Genocidio a Gaza: giorno 843. Morti e feriti. La protezione civile recupera 50 corpi da un cimitero improvvisato

Gaza -InfoPal. La situazione nella Striscia di Gaza è devastante, tra bombardamenti israeliani in un cessate il fuoco continuamente violato da parte del regime di Tel Aviv, i crolli delle poche strutture ancora in piedi, le piogge e il forte vento. Nel frattempo, il mainstream ha distolto la già scarsa attenzione da Gaza, avallando un accordo di pace coloniale e a danno della popolazione indigena, e l’ha posta sugli attivisti pro-Pal in Europa e in Italia. Una vergogna nella vergogna. Nel frattempo, con il Board of Peace, il processo di colonizzazione israelo-statunitense della Striscia prosegue impunemente.

Questa mattina, un civile palestinese, Majdi Nofal, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco dalle forze di occupazione israeliane nei pressi del Blocco 12, a est del campo profughi di Al-Bureij, nella Striscia di Gaza centrale.
Nofal è la terza vittima di oggi degli attacchi israeliani, in deliberata violazione del cessate il fuoco.
La protezione civile recupera 50 corpi da un cimitero improvvisato.
Le squadre della Protezione Civile di Gaza hanno recuperato i corpi di 50 martiri da un cimitero improvvisato nel cortile della moschea di Salah al-Din, nel quartiere di Zeitoun, a sud della città di Gaza, in preparazione del loro trasferimento nei luoghi di sepoltura ufficiali.
Fonti locali hanno riferito che questi corpi erano stati sepolti durante il genocidio di Gaza, a causa dell’intensità degli attacchi israeliani e del collasso dei servizi di emergenza. La Protezione Civile ha confermato che i resti sono stati trasferiti nei cimiteri ufficiali per una sepoltura adeguata secondo i protocolli stabiliti e che le operazioni di ricerca intorno alla moschea sono ancora in corso.
In precedenza, il 7 dicembre, le squadre della Protezione Civile avevano anche recuperato i resti di 48 palestinesi, di cui 25 non identificati, da tombe improvvisate presso l’Ospedale Battista di Al-Ahli.
La Protezione Civile di Gaza e il ministero della Salute hanno avviato le procedure per documentare e identificare le vittime sconosciute. A ogni corpo viene assegnato un numero di identificazione univoco e vengono raccolti campioni biologici per il test del DNA, localmente se l’attrezzatura diventa disponibile o tramite laboratori esterni.
Il portavoce della Protezione Civile, Mahmoud Basal, ha affermato che il processo di identificazione è fondamentale per il futuro riconoscimento dei defunti e che il trasferimento delle salme mira a onorare i martiri attraverso degne sepolture, liberando al contempo i cortili degli ospedali per operazioni mediche essenziali.
Durante la guerra genocida israeliana a Gaza, centinaia di corpi sono stati sepolti in piazze pubbliche, cortili di scuole, giardini e strade. L’Euro-Med Human Rights Monitor aveva precedentemente documentato decine di questi cimiteri improvvisati in tutta la Striscia di Gaza.
Dal cessate il fuoco iniziato il 10 ottobre, le unità della Protezione Civile hanno svolto attività organizzate per recuperare i corpi da sotto le macerie e da fosse comuni. Con risorse limitate, le squadre stanno lavorando a stretto contatto con le famiglie degli scomparsi per identificare le vittime attraverso l’abbigliamento o le caratteristiche fisiche.
(Fonti: Quds Press, Quds News, PressTv, PIC, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori).
Per i precedenti aggiornamenti:
https://www.infopal.it/category/genocidio-e-pulizia-etnica-a-gaza
26/1/2026 https://www.infopal.it










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