Casi di morbo di k a Ravenna ? E anche a Ferrara o in tuttaItalia?

Per facilitare le indagini e la loro chiusura veloce, “confesso” : sono “complice” della SIMM …posso
documentare Per i medici di Ravenna , nessun addebito, piuttosto UN ENCOMIO

E’ evidente che un certo ceto politico abbia sempre tentato di asservire i cittadini ma anche la magistratura e la classe medica ecc.

Al momento noi vogliamo aprire una nostra inchiesta su quello che è accaduto a Ravenna; come abbiamo detto c’era stata un eventi sentinella a Ferrara (critiche ai medici dell’ospedale di Cona per aver redatto, secondo l’accusa, certificati
“ideologici”); che le divergenze ideologiche tra accusati e accusatori siano enormi non abbiamo dubbi ; che una delle parti in causa usi strumenti repressivi, peraltro così “rozzi” (per usare un eufemismo) non ci sta bene;

stiamo cercando di comprendere la dinamica che ha portato alle perquisizioni di Ravenna; qualcuno avrà pensato all’episodio di Roma nel 1943 quando alcuni medici inserirono nella nosografia ufficiale il MORBO DI K ; una malattia inesistente ma supposta contagiosa che tenne lontani i nazisti da un reparto ospedaliero dell’isola Tiberina; chiunque conosca la storia non può che rendere omaggio ai medici Borromeo e Prati che con la diagnosi di morbo di K riuscirono a salvare un centinaio di ebrei dalla furia genocida dei nazisti; noi che abbiamo sempre salutato quell’evento con entusiasmo ed ammirazione per i medici che ne furono protagonisti, ci siamo trovati negli ultimi anni ad essere accusati di sentimenti
antiebraici …spesso dai nipotini politici dei negazionisti e del collaborazionisti !

Sarà successo che a qualcuno sia sorto il dubbio della riproposizione di una strategia analoga a quella di Roma del 1943, a Ravenna ? come abbiamo già detto i magistrati hanno il diritto/dovere di indagare; devono però accantonare il dubbio di trovarsi di fronte a casi di Morbo di K; se hanno dubbi possono acquisire la documentazione o anche sentire i medici ma come “persone informate sui fatti” e non come indagati; in corso d’opera poi potremo confrontarci pubblicamente su cosa significhi “salute psicofisica” e su cosa occorra garantire per evitare una riduzione della speranza di salute e di vita delle persone, migranti o stanziali che siano;

non abbiamo dubbi che la condotta dei medici di Ravenna sia stata deontologicamente corretta e che meritino encomi piuttosto che vicissitudini giudiziarie in qualità di indagati; prevenire malattie, disagio, suicidi e autolesionismi è dovere del medico e a questo obiettivo tutti, per quanto possibile, devono collaborare senza ostruzionismi.

Infine una sottolineatura; un organo di stampa ha sussurrato: si cercano contatti con la SIMM; personalmente, per facilitare le indagini, mi dichiaro “complice” della SIMM ; non c’è bisogno di ricerche o interrogatori; siamo tutti soci della SIMM-società italiana medicina della migrazioni e , semplicemente, abbiamo , dei diritti umani e della salute una idea diversa a quella del governo in carica e, in particolare, di certi suoi ministri.

Auspichiamo che si chiuda velocemente questa “inchiesta” magari anche porgendo le scuse ai medici “indagati”

Vito Totire

Medico del lavoro/psichiatra, portavoce Centro F.Lorusso Bologna


Ravenna-Bologna , 14.2.2026

Allego le “prove” di compcicità

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