DIRITTO ALLA SALUTE SOTTO ATTACCO: IL PRC PIEMONTE DENUNCIA L’ABBANDONO ISTITUZIONALE DEI NON AUTOSUFFICIENTI. DEAMBROGIO (PRC): “REGIONE E GOVERNO CANCELLANO DELIBERATAMENTE LA VITA DELLE FASCE DEBOLI

COMUNICATO STAMPA

“Quello a cui stiamo assistendo in Piemonte non è un incidente di percorso burocratico, ma una precisa e violenta scelta politica: la cancellazione deliberata del diritto alla salute per le persone non autosufficienti e le loro famiglie”. Con queste parole Alberto Deambrogio, Segretario regionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, commenta il drammatico allarme lanciato dalla Fondazione Promozione Sociale sulla gestione dei servizi socio-sanitari nella regione.

“La situazione descritta è figlia di una noncuranza istituzionale che rasenta la crudeltà”, prosegue Deambrogio. “Da un lato abbiamo la Regione Piemonte che tiene bloccate le risorse per le RSA ai livelli del 2013, ignorando dodici anni di inflazione, aumento dei costi del personale e aggravamento delle patologie. Questo significa condannare migliaia di famiglie a dilapidare i risparmi di una vita per pagare rette da oltre 3.000 euro al mese o, peggio, a finire nelle mani di strutture non a norma. È un vero e proprio esproprio sociale ai danni di chi ha lavorato una vita”.Sul fronte della domiciliarità, il Segretario del PRC punta il dito contro il rimpallo di responsabilità tra Torino e Roma:

“È inaccettabile che a maggio 2026 il Governo non abbia ancora predisposto il Piano nazionale per la non autosufficienza e che la Regione usi questo ritardo, insieme a questioni di rendicontazione dei Consorzi, come scusa per sospendere gli assegni di cura a 25.000 piemontesi. Esempi come quello del Consorzio di Carmagnola sono la punta dell’iceberg di un sistema che sta scientemente scaricando il costo della crisi sulle spalle dei più fragili”.

“Regione e Comuni hanno il dovere morale e legale di intervenire subito con risorse proprie”, incalza Deambrogio. “Mentre si trovano sempre fondi per grandi opere inutili o spese di rappresentanza, si taglia sulla carne viva di anziani, malati e disabili gravi. Gli accordi sottoscritti con le famiglie non sono carta straccia: sono contratti sociali che lo Stato sta violando, configurando un vero e proprio abbandono istituzionale”.

Rifondazione Comunista annuncia battaglia al fianco delle associazioni e delle famiglie: “Sosterremo ogni iniziativa di contestazione contro i Sindaci e i vertici regionali che non avranno il coraggio di stare dalla parte dei cittadini. Non permetteremo che il diritto costituzionale alla salute venga sacrificato sull’altare dell’indifferenza e dei tagli lineari. La dignità delle persone non autosufficienti non è in vendita né può attendere i tempi di una burocrazia cieca”.

8/5/2026

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