L’AUTONOMIA REGIONALE DIFFERENZIATA TRA “MONA”, “CODEGHIN” ED ALTRE MERAVIGLIE
di Ernesto Mancini
Non ci credevo, perciò ho controllato, ed è vero.
Nella seduta del Consiglio Regionale del Veneto di qualche giorno fa, il PD ha assunto una posizione contraddittoria ed illogica rispetto alle intese tra Governo e Regione sull’autonomia differenziata. Questo, per dirla in maniera moderata.
Per dirla invece con un po’ di ironia e con espressione veneta (essendo qui residente da non poco tempo), verrebbe da dire che il PD ha fatto “la figura del codeghin o del mona” (nel senso scherzoso di chi, salame o ingenuo, si mette in una situazione assurda).
Il Partito Democratico si è giustamente espresso contro l’intesa, sostenendo però che le competenze attribuite al Veneto sono irrilevanti, marginali e “di ripiego”. Nel comunicato del capogruppo si legge persino che, “dopo decenni di promesse sul trattenimento delle tasse e sulle 23 materie, ci è stato presentato un pacchetto ridotto al minimo sindacale”.
La contraddizione è stridente: da un lato ci si lamenta che il pacchetto sia un’inezia; dall’altro, nello stesso testo, si dichiara che l’autonomia differenziata “spacca l’Italia”.
I dem non si sono resi conto che tra le funzioni attribuite al Veneto e ad altre tre Regioni del nord figura il potere di intervenire in modo autonomo su tariffe sanitarie, previdenza integrativa, protezione civile, retribuzioni del personale sanitario ed altro. Non si tratta di inezie né di questioni di poco conto!
La gestione autonoma delle tariffe delle prestazioni sanitarie, per esempio, è uno snodo cruciale: non parliamo di semplici prezzi, ma di una leva strategica capace di condizionare bilanci, investimenti e attrattività territoriale anche per i privati. Differenziare tariffe su base regionale accentuerà i divari a vantaggio dei territori più ricchi. Anche attribuirle successivamente in modo paritario a tutte le regioni (come si ipotizza per indorare la pillola) creerà inevitabilmente un regionalismo competitivo che sta agli antipodi del regionalismo cooperativo e solidale della nostra Costituzione anche dopo l’introduzione del nuovo titolo V. Si tratta insomma di funzione che non può essere decentrata né in modo differenziato né in modo paritario.
Allo stesso modo, la gestione autonoma delle retribuzioni significa annullare in un sol colpo il principio della contrattazione collettiva nazionale con deleteri effetti sulla mobilità e sull’uguaglianza dei lavoratori del settore.
Il PD veneto si è dimostrato “ignorante” di questo corto circuito: non si può gridare al colpo di spugna per l’unità nazionale e, un secondo dopo, derubricare le stesse norme a briciole insignificanti. Delle due l’una: o le competenze sono marginali e non minacciano il Paese, oppure sono sostanziali e richiedono censure serie e intransigenti in coerenza con la posizione nazionale del Partito che è radicalmente contraria all’autonomia differenziata di Calderoli.
Infine, ai miei amici del Mezzogiorno, dico di non ironizzare su questa posizione assurda del PD Veneto.
Essi facciano i conti con ciò che hanno in casa: parlamentari e consiglieri regionali leghisti e, più in generale, esponenti della destra che hanno votato e voteranno per l’autonomia differenziata, in perfetta coerenza con il verbo leghista del Nord. Hanno anche governatori potenti, forse nè mona né codeghin, ma che, peggio ancora, tradendo consapevolmente gli interessi delle proprie regioni, continueranno a sostenere, coi loro uomini in Parlamento, l’autonomia differenziata voluta da Calderoli & Co.
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P.S.: Per una volta mi si perdoni l’aver usato qualche epiteto nei confronti di formazioni politiche: su questo episodio, la tastiera del PC è andata da sola e il correttore automatico non ha funzionato.
p.p.s.: mi dicono che anche in Lombardia la posizione del Pd è stata analoga. Non sono andato a verificare, ne ho avuto già abbastanza col Veneto.
p.p.p.s.: un pensiero alla carissima (per davvero) Elly Schlein: poveretta, quanta pazienza deve avere con certi compagni di viaggio sparsi anche nelle varie regioni!!
Allegato: qui il link del Comitato Puglia per l’Unità della Repubblica in relazione al voto in Veneto e Lombardia. https://acrobat.adobe.com/id/urn:aaid:sc:EU:f9d1064f-c919-4688-8248-024cbb3c0e68 meno male che i Comitati NO.AD ci sono
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