Basta col sadismo istituzionale contro i lavoratori colpiti da malattie professionali (non solo da amianto…)
Il “miracolo” dell’Inail a Ravenna …e a Milano
Basta col sadismo istituzionale contro i lavoratori colpiti da malattie professionali (non solo da amianto…)
“spilorci e sadici” con i malati, “generosi” con i colpevoli di omicidi colposi (vedi Fincantieri) : un quadro politico e sociale molto chiaro
I re francesi avevano fama, immeritata, di poter guarire i plebei, con la semplice apposizione delle mani, in particolare dalla scrofola ma, secondo alcune fonti, anche da altre malattie;
l’Inail fa molto di più; chiariamo onde evitare polemiche: non è “merito” dell’Inail nazionale né tantomeno dell’Inail di Ravenna o di Milano ; il “merito” è del decreto 1124/1965 che impedisce il riconoscimento di un ulteriore aggravamento entro un anno dall’ultimo aggravamento riconosciuto; semplicemente assurdo e sadico;
lo stato dunque vessa i lavoratori che hanno contratto malattie professionali “decretando” il mantenimento dello stato di salute almeno per un anno dopo l’ultimo aggravamento !
pare che un sindaco italiano abbia fatto una ordinanza perché i cittadini non si ammalino, visto nel comune non c’è il medico di base; la notizia ha avuto una certa ed effimera eco mediatica mentre del dpr 1124/1965 non ne parla “quasi nessuno”; ma ne parliamo noi perché non siamo rassegnati a subire ingiustizie
dunque dobbiamo prendere atto della vessazione nei confronti dei malati da parte di uno stato “spilorcio”, per usare un temine eufemistico; ma sorge inevitabilmente un interrogativo: come mai il “ceto politico” parlamentare non ha trovato dal 1965 la “lucidità mentale” di abrogare una norma assurda? Forse qualche parlamentare ha notato la iniqua norma e avrà anche proposto di abrogarla ma se le proposte non passano a maggioranza la truffa si perpetua
Molti anni fa, erano i primi anni dopo il varo della legge 257/1992, il professor Renzo Tomatis, rigoroso uomo di scienza (quella della medicina basata sulle evidenze, diversa dalla medicina dei consulenti Eternit e diversa dalla medicina della squadra mobile e della procura si Ravenna) , già direttore della IARC di Lione. a latere di un convegno della AEA a Trieste denunciò a chiare lettere in una intervista alla RAI che diversi lavoratori ammalati di mesotelioma, nel giorno del decesso, potevano contare su un riconoscimento di danno biologico del 60%; la denuncia di Renzo Tomatis rimase vox clamans in deserto !
Per la verità abbiamo visto anche (in Italia), in prima battuta, un riconoscimento del 35% di danno biologico, per mesotelioma, quando il limite minimo tabellare sarebbe di almeno 60%:le vessazioni sono tante e ripetute
La verità è ce il lavoratore malato non ha molta voglia di fare trafile burocratiche e spesso anche a fronte di un palese aggravamento evita di avviare procedure per il riconoscimento; effettivamente la persona preferisce “concentrare” le sue energie psicofisiche nella lotta contro la malattia e non sprecarle nei percorsi burocratici
Di recente un gruppo di comitati che si occupano di amianto hanno “suggerito” ai vertici nazionali dell’Inail di “concedere” magnanimamente il riconoscimento massimo da subito visto anche che gli aggravamenti
possono essere anche repentini; risulta che la risposta della dirigenza sia stata “vedremo”: infatti abbiamo visto molto bene cosa è successo dopo questo incontro.
Peraltro se il “nostro” lavoratore di Ravenna che, pur accusando un aggravamento, è vivo purtroppo lo stesso con è accaduto per un nostro lavoratore di Milano : deceduto dopo istanza di riconoscimento di aggravamento e deceduto col 70% di invalidità riconosciuta (a seguito di collegiale discorde) : in sostanza come ai tempi della denuncia di Renzo Tomatis
Altra questione: noi della AEA facciamo abitualmente visite domiciliari ai lavoratori/pazienti; si dirà “ grazie, voi da giovani eravate affascinati dai “medici scalzi cinesi” , quindi per voi è facile”; evitiamo di raccogliere questa provocazione peraltro immaginaria; sta di fatto che noi, una associazione di volontariato, facciamo visite domiciliari; gli “altri” (intendiamo istituzioni come Inail no, mentre istituzioni come l’Inps le fa ma per attivià di medicina fiscale) non le fanno ; dunque : c’è qualcosa che non quadra in questo frangente storico in cui qualche altra istituzione (non per la verità ne Inail né Inps) si sbilancia in proclami a promesse da marinaio sulla “medicina di prossimità” (?)
Non vogliamo scoraggiare i lavoratori/pazienti con previsioni negative: NEGLI ULTIMI 10 ANNI LE TERAPIE PER IL MESOTELIOMA HANNO FATTO PASSI AVANTI DA GIGANTE e SPERIAMO CHE LA RICERCA SCIENTIFICA POSSA DARE A BREVE ULTERIORI RISULTATI POSITIVI ma quello che è dovuto sul piano assicurativo è dovuto e va corrisposto
Non poniamo quindi problemi di “numeri”, di tabelle e/o di tipo “economicistico”; il malato non migliora il suo stato di salute solo grazie alle tecniche mediche (comunque ovviamente indispensabili) migliora anche in relazione al supporto su cui può contare sia a livello familiare che a livello macrosociale; PONIAMO UN PROBLEMA DI GIUSTIZIA SOCIALE
dunque:
1) La norma capestro che impedisce di riconoscere aggravamenti subentrati prima di un anno dall’ultimo riconosciuto va immediatamente abrogata per tutte le patologie professionali
2) Nel caso dei tumori si tratta di un vincolo che ha risvolti ed effetti sadici (parliamo di sadismo istituzionale) e quindi va garantita una copertura assicurativa ed economica massima per i primi 5 anni salvo rivalutazione dopo questo periodo per i tumori per i quali i dati epidemiologici depongono per una buona speranza di vita e si salute dopo questo limite cronologico.
Occorre dunque la abrogazione immediata della norma capestro con un decreto urgente per evitare ulteriori vessazioni alle vittime della nocività del lavoro.
Siamo scettici sulla ipotesi che le istituzioni “rispondano” in maniera pertinente e ancora una volta ci corre l’obbligo di interloquire con la Presidenza della Repubblica che ha già di recente mostrato attenzione sui danni alla salute subiti dai lavoratori perché la presidenza prenda in esame la ipotesi di “sollecitare” i “legislatori dormienti”
LA MALATTIA NON SI FERMA PER DECRETO (magari…)
DIAMO LO STOP ALLA SPILORCERIA E AL SADISMO ISTITUZIONALI
Vito Totire, medico del lavoro/psichiatra, portavoce AEA-associazione esposti amianto e rischi per la salute via Polese 30 40122 Bologna Ravenna-Milano










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