SARDEGNA. DIRITTO ALLA SALUTE COME DIRITTO UNIVERSALE

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Prima condizione della dignità umana

Coordinamento dei Comitati Sardi per la Sanità Pubblica (CCSSP)

Da anni denunciamo l¡¦emergenza sanitaria in Sardegna e la profonda crisi del Servizio Sanitario pubblico. In sua difesa abbiamo più volte manifestato insieme a cittadine e cittadini, malati, comitati, associazioni, sindaci, amministratori e organizzazioni sindacali.
Oggi la sanita pubblica attraversa una crisi senza precedenti che richiede interventi straordinari. E in atto un progressivo depotenziamento del servizio pubblico a favore di quello privato. I Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) non sono garantiti.

Interi territori sono privi di adeguata assistenza territoriale:
. mancano oltre 500 medici di medicina generale e circa 450.000 sardi ne sono privi;
. mancano oltre 50 pediatri di libera scelta;
. i posti letto e il personale delle strutture pubbliche sono insufficienti;
. diversi reparti ospedalieri provinciali di I livello sono chiusi, altri rischiano la chiusura;
. gli ospedali di secondo livello che gestiscono emergenze complesse sono in affanno;
. i Pronto Soccorso sono allo stremo;
. le liste di attesa impediscono l¡¦accesso tempestivo alle cure e costringono molti cittadini a ricorrere al privato;
. aumenta la migrazione sanitaria extraregione per malattie che possono essere curate in Sardegna;
. circa il 20% dei sardi rinuncia alle cure, pari a oltre 320.000 persone.

E indispensabile una vasta mobilitazione popolare in difesa della sanita pubblica e del diritto alla salute.
Invitiamo cittadine e cittadini, sindaci, associazioni e organizzazioni sociali ad aderire alla manifestazione regionale a Cagliari del 7 marzo 2026 alle ore 9,30.
E urgente dotare la Regione di un Piano Socio Sanitario triennale adeguato ai reali bisogni di salute, con interventi a breve, medio e lungo termine.

PROGRAMMAZIONE

Occorre riorganizzare le cure primarie per garantire assistenza territoriale, presa in carico, domiciliarità e ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso.
Il Piano Socio Sanitario Regionale deve essere aggiornato in base alla situazione epidemiologica attuale.
E necessario:
. riorganizzare l¦assistenza territoriale con adatte strutture e personale;
. rafforzare, con adeguate riconversioni, la piena operatività dei piccoli ospedali nelle aree interne e disagiate (Isili, Lanusei, Sorgono, Ghilarza, Bosa, Tempio e degli altri territori), dove la carenza di collegamenti infrastrutturali efficienti e la distanza dai principali presidi ospedalieri determinano condizioni di reale isolamento territoriale. In tali contesti i piccoli ospedali non costituiscono una scelta organizzativa, ma presidi essenziali e insostituibili per salvare vite, assicurare la gestione delle emergenze e garantire il diritto alla salute delle comunità locali. La loro presenza è irrinunciabile: non è materia negoziabile;

. adottare un Piano regionale per la salute mentale con interventi di prevenzione fin dall¡¦infanzia;
. attivare gli ASCOT solo come soluzione temporanea nelle zone prive di assistenza territoriale, con adeguata accessibilita e orari;
. rafforzare il ruolo dei Distretti socio-sanitari cinvolgendo gli Enti locali nella programmazione e nei servizi di prevenzione, diagnosi e presa in carico;
. potenziare i PLUS e il sistema integrato dei servizi alla persona;
. valorizzare gli operatori socio sanitari (OSS) che sono un pilastro fondamentale della sanita ospedaliera. Sono il primo presidio di umanita e assistenza nelle corsie. Non servono soluzioni tampone: cantieri sanitari, agenzie interinali e reclutamenti emergenziali, essi non garantiscono stabilita ne qualita assistenziale. E indispensabile procedere con lo scorrimento delle graduatorie concorsuali, valorizzando il merito, la formazione e le professionalita gia selezionate tramite procedure pubbliche;
. promuovere l’associazionismo medico e istituire le Aggregazioni Funzionali Territoriali AFT) dei medici di medicina generale;
. garantire l¡¦integrazione tra medicina generale, Case della Comunita e continuita assistenziale;
. completare e rendere operative le Case della Comunita con personale adeguato;
. realizzare gli Ospedali di Comunita per le degenze post-acuzie;
. istituire centri di assistenza e urgenza (CAU) territoriali;

. istituire il Registro Tumori regionale e quello del Sud Sardegna, nonchè i Registri di patologia e delle malattie rare.

La medicina territoriale deve rappresentare il primo accesso al Servizio Sanitario Regionale.

PARTECIPAZIONE

Il perseguimento e la costruzione della programmazione socio-sanitaria richiedono il pieno coinvolgimento dei Comuni e degli altri Enti locali, dei Comitati di Distretto e delle Conferenze dei Sindaci di ciascuna ASL, al fine di garantire partecipazione, confronto progettuale e scelte condivise.

È fondamentale il ruolo della Consulta regionale per i servizi socio-sanitari, delle associazioni dei malati e degli organismi di partecipazione civica.

Analoghe forme di partecipazione e consultazione devono essere garantite anche a livello di Distretto socio-sanitario, tramite la promozione di Comitati Consultivi Misti (CCM). Ciascuna Azienda Sanitaria dovrà istituire, con proprio provvedimento, un Comitato Consultivo Misto (CCM), quale organismo paritetico e consultivo di partecipazione dei cittadini e delle associazioni, con funzioni di:

. proposta e consultazione sui servizi socio-sanitari;

. contributo alla programmazione e al miglioramento della qualità assistenziale;
. raccordo permanente tra Azienda sanitaria e rappresentanze della comunità.

PREVENZIONE

Occorre rafforzare la prevenzione primaria e secondaria, ridurre i determinanti ambientali e sociali di malattia, estendere screening e diagnosi precoce partendo dai dati epidemiologici aggiornati. Potenziare l’Osservatorio epidemiologico regionale. Attuare il Registro Tumori regionale.
È necessario monitorare lo stato di salute delle comunità con indagini epidemiologiche territoriali, in particolar modo nei siti inquinati (SIN), eseguire le relative bonifiche.

LE NOSTRE RICHIESTE

. Riorganizzare la sanita territoriale pubblica e i Distretti, fondamentali presidi di prevenzione e cura delle malattie croniche. Realizzare le Case della Comunita e gli Ospedali di Comunita con adeguato personale. Attuare l¡¦associazionismo medico e l’integrazione tra la medicina generale e le nuove strutture territoriali. Potenziare i medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e personale sanitario nei territori scoperti e carenti;

. Approvare il Piano Socio Sanitario Regionale aggiornato per i prossimi tre anni;
. Approvare un piano straordinario di assunzioni di medici e infermieri strutturati, con livelli retributivi adeguati e specifici vincoli contrattuali di durata e permanenza territoriale, finalizzati a garantire stabilita organizzativa e continuita dell¡¦assistenza. Assicurare i posti letto previsti dalla legge nella rete ospedaliera sarda. Istituire il corso di specializzazione universitario per la Medicina generale. Rispettare il principio che assegna alla sanita privata una funzione integrativa, non sostitutiva, del SSR;
. Assumere e stabilizzare il personale OSS gia selezionato tramite procedure pubbliche, far scorrere le graduatorie concorsuali;
. Abolire il numero chiuso per l¡¦accesso alle facolta delle professioni sanitarie. Le modifiche attuate nel 2025 per la selezione sono peggiorative rispetto alle precedenti;
. Fare ricorso anche ai medici e agli operatori sanitari stranieri, in questa fase di grave carenza, per garantire prestazioni di qualita;
. Ripristinare la rete di prevenzione e cura della salute mentale fin dall¡¦eta infantile e giovanile; garantire tutte le figure professionali necessarie per la presa in carico multidisciplinare, orientata ai percorsi individuali di ripresa ed emancipazione sociale;
. Operare la prevenzione delle malattie nei luoghi di lavoro, garantire la salute delle comunita con indagini epidemiologiche territoriali, specie nei siti inquinati, ed effettuare le relative bonifiche. Potenziare il Servizio di Igiene pubblica e medicina veterinaria;
. Rafforzare l’Osservatorio epidemiologico regionale e istituire il Registro Tumori regionale e quello del Sud Sardegna, con specifica autonomia tecnica e organizzativa, nonche i registri di patologia e delle malattie rare;
. Rafforzare il ruolo dei Comuni nei Comitati di Distretto e nelle Conferenze dei Sindaci, per una piena governance socio-sanitaria a partire dalla necessita di tutela della salute dei cittadini nei territori. I sindaci devono riacquistare un ruolo decisionale nella programmazione socio sanitaria.

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