IL PIEMONTE NELLA TRAPPOLA DI CALDEROLI: L’ULTIMO SLOT DI GENNAIO FIRMA LO SMANTELLAMENTO DEL NOSTRO WELFARE
La fissazione al 28 gennaio del termine per l’esame parlamentare dell’intesa sul Piemonte non è un traguardo di efficienza, ma il disperato tentativo di blindare una controriforma distruttiva prima che la legislatura arrivi al capolinea. La fretta eversiva – dichiara Alberto Deambrogio, segretario regionale piemontese del PRC – con cui si vuole sottrarre il disegno di legge ai tempi naturali della discussione democratica svela la vera natura dell’operazione: un cinico baratto politico giocato sulla pelle delle cittadine e dei cittadini. Si cerca di aggirare i severi moniti della stessa Corte Costituzionale con schemi prefissati dall’alto, umiliando la mobilitazione di milioni di persone e pretendendo di ridurre i Livelli Essenziali di Prestazione (LEP) a meri equilibri di potere parlamentare.
Il Piemonte entra in questa corsia preferenziale con il freno a mano tirato, scontrandosi immediatamente con la dura realtà dei fatti. Pretendere di trasferire poteri cruciali, a partire dalla sanità, in un contesto regionale segnato da bilanci in rosso e dal vincolo stringente dei conti pubblici in equilibrio è un atto di pura irresponsabilità.
Il regionalismo asimmetrico che la giunta Cirio subisce e asseconda non farà altro che istituzionalizzare e ampliare le disuguaglianze, penalizzando i territori più fragili e le fasce sociali più deboli del nostro stesso territorio regionale.
Non siamo di fronte a una banale questione burocratica o a un dibattito tecnico sulle procedure accelerate. Questa è una sfida frontale ai principi inderogabili della nostra Costituzione e all’uguaglianza dei diritti. Frammentare l’unità, privatizzare di fatto la tutela della salute significa distruggere l’idea stessa di un welfare universale.
Facciamo appello a tutto il mondo del lavoro, della scuola, della sanità e dei movimenti civici piemontesi per ritornare a una forte e necessaria stagione di indignazione collettiva. È il momento – conclude Deambrogio – di opporsi frontalmente e pretendere l’assunzione di un impegno chiaro da parte di tutte le forze politiche e sociali: respingere definitivamente l’attuazione di questo impianto iniquo per rimettere al centro i diritti universali e l’unità indivisibile della Repubblica.

4/11/2026


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