RAVENNA CITTA’ DEI MISTERI?

Mobilitazione del 22 settembre 2026 a Ravenna indetta dal sindacato USB

Ovviamente siamo solidali con la iniziativa del sindacato USB sulla questione del transito di armi nel porto; le ragioni sono più d’una :

• La prima è la necessaria opzione pacifista/disarmista del movimento operaio oggi debole, costretto sulla difensiva ma ancora vivo nel nostro paese; è assurdo ritenere sufficiente la conoscenza dei volumi di traffico senza conoscere la provenienza e la destinazione

• La seconda è che, fin dalla notte dei tempi (vogliamo scomodare Marx ?) una delle dinamiche che conducono alla “alienazione operaia” è il non conoscere la fine e la destinazione del proprio lavoro

• La terza è che i lavoratori hanno diritto a conoscere i rischi ai quali sono esposti ; da un lato va ricordato il costo umano , in temini di salute, pagato dai lavoratori del porto di Ravenna (come di altri) ai tempi del traffico di amianto ed altre merci nocive; dall’atro canto occorre ricordare quel che è accaduto poche settimane fa nel quartiere Bovisa nel milanese dove sono andati a fuoco alcuni containers contenenti bici con batterie al litio; enorme lavoro per i vigili del fuoco e, come si dice, “non ci è scappato il morto ma per poco…”

• Ma Ravenna non è la città dei misteri solo per quel che riguarda il materiale bellico; i misteri sono numerosi e riguardano altre situazioni più o meno “esplosive” (punti di vista); ci limitiamo ai fatti più recenti: si nega l’accesso ai dati riguardanti il transito di armi ma si è negato a lungo e si nega ancora l’accesso ai rapporti semestrali riguardanti le carceri della Romagna e tra queste ovviamente anche le carceri di Ravenna

C’è un nesso tra i due eventi? Apparentemente labile ma il filo conduttore è chiaro: un funzionamento da istituzione totale in cui si nega ai cittadini e ai lavoratori l’accesso alle informazioni in quanto i richiedenti non vengono ritenuti cittadini ma sudditi; un messaggio ai dirigenti della Ausl Romagna : evitare il mestiere di intasatori di pec, ricordate cosa era la USL nel progetto del suo ideatore, Giulio Maccacaro e meditate su come “si è ridotta”

• Trasparenza, partecipazione, democrazia; SIAMO CITTADINI/E NON SUDDITI.

Vito Totire, portavoce Rete nazionale lavoro sicuro

via Polese 30 Bologna

21.9.2026

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