Anniversario della strage di Modugno: 10 lavoratori dilaniati dai “fuochi artificiali”

Domani è l’undicesimo anniversario della strage di Modugno; i “decisori politici” e le istituzioni, quando si
ricordano, portano corone di fiori ai funerali o alle lapidi ma sempre, ovviamente, “il giorno dopo”,
pronunciando la frase rituale “mai più” e promettendo norme di sicurezza più restrittive che non arrivano
mai anche perché già non vengono rispettate quelle vigenti; ci risulta , da dati di letteratura scientifica, che il
rischio nella produzione, a causa del maggio peso assunto dalle nanoparticelle, sia cresciuto anche se sono
in parte diminuiti alcuni inquinanti tradizionali;
neanche la strage di Crans Montana ha scosso il ceto politico europeo dalla sua condizione di “catatonia”;
eppure le “candele pirotecniche” sono state la concausa decisiva della strage di 41 persone , giovani, ancora
meno protetti dei lavoratori; la strage di Crans Montana conferma che ogni tentativo di riproporre, come le
lobbies hanno fatto in passato, la filosofia dell’uso sicuro dell’amianto, è foriero di nuove stragi; non esiste
“l’uso sicuro” né per l’amianto né per i fuochi artificiali; infatti il Suva svizzero , solo qualche giorno prima
della strage, suggeriva sommessamente di “non usare le candele pirotecniche in luoghi affollati” quindi non
usarle in luoghi affollati anche se all’aperto; si è visto quanto contano le “raccomandazioni” (il Suva è un
ente analogo all’Inail italiano, ma su questo non ci soffermeremo adesso);

RIBADIAMO QUEL CHE STIAMO DICENDO ALMENO DAGLI ANNI NOVANTA DEL SECOLO SCORSO QUESTA MERCE NOCIVA E MORTIFERA VA MESSA AL BANDO ;

DIVIETO DI PRODUZIONE, IMPORT EXPORT E DIVIETO D’USO

Dopo Crans Montana si sono verificate ulteriori stragi : una in Italia nel frusinate con due morti (madre e
figlio) in una piccola azienda in cui c’era stato un altro recente evento mortale ; una in Cina nel mese di
maggio con diverse decine di morti (numero “imprecisato” )in una fabbrica di quelle produzioni destinate
ad essere spedite in tutto il mondo.
Nonostante questi eventi il territorio nazionale e palnetario continua ad essere molestato da periodiche
manifestazioni inquinanti e nocive: dalla festa del Redentore a Venezia a s.Apollinare a Ravenna; la “chiesa”
tace e come è ovvio “chi tace acconsente”; sorge il dubbio che certe encicliche debbano essere archiviate
del capitolo delle “belle parole”; addirittura il papa pro tempore ha assistito , presumiamo ammirato ed
entusiasta, ad una kermesse a base di fuochi alla Sacra famiglia di Barcellona
Allora ribadiamo:

  • I fuochi artificiali non sono il peggior male del mondo ma fanno parte di quella categoria di merci (in
    primis le armi) che devono essere messe al bando
  • Produzione e commercializzazione rispondono ad una mera fame di profitto economico da
    realizzare costi quel che costi
  • Se il cinismo dei fabbricanti è evidentemente “tipico” del modo di produzione capitalistico
    dobbiamo criticare anche quei soggetti che concorrono al businness: spesso amministratori pubblici
    che negano la evidenza dell’impatto sanitario e ambientale ricorrendo al luogo comune del
    “rispetto delle tradizioni” e propongono immagini da “popolo bue” che sarebbe in attesa degli
    eventi pirotecnici “col naso all’in su” ; i “mutamenti climatici”? finita la festa gabbatolo santo.

Memori del monito di Giorgio Nebbia “interrogarsi sulla sofferenza che c’è dietro ogni tipo di
merce” e consapevoli della forte contrarietà di tanti cittadini e comitati, ambientalisti e animalisti,
lanciamo un appello a tentare di creare sinergie tra tutte le persone motivate per costruire un
movimento unitario che possa approdare anche in parlamento per una proposta di:
BANDO TOTALE DELLA PRODUZIONE E DELLA IMORTAZIONE DI MERCI NOCIVE

Se un progetto di legge con questa chiarezza non è stato ancora consegnato in parlamento è ora
che “qualcuno” lo presenti non che si possa prevedere una facile approvazione (il partito di
maggioranza, simbolo una fiamma, lo vedrebbe certo come un progetto che nega la sua identità)
MA SE NON COMINCIAMO, ANCHE NEL PALAZZO , A DARE MESSAGGI CHIARI…

La strage operaia di Modugno è un messaggio chiaro per il futuro della umanità: occorre intervenire
“il giorno prima”
L’anniversario è per noi motivo di riflessione, di ricordo e di lutto.

Vito Totire, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO

via Polese 30 40122 Bologna
Bologna, 23.7.2026

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