FRA DOLCINO. Paolo Ferrero su DignitàTV
Domenica 13 settembre, si è tenuta alla bocchetta di Margosio, sopra Biella, la 52° domenica dolciniana, organizzata dal Centro Studi Dolciniani che mi ha fatto l’onore di invitarmi a fare l’intervento all’iniziativa.
Fra Dolcino, animatore di un movimento apostolico di trasformazione della chiesa e della società, considerato ereticale dal potere e per questo perseguitato, si difese strenuamente sulle montagne biellesi dalla crociata scatenata contro il movimento dalla Chiesa Cattolica. Dopo mesi di battaglie – in cui centinaia di uomini, donne e bambini vennero sgozzati dalla soldataglia – venne alfine arso vivo, come la sua compagna di vita Margherita, nella primavera del 1307, dopo aver subito, con il fido Longino, orribili torture.
A fine 800 i leader operai biellesi ricordavano Fra Dolcino e ad inizio del 900 eressero un grande monumento, con una cerimonia a cui parteciparono decine di migliaia di operai e operaie. Un monumento poi abbattuto dai fascisti durante il ventennio. Anche il movimento partigiano della zona fece riferimento a Fra Dolcino e dopo la guerra un nuovo cippo fu eretto sulla stessa montagna.
La memoria di Fra Dolcino non si è mai persa tra chi lotta per la libertà e la giustizia. Sul rapporto tra il pensiero e il movimento di Fra Dolcino e la nostra situazione attuale ho provato a ragionare e questo è quanto ne è scaturito.










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