MARCO CAVALLO DEL SUD, UNA UTOPIA FERITA

L’esperienza del Centro Sperimentale Pubblico “Marco Cavallo” è iniziata nel 2008 grazie all’allora Direttore Generale Asl Brindisi Guido Scoditti che mise a disposizione della Salute Mentale un palazzo di pregio a Latiano.

Molti Cittadini (familiari, persone con esperienza diretta di sofferenza psichica, volontari ed operatori) nelle prime Assemblee del martedì subito attivatesi, hanno deciso collettivamente che questo Luogo dovesse essere a disposizione della cittadinanza per percorsi di Salute Mentale di Comunità. È quindi iniziata una “sperimentazione” di co-gestione tra operatori del pubblico e cittadini attraverso la nascita della Associazione “180amici Puglia” Aps.

Nel maggio 2009, all’inaugurazione ufficiale di questo Centro, l’allora Assessore alla Salute Tommaso Fiore, intuendo che in questa esperienza era in atto un tentativo collettivo di Democrazia e di Protagonismo, invitò tutti i partecipanti a scrivere un Progetto con relativo finanziamento. Nel 2011 lo stesso fu approvato con Delibera di Giunta Regionale.

Intanto il lavoro volontario, di Cittadini ed Operatori insieme, era cresciuto ottenendo risultati “terapeutici” straordinari in termini emancipativi per chiunque vi fosse coinvolto, operatori compresi, con aumento della consapevolezza e con l’opportunità di riconoscersi come soggetti di diritto.

A marzo 2012 è arrivato il primo finanziamento e l’esperienza ha potuto fare un salto in avanti, soprattutto con la possibilità di inserimento lavorativo dei Sepe (Soci Esperti Per Esperienza) che nel frattempo erano nati all’interno della Associazione.

Da allora sono passati oltre 10 anni, con continue proroghe annuali ed ultimamente trimestrali e bimestrali. I risultati sono stati positivi e riconosciuti unanimemente a livello regionale e nazionale, anche attraverso una prima fase di ricerca del Cnr di Roma pubblicata su una importante rivista anglosassone.

Negli anni si è provato a lavorare per “mettere a regime” il Centro, ma il cammino è stato difficile: infatti non esistono esperienze simili e i “paletti” amministrativi (sempre più stabilizzatisi sul paradigma della “retta”) non prevedono la tipologia innovativa da noi messa in campo, anche se prevista dalla Legge Regionale n.26 del 2006 sui servizi di salute mentale che all’art. 9 comma h prevede: “gestione, in via sperimentale, di forme di autogestione di Centri Diurni da parte di utenti e gruppi di self help”.

Nel 2019 infine è stata approvata la delibera n. 1293 del 9 luglio che vuol regolamentare i Centri Diurni Cogestiti. Ma il percorso per metterla in atto ha continuato ad essere in salita. Il tavolo di lavoro presso la Regione, lentamente e faticosamente attivatosi negli ultimi mesi, versa in uno stato di impasse non riuscendo a riconoscere la figura dei Sepe e di conseguenza anche un congruo finanziamento, oltre a richiedere una compartecipazione del sociale tutta da inventare.

Questo rischia di annullare di fatto la presenza organizzata dei SEPE che, insieme agli operatori professionali, hanno tenuto per oltre un decennio in piedi il servizio offerto dal Centro, in maniera ottimale e con risultati riconosciuti universalmente, sia individuali che collettivi. Così si eliminerebbe proprio la caratteristica innovativa fondante dell’esperienza del Marco Cavallo che consiste nella co-progettazione e nella co-gestione di un Servizio con un organico “misto” composto da esperti per esperienza ed esperti per professione, caratteristica che tra l’altro si pone all’interno di orientamenti nazionali sempre più cogenti.

È infatti ormai da oltre un decennio che è stata sperimentata (e poi riconosciuta) la presenza nei Servizi di Salute Mentale di persone con esperienza di sofferenza psichica in quanto “esperte per esperienza”, riconoscendo nel valore esperienziale un valore aggiunto utile e prezioso nei percorsi di Salute Mentale di Comunità. Questo a partire dagli UFE trentini (Utenti Familiari Esperti) inseriti da molti anni in un albo della Asl di Trento e che collaborano con gli “esperti per professione” nei vari ambiti del Dipartimento di Salute Mentale locale; a continuare con le tante esperienze in Emilia Romagna, in Toscana, in Lazio, in Sicilia e in Puglia, per citare solo le più conosciute e longeve: tutte queste realtà sono ben conosciute dal Ministero della Salute che le attenziona da tempo e che hanno portato alla decisione di organizzare il Corso Nazionale Ex/In (attivo da novembre 2022 a novembre 2023 e a cui, in rappresentanza dell’intera Puglia, partecipa un Sepe della Associazione Ets “180amici Puglia” impegnato direttamente nella cogestione del Centro Marco Cavallo) per formare gli Esp (Esperti in Supporto tra Pari), riconoscerne il ruolo “professionale” ed inserirli nei Servizi di Salute Mentale.

E allora la prosecuzione di questo percorso innovativo non può dipendere da “scelte tecniche”, che si infrangono di fronte al riconoscimento di pratiche che vanno oltre le regole consolidate, bensì da “scelte Politiche”.

Infatti se il riconoscimento dei SEPE e del loro ruolo trova ostacoli nei confini della normativa attuale, nonostante operino straordinariamente da oltre un decennio e siano testimonianza vivente di come si possa trasformare in realtà una speranza di futuro e inclusione , allora è proprio qui che occorre lo scatto politico decisivo verso il progresso, il coraggio del cambiamento non solo enunciato, che determini la cornice anche normativa, che renda possibile e consolidi una pratica in grado di rispondere ai bisogni delle persone con fragilità.

Carlo Minervini

6 aprile 2023 http://www.salutepubblica.net

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