Pieno sostegno allo sciopero dei ferrovieri indetto da CUB e SGB per il 23 e 24 luglio 2026
La Rete nazionale lavoro sicuro è nata per impulso di lavoratori macchinisti delle ferrovie ; “naturale” oggi
esprimere sostegno ed empatia rispetto allo sciopero; questo è uno sciopero per i diritti dei lavoratori in
particolare per la loro salute e la loro sicurezza ed è uno sciopero “socialmente utile” ed altruista in quanto
gli obiettivi dello sciopero, se raggiunti, si riverbererebbero positivamente anche , sulla sicurezza collettività;
gli obiettivi sono non solo legittimi ma anche improcrastinabili:
- Rifiuto di turni di lavoro costrittivi fino ad essere anti fisiologici ed antisociali che oltre a
determinare grave distress psicofisico a danno dei lavoratori condizionano negativamente le
relazioni sociali e familiari - Rifiuto del “lavoro isolato” (operatore unico) e di tutte le coercizioni che invadono il tempo di vita:
occorre separare nettamente tempo di vita e tempo di lavoro; significativo il “caso” dei RFR (riposi
fuori residenza) che, se assolutamente inevitabili (a detta dei lavoratori) devono essere
considerati a pieno titolo e retribuiti come orario di lavoro - Sul “macchinista unico” che secondo i progetti padronali dovrebbe diventare da “solo” a
“solissimo” abbiamo fatto valutazioni concrete e assolutamente ragionevoli il 28 maggio a Firenze
col contributo di esperti e di lavoratori (Deidda, Gallori, De Angelis, Riberti, Grillo, Mariani e tanti
altri); ma è ovvio: le buone ragioni devono avere le gambe su cui marciare (la forza dei lavoratori) - Recupero salariale: la RETE NAZIONALE LAVORO SICURO non è un sindacato e non intende
“invadere il campo” cioè un terreno su cui altre organizzazioni hanno maggiori competenze e
strumenti, tuttavia un salario “giusto” è un fattore di prevenzione del distress lavorativo e non solo
sul piano strettamente economico ma in quanto “ricompensa in senso lato, anche psicologica” , che
è uno dei tre fattori (assieme a carico di lavoro e autonomia) che devono restare in equilibrio tra di
loro per non cadere in condizioni di distress nocive per la salute psicofisica; anche una gestione
equa e “ragionevole” del sistema pensionistico rientra nella strategia di valutazione delle condizioni
di distress , una valutazione che deve prendere atto realisticamente di come età, tempo di lavoro e
lavoro usurante incidano sulla salute individuale e sulla sicurezza collettiva - ABBIAMO PIU’ VOLTE SOTTOLINEATO CHE UNA ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO COSI’
COSTRITTIVA E ANTIFISIOLOGICA come quella ferroviaria EVOCA inevitabilmente UNA CHIARA
EVIDENZA : LA VALUTAZIONE DEL DISTRESS LAVORATIVO, ESPLICITAMENTE E FORMALMENTE
OBBLIGATORIA DAL DECRETO 81/2008 in poi E’ STATA FATTA EVIDENTEMENTE IN MANIERA
UNILATERALE DAL “PADRONE” E DEVE ESSERE RIFATTA DALLE ASSEMBLEE OPERAIE DI GRUPPO
OMOGENEO - Contrasto alla deriva privatizzazione/sistema degli appalti : una strategia fondata sul “chiodo fisso”
capitalistico del massimo profitto è sempre foriera di crollo, strada facendo, delle misure di
prevenzione e sicurezza e quindi foriera di nuove e ulteriori stragi dopo tutte quelle a cui abbiamo
assistito anche nel comparto ferroviario negli ultimi decenni e che sono così scolpite nella memoria
dei lavoratori da non rendere necessario citarle se non una, quella consumatasi nella tratta ANDRIA
CORATO che ha visto concludersi da poco un giudizio di primo grado con conclusioni che tradiscono
una “idea” della sicurezza non come “sistema” ma come un elemento alla mercè dell’ abusato luogo
comune del cosiddetto “errore umano” ;quello per la strage ANDRIA-CORATO è stato un
procedimento giudiziario che dobbiamo seguire, nelle fasi successive, con maggiore energie - No alla monetizzazione dei diritti e della salute, effettiva tutela per i lavoratori apprendisti
- Infine una questione non esplicitamente citata dalla piattaforma dello sciopero del 23-24 luglio .
questione che tuttavia sappiamo essere “nelle corde” di tutti i lavoratori e le lavoratrici delle
ferrovie : sul tema della salute dei lavoratori le imprese ferroviarie si ritengono e si comportano
come un “reame autonomo” rispetto alla Repubblica italiana; la valutazione di idoneità è affidata a
“medici competenti” che sono in verità “medici di fiducia del datore di lavoro”; ma qui la regola vale
per tutti grazie alla violazione che le istituzioni e il ceto politico sono riusciti ad imporre rispetto ad
uno dei cardini dello Statuto dei lavoratori; tuttavia nelle imprese ferroviarie non solo il primo grado
di giudizio ma anche il secondo (cioè il ricorso) è gestito, ancora, da “medici di fiducia del datore di
lavoro” ; questo “sistema” consente la imposizionedu di scelte unilaterali del padrone, senza una
supervisione da parte della sanità pubblica, sia in fase di giudizio che in fase di eventuale
ricollocazione; si tratta dunque di una condizione fortemente penalizzante per i lavoratori - Le proposte che noi avanziamo sono semplici e sono due: a) valutazione affidata solo a operatori
di sanità pubblica b) in caso di limitazioni della idoneità diritto per il lavoratore a “congelare” il
suo salario al livello più alto già raggiunto nelle condizioni di piena performance; nella
consapevolezza che si tratti di un tema complesso e di grande rilevanza ci riserviamo di proporre ai
lavoratori e ai promotori dello sciopero occasioni e momenti di approfondimento
Dunque : auspichiamo una ottima riuscita dello sciopero del 23-24 luglio , un ulteriore e tenace sciopero
per i diritti dei lavoratori e di tutta la collettività.
Vito Totire, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO via Polese 30 40122
Bologna, 22.7.2026









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