NEOFASCISMO OGGI. UNA FOTOGRAFIA

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I gruppi extraparlamentali me la rifondazione missina dei Fratelli d’Italia. I pericoli per la democrazia e la Costituzione

Saverio Ferrari Osservatorio democratico sulle nuove destre

L’area del neofascismo post-missino, rappresentata principalmente da Forza Nuova, CasaPound e Lealtà Azione, vive un indubbio momento di difficoltà. Non sembri strano, data l’ascesa al governo di una coalizione fortemente orientata a destra trainata dai Fratelli d’Italia. Paradossalmente è stata proprio la vorticosa crescita del partito di Giorgia Meloni, che in pochissimi anni è passato dal 2% delle politiche del 2013 al 26% del 2022 (7 milioni e 302 mila voti), a togliere spazi e consensi a quest’area, di fatto marginalizzandola.

A ciò si aggiungano i fallimenti elettorali sia di Forza Nuova (0,38% alla Camera nel 2018 e 0,15% nel 2019 alle Europee, non più presentatasi per assenza di firme nelle tornate elettorali successive), che di CasaPound (0,95% nel 2018 e 0,33% nel 2019), ma anche di movimento nell’azione organizzata contro le misure governative durante la pandemia del Covid-19.

DALLE “MASCHERINE TRICOLORI” ALL’ASSALTO DI FORZA NUOVA ALLA SEDE NAZIONALE DELLA CGIL

CasaPound dette il via alle cosiddette “Mascherine Tricolori” senza alcun successo, mentre Forza Nuova, dopo aver invece raccolto alcune migliaia di manifestanti in Piazza del Popolo a Roma, unitamente ad altre associazioni integraliste cattoliche (Pro Vita) e NoVax, dette l’assalto, il 9 ottobre 2021, alla sede nazionale della CGIL. Un passo tanto grave nella foga squadrista di rinverdire il passato, quanto decisamente avventato, conclusosi, sotto la spinta di un’ondata di indignazione a livello nazionale, con arresti e condanne, tra gli altri dello stesso segretario nazionale Roberto Fiore.

Forza Nuova, per altro, aveva già precedentemente patito gli effetti, nel maggio 2020, di una consistente scissione, che aveva portato alla nascita de La Rete dei Patrioti, con la fuoriuscita di diverse sezioni territoriali e associazioni collaterali: dalla Lega della Terra all’associazione Evita Peron. Scissione originata da forti contrasti interni sulla conduzione dell’organizzazione e non da reali motivi politici o ideologici. Da qui l’avvio di una profonda crisi con la chiusura da parte di FN di numerose sedi (in Lombardia tutte) e il trasferimento di quella nazionale da Roma a Verona.

DIVISIONI E RIPIEGAMENTI: TRA NECROFILIA E VIOLENZA

Più in generale l’area del neofascismo extraparlamentare ha visto in questo arco di tempo restringersi fortemente la propria iniziativa, perdendo quote rilevanti di militanza attiva, con l’entrata in crisi delle stesse imprese commerciali, come la catena dei negozi Pivert, vero polmone finanziario di CasaPound. In Lombardia era per altro già fallito il tentativo, sempre da parte di CasaPound, avviato nel 2020, di dar vita nella provincia milanese (a Cernusco sul Naviglio) di uno spazio politico-culturale, una sorta di polo di aggregazione sul modello romano. L’obiettivo era di poter gravitare su Milano spostando dirigenti (Francesco Polacchi) e risorse finanziarie. La risposta antifascista, in questo caso, è stata decisiva isolando il progetto fino a farlo morire. Più di 15mila erano, tra l’altro, state le firme raccolte solo in quel territorio per la sua chiusura.

Anche la guerra in Ucraina, infine, ha comportato divisioni, con Forza Nuova schierata dalla parte di Mosca e CasaPound a favore di Kiev, con Lealtà Azione attraversata da posizioni in contrasto fra loro. Un quadro che ha ulteriormente penalizzato in particolare Forza Nuova a livello internazionale riguardo ai suoi storici rapporti, in primis con le formazioni neonaziste ucraine e con l’estrema destra polacca con cui si è inevitabilmente consumata una insanabile rottura.

L’area nel suo complesso ha teso, in conclusione, a ripiegarsi su se stessa, riproponendo unicamente la propria identità, con appuntamenti tutti interni, come quest’anno la festa nazionale di CasaPound a Grosseto (5-7 settembre, a fatica 200 partecipanti), o quella del “Sole” di Lealtà Azione (7-8 settembre a Magenta senza ospiti di rilievo se non la presenza dell’ex sottosegretario alla Cultura, appena giubilato, Vittorio Sgarbi). Inquietante la necrofilia spinta soprattutto da parte di Lealtà Azione, che ha quasi esclusivamente praticato in questi mesi i cimiteri nell’esaltazione del passato fascista attraverso i pellegrinaggi sulle tombe dei protagonisti del Ventennio mussoliniano e della RSI. Un ripiegamento, va sottolineato, che non ha fatto venir meno l’indole squadrista, anzi, da Napoli, dove il 12 ottobre 2023 militanti di CasaPound hanno aggredito e minacciato con un coltello un fotografo reo di portare una spilla antifascista sul giubbotto, a Roma dove studenti di sinistra al termine di una manifestazione sono stati aggrediti da estremisti di destra nel giugno scorso, a Verona dove sono stati indagati 32 squadristi (tra loro diversi di CasaPound) per aver assaltato gruppi di tifosi marocchini festanti per la vittoria sulla Spagna ai mondiali (dicembre 2022), nonché la festa di Rifondazione Comunista lo scorso luglio, a Torino, con il pestaggio da parte di una squadraccia di CasaPound, la sera tra il 20 e il 21 luglio, di un giornalista de “La Stampa”. Solo per citare alcuni episodi.

I FRATELLI D’ITALIA: GLI EREDI DEL MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO

Il neofascismo oggi non si esaurisce con l’area delle formazioni extraparlamentari, le cui attuali difficoltà, come detto, vanno individuate principalmente nella esponenziale crescita dei Fratelli d’Italia, vero erede del Movimento Sociale Italiano, in grado di assorbire e rappresentare appieno i suoi riferimenti storici e ideologici, le sue istanze e i suoi simboli, le sue posizioni politiche e i suoi disvalori. Da qui il vero pericolo per la tenuta delle nostre istituzioni democratiche e della nostra Costituzione. Da qui l’aggiornamento necessario sul pericolo neofascista.

I Fratelli d’Italia non rappresentano, come da più parti affermato, un partito nazional-conservatore, progetto già naufragato con Gianfranco Fini, e nemmeno semplicemente populista, ma di estrema destra includente una tradizione neofascista. Questa la realtà.

L’ultimo congresso nazionale dei Fratelli d’Italia, tenutosi nel dicembre 2017 a Trieste (non seguito dai media data al tempo la irrilevanza elettorale del partito), ha sancito e consacrato la sua attuale identità, a partire dalla cancellazione nel simbolo del logo di Alleanza Nazionale e l’assunzione della fiamma tricolore del vecchio MSI, il cui significato, come narrato dai reduci di Salò, rimandava alla fiamma perenne sulla bara di Mussolini. Nella stessa occasione si è anche omaggiato Pino Rauti, il fondatore del gruppo nazi-fascista di Ordine Nuovo, riconosciuto dalla stessa magistratura giudicante come il principale strumento operante nelle stragi nere da Piazza Fontana a Piazza della Loggia a Brescia. Si è anche, a un certo punto, srotolato da parte del futuro presidente del Senato Ignazio La Russa, lo striscione un tempo della sezione missina di Colle Oppio, la più nota sezione dei picchiatori romani attiva fin dagli anni Cinquanta. A tutto tondo una rifondazione missina.

Che questa fosse la traiettoria lo hanno confermato successivamente diversi atti ufficiali, tra cui: gli inviti nel 2018 alla festa nazionale di Milano a Roberto Fiore e a Lealtà Azione; la candidatura nelle proprie liste di personaggi dichiaratamente fascisti (tatuati con le effigi di Mussolini) distintisi più volte nelle assemblee elettive comunali per saluti romani; l’intestazione di proprie sedi a Pino Rauti (Brescia) e a Italo Balbo (Oristano); l’affissione di poster inneggianti a Junio Valerio Borghese e alla Decima Mas in sedi aperte al pubblico (Civitavecchia); gli omaggi pubblici sui social a Leon Degrelle (comandante della Divisione delle Waffen-SS Wallonie), a Robert Brasillach (collaboratore dei nazisti in Francia), protagonista in questo frangente la sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti, a Rodolfo Graziani (comandante dell’esercito di Salò e massacratore di etiopi nel 1937); i premi conferiti dalla Fondazione di Alleanza Nazionale (gestita dai vertici dei FdI) al terrorista nero di Terza Posizione Gabriele Adinolfi (condannato a 8 anni per associazione sovversiva e banda armata); il finanziamento da parte della stessa Fondazione a un’associazione collaterale a Forza Nuova e per far acquistare la sede di Acca Larentia a noti esponenti de neofascismo romano; il profilo delle organizzazioni giovanili a volte ubicate nelle stesse sedi di CasaPound (Firenze), con i dirigenti (vedi Gioventù Nazionale) pubblicamente svergognati per antisemitismo e per apologia di fascismo.

Si potrebbe continuare a lungo. Ma da qui: la strutturale visione autoritaria e illiberale; le proposte di aumento delle pene in generale con l’introduzione di nuovi reati (il decreto sicurezza per reprimere le forme sindacali di lotta, le proteste sociali, ma anche la critica e il pensiero antigovernativo); l’azione contro l’inclusione e l’opposizione alla società multiculturale; la chiusura delle frontiere e l’islamofobia; le politiche sull’immigrazione con il trasferimento in Albania dei migranti illegali; le nostalgie coloniali (vedi il deputato Alessandro Amorose editore di Bugie coloniali); la proposta di intestare vie e piazze a Giorgio Almirante (redattore de “La Difesa della Razza”); le proposte per equiparare (nella scorsa legislatura) i combattenti di Gladio ai combattenti della Resistenza e le Foibe alla Shoah; l’emissione di Francobolli a Giovanni Gentile, allo squadrista Italo Foschi e all’antisemita Maffeo Pantaloni.

Abbiamo anche avuto chi ha proposto di insegnare a sparare nelle scuole (Giovambattista Fazzolari nel marzo 2023); di abrogare il reato di tortura; chi si è fatto fotografare in divisa da nazista (tra gli altri il deputato Galeazzo Bignami) e si è scagliato contro il Festival di San Remo per censurare testi e cantanti. Un’identità retriva e fascista, rappresentata bene dal capogruppo dei Fratelli d’Italia alla Camera Lucio Malan, che in un’intervista a “Radio 1”, nel novembre 2022, interpretando a modo suo La Bibbia (il libro di Ezechiele), ha affermato che “l’omosessualità è un abominio”.

Chi volesse, infine, cogliere le origini del cosiddetto “Premierato”, si rilegga le tesi di Giorgio Almirante presentate al XIII° Congresso nazionale dell’MSI (Roma 18-21 febbraio 1982), dove nel quadro dell'”opposizione al sistema”, propose “la elezione del Presidente della Repubblica per via diretta” per “restituire ai cittadini una sovranità che gli è stata strappata con la Costituzione” (pagina 28 delle Tesi Congressuali).
Più che un’ispirazione, dunque, una continuità.

26 Novembre 2024

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