Haiku D’Appennino. (Viaggio per una passeggiata)

Marco Grassano – I Libri di Mompracem

Versione interattiva https://www.blog-lavoroesalute.org/lavoro-e-salute-aprile-2025/

Archivio https://www.lavoroesalute.org/

L’Appennino e i suoi misteri. Perché? Perché la montagna nasconde e… appare quando rivela e a noi si presenta sempre qualcosa di nuovo, che non avevamo mai immaginato. E cosa si prova, quando si arriva dalla città, dalla pianura e ci si inoltra per quelle strade sconosciute dove, da un momento all’altro, ti aspetti qualche sorpresa. Qualche piacevole sorpresa.

Questo libro percorre quelle strade con l’occhio del suo autore che sovente si ferma e osserva, cercando poi con la parola scritta di rivelare immagini, suoni e impressioni per portarci tutto accanto.
Ho provato una certa emozione e credo che la possano provare anche quegli appassionati che amano le escursioni non soltanto per il piacere di fare un’attività sportiva, ma anche con il desiderio di conoscere, di esplorare, per dirla in breve di annusare qualcosa di nuovo e fare anche qualche piacevole scoperta.

Il titolo: Haiku d’Appennino. Perché Haiku? Intanto diciamo che l’Haiku è un componimento poetico giapponese nato nel XVII secolo, composto da tre versi e diciassette sillabe. Perché, come dice l’autore, fare i poeti significa raccontare, o provarci almeno, lo spazio in cui siamo entrati e la forma più adatta a questo contesto può essere l’Haiku giapponese, basato su un gioco delicatissimo tra il gioco presente e tutto ciò che ci circonda.
Dove il sentiero termina,
lì tutto si raduna:
odore di biancospino selvatico.

Questo libro raccoglie immagini, suoni e impressioni, rintracciando collegamenti e analogie.
Marco Grassano si muove con la mente dentro un panorama che gli appartiene, quello dell’Appennino Ligure-Piemontese della Valle Curone e della Valle Borbera e lo fa come se girasse un documentario in diretta, cercando di trasmetterci suoni, profumi, il mutare della natura che si muove nei passaggi di stagione.

Ecco. L’autore cerca di trasmetterci la bellezza di tutto questo, un viaggio in un territorio che pur visto e rivisto non smetterà di sorprenderci. Un Appennino che rappresenta la parte più incontaminata e più ricca di biodiversità della provincia piemontese, ma cultura e storia la legano alla Liguria. Liguri sono i dialetti parlati, liguri sono le popolazioni…

Abitano i liguri un suolo aspro ed affatto sterile; vivono una vita dura e miserabile tra le fatiche e le molestie continue di pubblici lavori. Essendo il loro paese montuoso e pieno d’alberi, gli uni di essi tutto quanto il giorno impiegano a tagliar legname, a ciò adoperando forti e pesanti scuri; altri che voglion coltivar la terra e debbono occuparsi in romper sassi, poiché tanto è arido il suolo che non si può levar una zolla che con essa non si levino sassi. Essi poi si danno alla cacciagione, e trovando quantità di serlvaggiume con esso si risarciscono della mancanza delle biade; e quindi viene che scorrendo per le loro montagne coperte di neve, ed assuefacendosi a praticare pei più difficili luoghi delle boscaglie, indurano i loro corpi e ne fortificano i muscoli.

Marco Grassano ha la consapevolezza di aver incrementato con il trascorrere delle primavere la capacità di percepire i particolari della natura, di sentirne l’emozione e di cogliere quelle sensazioni profonde che in verde età scappavano portandosi via l’attenzione del dettaglio e della descrizione curata, quei suoni liquidi di una musicalità assoluta, sforbicii melodiosi, sferruzzii argentei che è assai difficile imitare a parole.

E così conclude l’autore dopo averci condotto per mano tra queste strade di montagna con riferimenti ad altre zone dell’appennino italiano che sono simili in tutto e per tutto, attraverso borghi spopolati e che adesso vengono riscoperti e che diventano la meta di chi vuole fuggire dalla città.

Quando si accumulano emozioni e sensazioni simili, si ritorna rigenerati alla vita di tutti i giorni, e vien voglia di cantare, con la grande musicista cilena Violeta Parra, Gracias a la Vida, que me ha dato tanto… (dove il tanto sono soprattutto i sensi con cui cogliere l’immensa realtà che ci circonda.

Giorgo Bona

Scrittore. Collaboratore redazione di Lavoro e Salute

Versione interattiva https://www.blog-lavoroesalute.org/lavoro-e-salute-aprile-2025/

Archivio https://www.lavoroesalute.org/

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *