I pensieri non annunciati

faccia strisce

Pare che L’Isis ormai rivendichi tutti gli attentati in zona Yankee, mentre il silenzio sul Venezuela permane, dove muoiono ogni giorno decine e decine di persone. In fondo, parliamo sempre di opera Yankee, una costante di questo tempo infame.

Conosciamo e giudichiamo quel che la cronaca passa, come bambini che provano a dare un senso alle mosse dei grandi, come dei ciarlatani che, dopo aver conosciuto una donna, credono di conoscerle tutte. Come degli italiani, che si lamentano per il calcio di rigore non dato e tralasciano i detriti di fango, di corruzione e povertà con cui convivono i suoi paesani, i suoi colleghi, la sua amata.

Pare che l’Isis ormai rivendichi tutti gli attentati in zona Yankee. mentre il coraggio di denunciare il mal subito cade in prescrizione. La cronaca scarna e manipolatrice solletica i tessuti, siamo tutti americani. La realtà è un po’ diversa: finti ribelli, attentati previsti e non annunciati, soldati al soldo del padrone e colonizzatori che continuano a mietere vittime su vittime, a succhiare il midollo di paesi meno sviluppati o più umani.

Quel che appare nitido serve solo a coprire altri mali, ben più gravi, ben più irreversibili. Dovremmo avere l’umiltà di muoverci dentro i nostri limiti, ammetterli francamente e non trasmettere una sicurezza infondata, non elevarsi a conoscitori dei grandi misteri.

I conflitti in corso sono tanti, quasi cinquanta, se non erro. L’importante è che si vendano armi, che la borsa salga più su, che gli attentati vengano sempre rivendicati e si discuta di calcio, dell’Italia al mondiale, della vita degli attori e dei politici, di Kevin Spacey e quel weekend con 11 ragazzi sullo yacht in giro nel golfo di Napoli.

Attenersi alle norme significa limitare il pensiero, in realtà il pensiero dovrebbe vagare liberamente per diritto. Brecht scrisse che “Il pensare è uno dei massimi piaceri concessi al genere umano”. Mi permettano sia Brecht, che quelli della mia parte, di aggiungere

-Limitare il pensiero è la più atroce condanna-.
Antonio Recanatini
Poeta, scrittore. La sua poesia è atta a risollevare il sentimento della periferia, all’orgoglio di essere proletari e anticonformisti.
Collaboratore redazionale di Lavoro e Salute
8/11/2017
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