Anniversario della strage di Casteldaccia (Palermo)

Il 6 maggio non è un giorno di anniversari gioiosi. Al contrario
L’evento-strage più recente è quello del 6 maggio 2024 a Casteldaccia (Palermo)

(NON SI ERA ANCORA SPENTA L’ECO DELLA STRAGE SEMPRE A PALERMO NEL CANTIERE EDILE DI VIA RUGGERO MARTURANO ) DUE MORTI E DIVERSI FERITI

ORGANIZZIAMO LA NOSTRA PRESENZA AL TRIBUNALE DI TERMINI
IMERESE 7 LUGLIO 2026 per i morti di Casteldaccia

L’evento più remoto è che il 6 maggio è l’anniversario del terremoto del Friuli del 1976 (vi torneremo nei prossimi giorni).
La tragica vicenda di Casteldaccia è nota: operai di una ditta in subappalto uccisi da esalazioni fognarie; un rischio lavorativo fin troppo facile da prevedere (che questa constatazione non suoni come attenuante nei casi in cui i rischi sono più complessi); un rischio , qualora non eliminabile alla fonte, fronteggiabile con semplici maschere antigas che…non erano in dotazione; ma d’altra parte la Sicilia , pochi anni prima, era stata funestata da una altra strage con dinamica analoga, la strage operaia di Mineo: sappiamo che il procedimento penale per la strage di Casteldaccia va avanti e che c’è una nuova seduta presso il tribunale di Termini Imerese il 7 luglio prossimo; cercheremo di essere presenti con un nostro portavoce auspicando ovviamente una ampia partecipazione operaia ; occorre infatti la massima vigilanza considerata anche la tendenza nei tribunali , anche in casi di omicidio, di comminare nei confronti dei responsabili sanzioni inferiori a quelle previste per un “furto aggravato di bicicletta”; lo abbiamo visto negli ultimi anni con i processi Luana D’Orazio a Prato, Mattia Battistetti a Treviso ed altri; lo avevamo appena denunciato qualche giorno fa all’anniversario della strage della miniera di Ribolla in cui morirono 43 operai ; abbiamo inviato al sindaco e alla comunità locale un messaggio di ricordo e di cordoglio e abbiamo ricevuto riscontro da parte del sindaco; riteniamo importante il ruolo potenziale dei sindaci che nella attuale situazione politica stagnante in tutti i campi della prevenzione e della sicurezza, potrebbero assumere un azione propulsiva in virtù del loro ruolo di “autorità sanitaria locale” conferito dalla legge di riforma sanitaria del 1978; abbiamo proposte su cui confrontarci ed agire dalla sicurezza in agricoltura (difficilmente abbordabile da parte degli organi ispettivi) alla bonifica del territorio , per esempio, dalla cronicizzata situazione dell’amianto sparso ancora dappertutto; si vedrà;

nel frattempo siamo riusciti a contattare i familiari di uno dei lavoratori vittima della strage di Suviana , il giovane Alessandro D’Andrea; doppiamente vittima (se così si può dire) in quanto per la arretratezza delle procedure burocratiche vengono (al momento) negati i diritti al sostegno economico alla sua compagna; l’avvocato Gabriele Bordoni di Bologna (che ringraziamo per aver fornito il contatto a cui i familiari hanno risposto ringraziando per il nostro interessamento) sta portando avanti una giusta vertenza che dovrebbe cercare di superare una discrepanza nei diritti alle tutele per i familiari dei morti sul lavoro; ovviamente il nostro interessamento è poca cosa e auspichiamo che lo studio legale venga affiancato da altri soggetti sociali e sindacali dai quali si percepisce un certo “silenzio”; si deve insistere affinché i familiari di Alessandro D’Andrea non vengano colpiti doppiamente dalla strage e vengano invece raggiunti da una forma concreta di sostegno da parte delle istituzioni;

nel frattempo dispiaciuti per la “debolezza” del movimento che rivendica prevenzione, salute e sicurezza; tuttavia la resistenza rimane non solo necessaria ma anche possibile; la RETE NAZIONALE LAVORO SICURO CONTINUA LA SUA AZIONE “DA FORMIICHINE” continuando ad insistere su quella che, effettivamente, è la “strada maestra” : organizzare dappertutto ASSEMBLEE DI GRUPPO OPERAIO OMOGENEO
LE ASSEMBLEE DI GRUPPO OPERAIO OMOGENERO DEVONO ESSERE PROTAGONISTE DI UNA NUOVA
VALUTAZIONE DEL RISCHIO CHE NON DEVE ESSERE PIU’ AFFIDATA AL PADRONE ma deve essere effettuata dai lavoratori in sinergia con i servizi ispettivi pubblici e con i tecnici di fiducia di chi al rischio è esposto
.

DA SEMPRE DELEGARE LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO AL PADRONE E’ STATO FORIERO DI STRAGI E LUTTI PER I LAVORATORI

La “tendenza” negativa peraltro non è italiana ma planetaria: dalla Francia (in meno di una settimana 4
giovani sono morti sul posto di lavoro dove svolgevano un tirocinio o un apprendistato) a Taiwan (“studenti
sfruttati nella fabbriche” p.34, Internazionale 30.4.2026).

NE’, PARLANDO DELL’ITALIA SI PUO’ RIMUOVERE LA TRAGICA FINE DEL BRACCIANTE INDIANO PAUL NEERAJ DI 36 ANNI MORTO DI GANGRENA A SALERNO IL 24.4 (NOTIZIA APPENA PERCEPITA MA
RILANCIATA DAL BLOG PARLIAMO DI MAFIA e DAL COMITATO OPERAIO DI SESTO S.GIOVANNI)
;

le scarse notizie di cronaca depongono per un omicidio sul lavoro causato da esposizione a sostanze chimiche
(pesticidi) ! ANCORA UNA VOLTA !!!

La RETE NAZIONALE LAVORO SICURO NATA A MODENA IL 26 MAGGIO 2022 E’ FRAGILE. NE PRENDIAMO
ATTO, DOBBIAMO RINFORZARLA ED ESTENDERLA CAPILLARMENTE IN TUTTA ITALIA E IN TUTTO IL MONDO

E’ fragile ma la idea principale e la prassi avviata sono giuste: intendiamo continuare allargando il più
possibile le sinergie con chiunque disponibile a lavorare sui tre obiettivi dichiarati a Modena :

  • Garantire uguale speranza di vita, di salute e di benessere a tutti/e i lavoratori e lavoratrici; garantire
    uguale speranza di vita di salute e di benessere a tutti gli esseri viventi sul pianeta terra
  • ARRIVARE IL GIORNO PRIMA E NON IN GIORNO DOPO
  • CONTARE SOPRATTUTTO SULLA FORZA DI LAVORATORI/LAVORATRICI ORGANIZZATI/E NELLE
    ASSEMBLEE DI GRUPPO OPERAIO OMOGENEO
    “Dimenticare” non è umanamente possibile e la speranza in un “mondo migliore” è dura a morire

Vito Totire portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO

via Polese 30 40122 Bologna
Bologna, 5.5.2026

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