Lezioni dal Venezuela

Nel 1946, al termine della seconda guerra mondiale, le potenze Alleate andavano definendo quello che è stato chiamato Rule Based International Order[1] (RBO): i regimi liberal-democratici occidentali nel secondo dopoguerra si sono sempre fatti vanto di essere stati essi ad organizzare in questo modo il mondo globalizzato. Ancora oggi capi di Stato, incluso quello italiano, ribadiscono in ogni occasione con enfasi che l’RBO è ciò che caratterizza gli attuali sistemi politici occidentali.

Con gli avvenimenti degli ultimi mesi del 2025 e di questi primi giorni del 2026, dal Venezuela all’Iran, passando per la Palestina, questo castello di finzioni ideologico-giuridiche, con cui si sono giustificate due guerre mondiali ed ottanta anni di successivi altri conflitti – è finalmente crollato.

Di esso resta finalmente solo l’evidenza di un’egemonia angloamericana basata sull’uso spregiudicato della forza in tutte le sue articolazioni: militari, economiche, finanziarie, di manipolazione e controllo massivo delle informazioni, della cultura e delle coscienze. Una politica di nuda potenza, il cui obiettivo strategico essenziale è sempre il monopolio delle materie prime, delle rotte commerciali, dei mercati, grazie ad un potere che integra denaro, scienza e tecnologia. Una politica alimentata dalla convinzione che spetti esclusivamente ai popoli angloamericani il governo dell’intera umanità, poiché le loro classi dirigenti elitarie ritengono di disporre esse soltanto delle forze intellettuali e materiali necessarie per guidare il mondo contemporaneo.

Finalmente si vede oggi con chiarezza lampante che quelle “regole” hanno valore quindi solo in quanto sono servite e servono all’affermazione, alla difesa ed alla conservazione del potere mondiale angloamericano. Questa realtà è storicamente verificabile, uno per uno in tutti i conflitti che dal 1946 hanno insanguinato il nostro pianeta: siano stati essi gestiti direttamente dalle potenze angloamericane o indirettamente dai loro “alleati”.

Criticare l’azione piratesca compiuta dagli Stati Uniti contro il Venezuela bolivarista richiamando Trump al rispetto delle “regole” di quell’ordine internazionale — è del tutto assurdo, quando non è semplicemente ipocrita: dato che questo presunto ordine è stato edificato da Gran Bretagna e Stati Uniti ad uso e consumo esclusivo di un’egemonia mondiale che ha sempre applicato impunemente e spregiudicatamente la logica leonina del diritto del più forte, mascherandola con quell’utile apparato di astratti princìpi e di proclamati nobili propositi.

Così come è ignoranza, nella migliore delle ipotesi, o malafede nelle peggiori, quella di coloro che si richiamano comodamente ad un antistorico antifascismo, per stigmatizzare la condotta di un Trump. È infatti incontrovertibile che la Seconda Guerra mondiale scoppiò in quanto le potenze “revisioniste” (Germania, Giappone e Italia), in modi e per ragioni diverse (su cui si può e si deve certo continuare a discutere sul piano della ricerca storica), tentarono comunque di opporsi proprio all’edificazione di quell’ordine internazionale dietro cui abilmente operava l’imperialismo anglo-americano. È tempo di ammettere che la loro sconfitta ha significato l’estensione di quell’imperialismo all’intero mondo globalizzato.

Due guerre mondiali non casualmente hanno così progressivamente demolito la capacità prima di tutto culturale e poi politica dell’Europa; hanno impedito la sua effettiva unificazione; hanno progressivamente escluso la Russia dal continente, dapprima grazie all’avvento del bolscevismo, quindi con il Drang nach Osten[2] della NATO; hanno contrapposto l’Europa, in nome del sostegno allo Stato di Israele, al mondo arabo-islamico; hanno tagliato i ponti culturali ed economici che univano l’Europa all’America Latina; hanno fatto dell’Africa un continente devastato da conflitti etnici e religiosi, nel quale l’Europa non ha fatto altro che allinearsi agli interessi dei grandi conglomerati economico-finanziari occidentali.

L’anno appena iniziato apre perciò uno spiraglio sulla realtà effettiva del mondo in cui viviamo. Sta a tutti noi esserne pienamente consapevoli, rompendo i vecchi schemi ideologici e rifiutando gli stereotipi imposti dal passato e da una vulgata storica costruita proprio da chi domina il mondo.

Per quanto strano possa sembrare, si apre con questo anno per l’umanità intera un’insperata opportunità di liberazione, anzitutto nelle nostre coscienze. Ma essa potrà essere ottenuta solo grazie ad una ferma volontà di verità.

NOTE

  1. it.: Ordine internazionale basato su regole. ↑
  2. it.: avanzata ad oriente. ↑

Gaetano Colonna

6/1/2026 https://clarissa.it/

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