degradate e investimenti in tecnologie verdi per aumentare l’efficienza energetica e ridurre le emissioni di gas serra.
Il paese cerca industrializzazione e modernizzazione economica senza compromettere l’ambiente, incorporando una pianificazione urbana sostenibile, la protezione delle risorse idriche e l’adattamento ai cambiamenti climatici, un aspetto particolarmente rilevante per un paese vulnerabile a inondazioni, tempeste e innalzamento del livello del mare.
Unità comunista e inserimento del Partito nella società
L’elezione della nuova leadership del partito consolidò l’unità interna del Partito Comunista del Vietnam, considerato un elemento essenziale per la stabilità istituzionale e l’attuazione di una pianificazione a lungo termine. Il Comitato Centrale, composto da 200 membri – 180 a pieno titolo e 20 supplenti – sarà responsabile della guida del paese fino al 2031. Immediatamente dopo la chiusura del congresso, Tô Lam fu reintegrato nella carica di segretario generale, garantendo continuità e stabilità nella leadership politica del paese.
“L’unità interna è la base che garantisce che i nostri obiettivi economici e sociali diventino realtà”, ha detto Tô Lam.
La leadership ha inoltre rafforzato l’importanza dell’inserimento del Partito nella società, guidando la vita sociale, economica e culturale attraverso associazioni di base, sindacati, cooperative e movimenti comunitari, promuovendo la mobilitazione popolare, l’educazione politica e la partecipazione dei cittadini a progetti nazionali. Secondo leader come il Presidente dell’Assemblea Nazionale Tran Thanh Man e il Segretario Permanente del Segretariato Tran Cam Tu, mantenere la coesione tra Stato, partito e società è fondamentale per realizzare gli obiettivi di crescita, inclusione sociale e sostenibilità ambientale.
Il Partito Comunista del Vietnam ha ribadito che la sua politica estera è governata dai principi di indipendenza, sovranità, multipolarità e non allineamento, cercando una cooperazione economica e diplomatica pragmatica con partner globali come Cina, Stati Uniti e Unione Europea, senza subordinazione ad alleanze militari.
Il paese mantenne e approfondisse le sue tradizionali relazioni di amicizia e solidarietà con i paesi socialisti, in particolare Cuba e Venezuela. Nel 2025, durante l'”Anno dell’Amicizia Vietnam-Cuba”, che ha segnato 65 anni di relazioni diplomatiche, si è svolta un’ampia campagna di donazioni organizzata dalla Società della Croce Rossa del Vietnam. La mobilitazione popolare e istituzionale ha raccolto oltre 600 miliardi di VND (circa 23 milioni di dollari USA), destinati a sostenere i bisogni fondamentali e le infrastrutture a Cuba, rafforzando la storica solidarietà tra i due paesi.
25/1/2026 https://www.telesurtv.net/
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