Piemonte. Sanità in codice rosso

La “guerra dei poveri” tra Regioni e la fuga all’estero sono il fallimento della politica del Governo. Servono assunzioni stabili e salari dignitosi, non bonus locali.

COMUNICATO STAMPA

«La drammatica carenza di personale infermieristico in Piemonte ha ormai assunto i contorni di una vera e propria farsa istituzionale, che nasconde però una tragedia sociale. – così dichiara Alberto Deambrogio, segretario regionale Piemontese del PRC -. 

L’ultimo capitolo di questa crisi vede la nostra regione subire la concorrenza della Sardegna, che tenta di attrarre professionisti sanitari offrendo stipendi più alti e incentivi economici.

Ci troviamo di fronte a un’inaccettabile guerra tra territori, una competizione che non risolve il problema ma si limita a spostarlo da una regione all’altra, oppure a costringere le amministrazioni a cercare soluzioni tampone all’estero. Tutto questo è il sintomo evidente di un fallimento sistemico.

Il nodo della questione non è solo locale, ma anche strettamente politico e strutturale, e ha un mandante ben preciso: il Governo centrale. L’esecutivo continua a tenere la spesa sanitaria pubblica in rapporto al PIL ai minimi storici, inchiodando l’Italia in fondo alle classifiche europee e ben al di sotto della media dei paesi OCSE. Si preferisce finanziare le spese militari o concedere sgravi fiscali ai grandi patrimoni piuttosto che investire sulla salute dei cittadini e sulla dignità di chi lavora nei nostri ospedali.

Reclutare infermieri all’ estero o rincorrersi a colpi di bonus locali sono scelte miopi che evitano di affrontare la realtà: il lavoro di cura in Italia è sottopagato, precario e sottoposto a ritmi insostenibili. Senza un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato, senza il superamento del tetto di spesa per il personale e senza un adeguamento strutturale dei contratti collettivi nazionali che riconosca il reale valore di questi professionisti, il servizio sanitario pubblico è destinato al collasso definitivo a tutto vantaggio dei privati.

Come Rifondazione Comunista del Piemonte ribadiamo che  i lavoratori non sono pedine da scambiare al miglior offerente regionale. Chiediamo con forza che la Regione Piemonte si faccia promotrice di una battaglia nazionale per il rifinanziamento strutturale del Servizio Sanitario Nazionale. La sanità pubblica – conclude Deambrogio – si difende restituendo dignità, diritti e giusti salari a chi, ogni giorno, garantisce la salute di tutte e di tutti.»

6/9/2026

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *