ENORME DISTRESS AMBIENTALE E PSICOSOCIALE PER I CITTADINI DI CORTICELLA
FRANZ KAFKA HA PRESO LA RESIDENZA A CORTICELLA: VIA DELL’ARCOVEGGIO 190. LA STORIA DELL’AMIANTO A BOLOGNA E NEL MONDO è DAVVERO …ETERNIT
Finalmente abbiamo ottenuto la ordinanza riguardante la bonifica del cemento-amianto di via
dell’Arcoveggio, censurata in alcuni punti che riguardano la identità del destinatario che dovrebbe essere lo
stesso soggetto che ha violato le precedenti prescrizioni; sorge una prima domanda (verosimilmente
retorica: per la violazione della prima ordinanza del 2018 il soggetto (oggi a noi sconosciuto) è stato
sanzionato?
E’ ovviamente una questione che approfondiremo in corso d’opera; questa ordinanza del 31 luglio presenta
comunque molte contraddizioni:
- Nonostante i gravi ritardi accumulati dalla nostra denuncia di aprile se ne sono accumulati altri: a) la
Ausl si è pronunciata il primo giugno e per il varo della ordinanza sono trascorsi altri due mesi b)
vengono concessi 150 giorni per la bonifica ma 150 giorni decorrono dalla data della notifica e
quindi c’è il rischio che si debordi, eventualmente di “poco” (si fa per dire), oltre il 31 dicembre
2026 - In verità i tempi tecnici ampiamente sufficienti per la bonifica a voler essere realistici sono 60 giorni
(trenta di attesa per la autorizzazione del piano di lavoro da parte della Ausl e 2-4 settimane per la
esecuzione materiale) - Si concede la possibilità di fare ricorso al TAR e al Presidente della Repubblica; è ovvio che non
contestiamo al comune la applicazione delle procedure ordinarie di legge; la facoltà di ricorso è
prevista dalle norme (anche se andrebbe abolita o modificata nei tempi; non ha senso concedere la
possibilità di ricorso al Presidente della Repubblica entro 120 giorni anche perché questo significa
tenere i cittadini esposti all’inquinamento col fiato sospeso) ;comunque se le procedure , al
momento, sono “quelle che sono” e non possono essere abrogate dal sindaco è pure una
incongruenza “concedere” allo stesso soggetto la possibilità di ricorso LA SECONDA VOLTA DOPO
LA VIOLAZIONE DELLA PRIMA ORDINANZA ; per la serenità della popolazione esposta al comune di
Bologna chiediamo comunque di comunicare l’eventuale avvio di ricorsi nella aspettativa che i 150
giorni concessi (che sono troppi) non si allunghino ulteriormente - Una questione fondamentale da indagare riguarda le motivazioni per le quali la vicenda si è
protratta così a lungo: oltre alla questione già enunciata a proposito della sanzione (non applicata?)
nei confronti del soggetto inadempiente vorremmo capire se ci sono state omissioni o ritardi dopo il
2021 quando risulta che il destinatario della ordinanza abbia chiesto una proroga con la
argomentazione “incredibile” secondo cui lo stato delle coperture non sarebbe peggiorato; a nostro
avviso, molto verosimilmente, le necessità di bonifica erano già in essere molto prima della data
della prima ordinanza tanto da poter ipotizzare che anche questa possa essere considerata tardiva;
infatti i dati scientifici dimostrano che una lastra in cemento-amianto “fresca di fabbrica” comincia a
rilasciare fibre nell’ambiente già pochi mesi dopo l’inizio della esposizione a intemperie, escursioni
termiche ecc. questo tema, assieme ad altri, sarà comunque approfondito nella assemblea
popolare del 17 settembre a Corticella - Ora nella ordinanza del 31 luglio compare una “interferenza” inattesa:una azienda che si chiama
Lirangi fa , per usare una metafora calcistica , una “invasione di campo”; questa “invasione di
campo” chi la ha consentita? È una invasione di campo che rischia di aumentare il distress già oggi
subito dai cittadini , distress che a nostro avviso dovrà essere risarcito dal comune e da chi ha
violato la ordinanza; la Lirangi viene citata dalla ordinanza comunale nientemeno che come
“promissaria acquirente” definizione per noi nuova ma cerchiamo di capire; è verosimilmente una
società che intende acquisire l’area dei capannoni; qui si rischia di sfiorare un altro tema che è
quello della legittimità della compravendita di immobili contenenti amianto ma magari la “Lirangi”
la pensa come noi sul tema e per ora lo accantoniamo; tuttavia se , in lingua italiana, “promissaria
acquirente” dovesse significare quello che sembra come fa una “promissaria acquirente” a
intromettersi nella spinosa questione della bonifica proponendo addirittura una ulteriore proroga
fino a comprendere il 2027 ? Soprattutto pare inquietante l’introdurre una istanza di proroga legata
ad una sorta di accordo o trattativa sul trasferimento di volumi; - La ordinanza del 31 luglio , e questo è un fatto positivo, notifica e quindi mette in luce un tentativo
di interferenza (in una situazione già ampiamente di “nervi scoperti” -quelli dei cittadini di
Corticella) che probabilmente ha attecchito in altri o in molti casi in Italia in cui abbiamo visto
associare interventi (tardivi) di bonifica con stupefacenti incrementi di volumetrie (al momento, sia
chiaro , non facciamo nessuna affermazione sul caso specifico di Corticella né tantomeno facciamo
insinuazioni dato che non è questo il nostro stile di lavoro ; ci “limitiamo” a respingere
risolutamente una interferenza che avrebbe riflessi negativi sui tempi di bonifica; tuttavia in altre
circostanze abbiamo assistito ad una sorta di “do ut des” come se la bonifica non fosse un atto
dovuto senza “necessità” di contropartite; comunque ribadiamo è positivo che la istanza sia stata
respinta e sul tema stiamo conducendo una indagine mentre il comitato di Corticella è impegnato in
analisi e proposte circa la destinazione-post-bonifica-dell’area, analisi e proposte a cui daremo
anche il nostro modesto contributo - Sono utili , seppure tardivi, i riferimenti che l’ordinanza fa agli eventi meteoclimatici che non sono
solo “recenti” ma sono iniziati da molto tempo e tendono ad ulteriori gravi peggioramenti; per
questo diverse linee guida regionali sottolineano un dato di fatto : nelle bonifiche del cemento
amianto occorre essere molto più veloci del passato per evitare i soliti “interventi del giorno dopo”
che consistono, per usare un detto popolare nel “raccogliere col cucchiaino” gli sfridi e le fibre di
amianto dopo la tempesta; altro che la leopardiana “quiete” , Leopardi avrebbe parlato di “fibre
cancerogene di amianto” dopo la tempesta;
In conclusione: - Bonifica rapida ed efficace del sito Arcoveggio, una bonifica che sia comprensiva anche della
valutazione del rischio del suolo; se poi il vento ha portato via tutto ne prenderemo atto ma
occorre “controllare” - Risarcimento ai cittadini di Corticella per il grave distress psicosociale subito da ritardi incuria e
inadempienze; dopo diversi tentativi del potere economico e dei “negazionisti climatici” di
considerare la “eco-ansia” un dato di patologia psichiatrica, gli studiosi onesti e indipendenti
hanno sottolineato che la “eco-ansia” è invece un sentimento positivo che induce all’impegno
per salvare il nostro pianeta dalla catastrofe definitiva - Avvio -FINALMENTE- di un censimento capillare di tutto il cemento amianto presente nel
territorio cittadino, provinciale, regionale e nazionale sul modello della ordinanza sindacale di
S. Lazzaro di Savena del 2010 (da cui attendiamo un aggiornamento sui progressi delle
bonifiche territoriali)! - Ritiro e riformulazione della linea guida regionale che attualmente consente tempi di attesa
troppo lunghi per le bonifiche: adeguamento urgente agli attuali rischi indotti dai mutamenti
climatici ; la linea guida regionale contiene un gravissimo errore che va corretto: ha preso una
posizione di equidistanza tra la prassi di comuni come Rubiera e S.Lazzaro di Savena cioè tra il
censimento dell’amianto e…il non far nulla.
Vito Totire, presidente nazionale AEA -associazione esposti amianto e rischi per la salute via Polese 30 40122 Bologna
10/9/2026









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