Anche ieri nel giorno dello sciopero generale di CGIL e UIL 4 morti sul lavoro (2 lavoravano in nero)

I MORTI SUL LAVORO NON SONO FATALITA’, MA OMICIDI, CRIMINI CONTRO L’UMANITA

Per Il profitto si muore ogni giorno dal nord al sud del paese, una strage inarrestabile senza fine che avviene quotidianamente con la complicità di governi, forze politiche, istituzioni e sindacati confederali che a parte stracciarsi ipocritamente le vesti nulla fanno per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori nei posti di lavoro e di vita. L’aumento della produttività, la centralità dell’impresa, sostenuto anche dai sindacati collaborazionisti porta a un’intensificazione dello sfruttamento e della miseria per i proletari.

Secondo l’OSSERVATORIO NAZIONALE MORTI SUL LAVORO le morti sul lavoro nel 2021 al 16 dicembre, sono state 1345.

I dati INAIL sottostimati, perché tengono conto solo dei loro assicurati e non quelli di lavoratori in nero, dicono che dall’inizio dell’anno a oggi sono aumentate le malattie professionali del + 31, 5%. 

Condizioni di sicurezza antinfortunistica inesistenti, operai mandati al macello e, come sempre, l’ipocrisia di padroni e potere economico/politico che parlano di morti bianche, come se non fosse di responsabilità loro, giustificando la morte di esseri umani con la fatalità e scaricando sempre più spesso la colpa degli infortuni e morti sui lavoratori che per mettere insieme il pranzo con la cena per le loro famiglie devono subire umiliazioni, ricatti, costretti a lavorare senza dispositivi di sicurezza individuali e collettivi.

Intanto il governo continua a varare decreti sul carovita con una raffica di aumenti che colpiscono il salario operaio costringendo i lavoratori subire continui ricatti anche con l’obbligo di straordinari o lavorare senza contratto. Pane, pasta, latte, caffè, energia, gas, abbigliamento, calzature e tutti i generi di consumo sono rincarati vanificando, di fatto, la tredicesima (per chi la prende). 

Secondo stime delle organizzazioni di settore, frutta e verdura sono i generi alimentari che stanno subendo gli aumenti più pesanti. I maggiori costi della logistica, tra caro-energia e carburanti alle stelle, unitamente a problemi meteorologici, hanno prodotto aumenti dei listini al dettaglio.

Consumerismo fornisce una prima stima degli incrementi:

Banane: +70%,  Funghi: +60%, Patate: +35%, Pere: +25%, Zucche: +25%, Pane: +10%, Pasta: + 30%, Carne: +5%, Latte: +5%.

Oggi nessuno difende gli operai e i pensionati proletari se non loro stessi.

Ogni attacco al salario e alle condizioni di lavoro e di vita che passa senza proteste incoraggia i padroni a bastonarci ancora di più con misure sempre più pesanti.

Solo con l’unità dei lavoratori e pensionati proletari, dei sindacati conflittuali uniti e organizzati, con il protagonismo proletario è possibile difenderci.

Comitato per la Difesa della Salute nei Lughi di Lavoro e nel Territorio

17/11/2021 https://www.comitatodifesasalutessg.com/

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