L’UE approva accordo con Google e una società israeliana di cyber nata dalla sorveglianza dei palestinesi

Google di Alphabet ha ottenuto l’approvazione incondizionata dall’Unione Europea per l’acquisizione da 32 miliardi di dollari della società israeliana di cybersecurity Wiz — una decisione che riaccende un nuovo esame sull’integrazione crescente delle tecnologie di sicurezza israeliane, molte sviluppate nel contesto dell’occupazione militare e della sorveglianza dei palestinesi, nell’infrastruttura digitale globale.

Sviluppi chiave

  • La Commissione Europea ha approvato l’acquisto di Wiz da parte di Google senza condizioni.
  • I regolatori hanno stabilito che l’accordo non avrebbe danneggiato la concorrenza nei servizi cloud.
  • L’acquisizione segue una precedente autorizzazione da parte delle autorità antitrust statunitensi.
  • Wiz è una delle aziende in più rapida crescita emergente dal settore cibernetico legato all’esercito israeliano.
  • L’accordo approfondisce la dipendenza globale dalle tecnologie originate da un’economia di sicurezza guidata dall’occupazione.

Approvazione UE nonostante le preoccupazioni di sorveglianza

La Commissione Europea ha concluso che l’acquisizione non ridurrebbe significativamente la concorrenza nel mercato europeo del cloud computing, affermando che i clienti avrebbero mantenuto fornitori alternativi.

L’agenzia Reuters ha riportato che i regolatori dell’UE hanno stabilito che Google è ancora dietro Amazon e Microsoft nella quota di infrastruttura cloud e che quindi la transazione non creerebbe il dominio di mercato. La Commissione ha inoltre respinto le preoccupazioni secondo cui l’accesso ai dati di Wiz avrebbe fornito a Google un vantaggio competitivo sleale.

Con l’Unione Europea e gli Stati Uniti che hanno entrambe approvato la transazione, la strada per finalizzare una delle più grandi acquisizioni tecnologiche della storia appare ora in gran parte aperta.

Un settore della cybersecurity nato dal controllo militare

Wiz è stato fondato nel 2020 da Assaf Rappaport, Yinon Costica, Ami Luttwak e Roy Reznik — imprenditori plasmati dall’ecosistema cibernetico militare israeliano.

L’azienda sviluppa software di sicurezza cloud che scansiona le infrastrutture digitali alla ricerca di vulnerabilità, un settore fortemente popolato da aziende i cui fondatori provengono da unità di intelligence israeliana.

Per decenni, Israele ha sfruttato il suo controllo sui palestinesi come laboratorio per tecnologie di sorveglianza poi commercializzate a livello globale. I palestinesi vivono sotto database biometrici, sistemi di polizia predittiva, droni e monitoraggio guidato dall’IA.

Nell’aprile 2024, il quotidiano britannico The Guardian ha riportato che le forze di occupazione israeliane hanno impiegato il sistema di riconoscimento facciale ‘Blue Wolf’ a Hebron (Al-Khalil) per catalogare i palestinesi e limitare i movimenti attraverso i posti di blocco, creando un registro di sorveglianza a livello popolazione.

I gruppi per i diritti umani hanno ripetutamente avvertito che tali sistemi equivalgono a un apartheid automatizzato — in cui i civili vengono tracciati, categorizzati e controllati tramite monitoraggio algoritmico.

Dall’occupazione ai mercati globali

Le tecnologie di sicurezza israeliane sono spesso commercializzate all’estero come “battle-tested”, un termine ampiamente inteso come testato durante operazioni militari a Gaza, nella Cisgiordania occupata e in Libano.

Questo modello di commercializzazione ha trasformato l’occupazione in competenze esportabili. Le aziende israeliane ora dominano settori come spyware, cyber-intelligence, digitale forense e polizia predittiva.

L’adozione globale di queste tecnologie normalizza i metodi usati inizialmente contro i palestinesi — integrando sistemi di controllo dell’era dell’occupazione nella vita digitale civile in tutto il mondo.

(PC, Reuters, Commissione Europea, The Guardian, Anadolu, Al Mayadeen)

12/2/2026 https://www.palestinechronicle.com/

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *