Israele. Una truffa mondiale

Di certo esiste un razzismo mascherato che usa parole allusive e di significato incerto come la parola “etnia”. Riconoscere che religione ebraica e sionismo sono due cose differenti vuol dire svelare la truffa.

Da un po’ di tempo e non solo da quando è ripresa in tutte le sue atrocità la guerra tra Israele e Palestina (da notare che viene chiamata “guerra tra Israele e Hamas” ma su questo torniamo dopo) un’accusa viene lanciata a piene mani contro chiunque metta solo in dubbio l’agire della dirigenza sionista al potere, quella di antisemitismo.

E’ noto a tutti che quando la dirigenza del mondo occidentale vuole attaccare ciò che è scomodo, o si inventa una parola nuova oppure ne usa una desueta, l’importante è che sia di significato più che incerto di modo che possa essere usata a piacimento in base al bisogno.

Per fare un esempio molto italiano l’introduzione della parola “resilienza” introdotta nella vita degli uomini e della società. In realtà l’etimo della parola è assai lontano da tutto ciò, nell’enciclopedia Treccani è definita in base all’ambito: “ECOLOGIA –La resilienza è la velocità con cui una comunità (o un sistema ecologico) ritorna al suo stato iniziale, dopo essere stata sottoposta a una perturbazione che l’ha allontanata da quello stato; le alterazioni possono essere causate sia da eventi naturali, sia da attività antropiche”. E, più avanti: “in TECNICA – Nella tecnologia dei materiali, la resistenza a rottura dinamica, determinata con apposita prova d’urto”. Ancora: “ PSICOLOGIA – la capacità di reagire a traumi e difficoltà, recuperando l’equilibrio psicologico attraverso la mobilitazione delle risorse interiori e la riorganizzazione in chiave positiva della struttura della personalità”.

Ora sebbene appare chiaro che la dirigenza italiana avrebbe sicuramente bisogno di riorganizzare in chiave positiva la struttura della sua personalità, tutto ciò non c’entra nulla con l’utilizzo che viene fatto abitualmente della parola resilienza: basta ascoltare i discorsi che vengono fatti nei vari canali televisivi e ci si accorge che nella maggior parte dei casi resilienza sostituisce la parola resistenza, si tratta solo per loro di cancellare dall’uso comune la parola “resistenza” che è giudicata pericolosa, troppo di sinistra ed anche un pochino rivoluzionaria giacché ricorda uomini e donne che con il mitra in spalla hanno quanto meno liberato l’Italia. Ovviamente la parola è stata introdotta sotto governi cosiddetti di centro-sinistra.

Chiarita la modalità operativa passiamo all’argomento antisemitismo.

In primo luogo è necessario sgombrare il campo da una alternativa: o si è razzisti o non lo si è. Di certo esiste un razzismo mascherato che usa parole allusive e di significato incerto come la parola “etnia” che, come possiamo leggere ancora nella Treccani: “Nell’antropologia della fine del 19° sec., raggruppamento umano (dal gr. ἔθνος «razza, popolo») distinto da altri sulla base di criteri razziali, linguistici e culturali”. Questo concetto platealmente razzista è stato ingentilito nel corso del tempo, ma le radici sono quelle.

Chi non è razzista si ferma a questa classificazione: Uomo (Homo sapiens) Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Superclasse Tetrapoda, Classe Mammalia, Sottoclasse Placentati, Infraclasse Eutheria, Ordine Primates, Sottordine Haplorrhini, Superfamiglia Hominoidea, Famiglia Hominidae, Sottofamiglia Homininae, Tribù Hominini, Sottotribù Hominina, Genere Homo, Specie Homo Sapiens.

Nonostante tutti abbiamo spesso dubbi sul “sapiens”, sotto a questo non si può andare: la biologia si ferma qui non si può distinguere un essere umano dall’altro dal punto di vista biologico. 

Chiunque vuole fare una ulteriore distinzione sta facendo una truffa.

Le distinzioni nella specie umana sono tutte di carattere culturale, sociale e politico e queste ovviamente non sono congenite alla nascita. Chiunque parla di distinzioni congenite sta facendo una truffa, sta mascherando un attacco politico con una parola senza senso.

E veniamo al semitico, partendo sempre dalla Treccani l’articolo di Giorgio Levi Della Vida inizia: “I. Estensione territoriale. – Col nome di Semiti è designato un vasto e compatto gruppo etnico e linguistico dell’Asia anteriore le cui sedi presentavano nell’antichità e (prescindendo da pochi nuclei isolati formatisi in seguito a particolari vicende migratorie) presentano tuttora una singolare continuità territoriale”. A parte l’uso del termine fuorviante “etnico” di cui si è già parlato, si scopre che l’unico elemento che in ultima istanza distingue questo gruppo di popoli è la radice comune delle lingue (come ad esempio quella delle lingue Indo-europee) e così scopriamo che fra queste lingue ci sono l’arabo e la lingua ebraica.

Quindi da un punto di vista minimamente scientifico possiamo dire che chi è antisemita è contro gli arabi e altri popoli e, con un facile sillogismo, possiamo dire che gli israeliani sono antisemiti. Qui però si arriva al paradosso che arabi e israeliani che corrispondono alla definizione di semita sono entrambi antisemiti. 

Questo è uno dei motivi per cui sebbene nella guerra si stanno uccidendo palestinesi senza distinzione di uomini, donne o bambini si dice che la guerra è contro Hamas e non contro i “fratelli” semiti.

Se fosse solo così sarebbe una facile truffa da svelare, in realtà il gioco è più complesso: si tratta di sdoganare una strategia politica aggressiva e razzista facendola passare per soggetto di odio razziale.

Il primo passaggio di tutto ciò nasce dal voler vendere al grosso pubblico che i seguaci di un credo religioso e gli elaboratori di una strategia politica sono la stessa cosa, ovvero che religione ebraica e sionismo coincidono.

Non essendo studioso di teologia mi astengo dall’entrare nel merito dei precetti di religioni che si confrontano ma si può comunque affermare che le religioni possono fornire precetti e indicazioni ma per governare ci vuole una strategia politica.

Riconoscere che religione ebraica e sionismo sono due cose differenti vuol dire svelare la truffa e infatti nella pubblicistica ufficiale di sionismo non si parla mai ma si rendono conto che se usassero il termine ebrei farebbero una forzatura troppo ampia dato che non poche persone di religione ebraica sono contrarie al sionismo (basta considerare l’ampia bibliografia di autori di religione ebraica sull’argomento).

Ecco dunque dove nasce la necessità di utilizzare una parola di significato molto dubbio come “antisemitismo”, sfido chiunque a riconoscere un semita per strada se non lo sente parlare dato che semita è uno che parla una lingua di quel ceppo.

Ecco dunque che il nodo è il sionismo che è una strategia politico-ideologica aggressiva e razzista ed anche piuttosto compartimentata perché a differenza di tutte le altre ideologie non si trovano in rete scritti sionisti. Ma i fatti parlano molto più delle parole e i fatti sono sotto gli occhi di tutti. Il trattamento riservato dai sionisti ai palestinesi da 75 anni a questa parte ha eguali solo nel Sudafrica degli Afrikaner, del resto il sollecito appoggio di USA e Gran Bretagna alla nascita di Israele era ed è legato sostanzialmente alla necessità di creare un paese amico-dipendente nel cuore degli Stati arabi del Medio-oriente.

E’ ovvio che parlare di antisionismo non raccoglierebbe lo stesso plauso che fa il parlare di antisemitismo sperando che tutti lo interpretino come antiebraismo. Anche perché questa interpretazione fa mostrificare i palestinesi facendoli somigliare ai nazisti che indiscutibilmente consideravano gli ebrei come un obiettivo.

Dunque è importante partecipare a svelare questa truffa è importante che tutti vedano la reale natura di questo conflitto ed anche la verità su come viene combattuto.

Una nota a latere sempre in relazione alle truffe mediatiche. Sappiamo, perché ce lo rispiegano tutti i giorni, che i principali paesi occidentali, ed anche Israele è tra questi, sono tutte democrazie mature perché al loro interno tutti possono parlare contro (ovviamente parlare) e sappiamo anche che tutte queste democrazie mature quando entrano in guerra (Iraq, Siria, Palestina) fanno decine, centinaia di migliaia e talvolta milioni (come in Iraq) di morti attraverso bombardamenti con le armi più sofisticate. Ci hanno poi spiegato l’orrore dell’attacco militare di Hamas che ha attaccato con armi spalleggiabili ed anche da taglio. 

Per risolvere questa problematica bisognerebbe convincere l’esercito palestinese ad utilizzare unicamente bombardamenti sui civili così potrebbe abbandonare il “terrorismo manuale” ed entrare a pieno titolo nelle democrazie mature così da essere accolta come pari tra i bombardatori, ma non credo che le dirigenze palestinesi siano propense ad entrare in questo club di sterminatori dato che da sempre nella pratica compiono attacchi contro militari e le loro strutture.

In conclusione vorrei che in molti si rendessero conto che è necessario sviluppare anche una battaglia ideologica contro le truffe degli imperialisti, viepiù oggi dove tutti sono sotto il tiro di una pesante propaganda di guerra atta a falsificare qualunque notizia che esce dal campo di battaglia e dalle zone di guerra.

Fausto Marini

15/12/2023 https://www.lacittafutura.it/

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