I vaccini affidabili sono cubani, russi e cinesi

Ciò che voglio dire rispetto ai vaccini, con la pandemia di coronavirus, lo dico da posizioni professionali scientificamente fondate; ovviamente, nulla a che vedere con la posizione «antivaccinista», che è il termine usato per screditare chi manifesta seri dubbi sulla strategia corrente rispetto alla pandemia e, in generale, sui vaccini.

Colgo l’occasione per dire che la facilità con la quale si etichettano come «antivaccinisti» tutti coloro che esprimono dubbi circa quanto sta avvenendo, ricorda molto l’accusa di antisemitismo che il governo sionista utilizza per stigmatizzare chi solidarizza con la lotta del popolo palestinese.

La malattia, le pandemie e tutte le malattie, il cancro, le malattie cardiovascolari, hanno un’essenza sociale, vuol dire che colpiscono in maniera differente le persone, in funzione della classe sociale alla quale appartengono; questo, che è stato dimostrato mille volte, accade anche ora non l’epidemia di COVID, dove vediamo che nei quartieri operai la classe operaia che ha continuato a lavorare, a viaggiare sui mezzi pubblici, ad affollarsi in abitazioni dove vivono molte persone, in condizioni di lavoro da semischiavitù come quelle di molte persone lavoratrici immigrate, è stata quella che si è contagiata di più e ha registrato più morti per coronavirus. È importante tenerne conto e, pertanto, la maniera più efficace di intervenire su questa e su qualsiasi altra malattia ha a che vedere con fattori sociali, con le condizioni di lavoro.

Per dare dati recenti questo, per esempio, ha fatto sì che a Cuba la mortalità sia di 13 persone per milione di abitanti, mentre negli Stati Uniti sia di 1.067 per milione di abitanti: miracolo cubano? È il miracolo di una rivoluzione che mantiene condizioni di vita, fondamentalmente di alimentazione, abitazione, salute e istruzione incomparabilmente migliori di quelle di molti Paesi capitalisti, compresa ovviamente la principale potenza imperialista.

Segnalo anche che è difficile accusarmi di «antivaccinismo», perché come professionista della salute pubblica comprendo il ruolo che i vaccini hanno avuto: per l’infanzia sono stati un fattore determinante per quanto riguarda le medicine, non il più importante che, come dicevo, è quello delle condizioni di vita, ma tra le medicine i vaccini infantili sono quelli che hanno avuto una maggiore ripercussione sul miglioramento degli indici di mortalità in tutti i Paesi del mondo. Quando si affronta la questione dei vaccini, dobbiamo tenere conto del fatto che, nella maggioranza dei Paesi capitalisti la produzione e la prescrizione di medicinali è nelle mani di imprese multinazionali e, pertanto, il medicinale è il prodotto del mercato che si usa in quanto non sfugge alla produzione di profitti per i padroni di tali imprese.

Questo non significa che la ricerca scientifica, le persone che la conducono, non abbiano una certa indipendenza rispetto al capitale, però ciò di cui parliamo non è la produzione scientifica, ma è chi si appropria delle scoperte scientifiche e, ancora più importante, chi determina su cosa si fa ricerca e su cosa no, perché ciò su cui non si fa ricerca perché non è redditizio è un elemento chiave e uno dei maggiori scandali del modo di produzione capitalista, vale a dire la quantità di progressi dell’umanità che non si danno perché le imprese determinano la ricerca e la produzione in funzione del loro profitto.

Vi sono fatti concreti che spiegano chiaramente questo processo e che sono accaduti di recente. Ricorderete l’epidemia di influenza aviaria, per la quale sono stati prodotti vaccini e medicinali che si presumevano efficaci, come il Tamiflu e va ricordato che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha denunciato, a posteriori, che il suo comitato di medici era stato corrotto dalle case farmaceutiche, cosicché non erano state condotte sufficienti sperimentazioni cliniche o, se erano state condotte, i loro risultati non sono stati divulgati per dare conto dei gravi effetti collaterali di questi farmaci e della loro inefficacia. Non so cosa sia accaduto in Argentina, ma nello Stato spagnolo e nell’Unione Europea nel 2009 e 2010, in momenti nei quali la crisi economica portava a tagli importanti nei servizi pubblici, si spesero centinaia di milioni per medicinali che, alla fine, non furono mai usati a causa dei loro gravissimi effetti collaterali.

La questione fondamentale riguardo il vaccino della Pfizer Biontech, che è quello utilizzato nello Stato spagnolo, è che si stanno usando procedimenti sconosciuti per il suo utilizzo di massa come vaccino; cioè, la principale incognita di questo vaccino è che non è un vaccino. Vaccino, secondo la definizione della Reale Accademia Spagnola, è un microrganismo morto o opportunamente modificato, che si inocula per produrre determinati effetti; ebbene, il procedimento usato nel vaccino di Pfizer e di Moderna è completamente nuovo e comporta l’utilizzo di un acido nucleico, acido ribonucleico che dà l’ordine, alle cellule delle persone, di fabbricare una parte del coronavirus. È questa persona, sono le cellule delle persone vaccinate a produrre una parte del coronavirus che, si suppone, genera poi l’immunità, i relativi anticorpi; ciò che va detto è che non vi sono informazioni sufficienti. Come tutti sappiamo, sono state condotte sperimentazioni cliniche in pochi mesi, quando in generale i vaccini richiedono anni di sperimentazione e, come dicevo, non abbiamo informazioni soprattutto perché, in primo luogo, i dettagli del procedimento di produzione del farmaco di Pfizer sono un segreto commerciale e perché vi sono altri studi e comunità scientifiche che dimostrano che questo farmaco non fa diminuire le infezioni gravi ma, ci dicono, fa diminuire i sintomi minori come febbre, mal di testa ecc. Non si sa se provoca immunità né, eventualmente, quanto l’immunità duri. Non si sa se le persone vaccinate si infettano e trasmettono il coronavirus, non si conoscono gli effetti collaterali a lungo termine; ricordiamo, per esempio, che il vaccino per l’influenza A provoca narcolessia in bambini di dodici Paesi.

Diciamo infine, per riassumere, che vi sono seri dubbi che il coronavirus presenti una letalità così grave da fare correre a milioni e milioni di persone sane il rischio di una vaccinazione senza che siano state completate le sperimentazioni indispensabili per conoscerne gli effetti a lungo termine. Cosa accade con altri vaccini? In realtà l’informazione disponibile non è molta, ma un criterio basilare per la valutazione è la differenza che passa tra una scoperta scientifica che vuole essere un business per l’impresa e una realizzata da un laboratorio pubblico che fa ricerca per produrre un farmaco che migliori la vita delle persone, che faccia diminuire la malattia e aumenti la qualità della vita.

Pertanto, tutti i vaccini prodotti in un laboratorio pubblico sono più affidabili, come nel caso del vaccino cubano, come quello russo prodotto in un laboratorio pubblico, come alcuni vaccini cinesi, dietro ai quali non credo vi sia la perversione del business. Per esperienza personale (ho studiato salute pubblica a Cuba) conosco bene il rigore, la qualità del lavoro e i progressi della biotecnologia di Cuba, degli scienziati cubani, specialmente nel campo dei vaccini e, in effetti, se dovessi farmi inoculare un vaccino sarebbe quello cubano.

Raccomanderei che in tutti i Paesi si lottasse per laboratori pubblici, ricerca e produzione di medicinali essenziali pubbliche, perché è l’unica possibilità per la popolazione di controllare una cosa importante ed essenziale come i vaccini.

Auguro molta salute, molta forza e molta organizzazione per fare fronte ai compiti che in questo 2021 dobbiamo affrontare come classe operaia e come popoli.

Ángeles Maestro
Traduzione da https://www.lahaine.org/
A cura di Gorri per Lavoro e Salute

16/1/2020

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