Medicina, difendere l’evidenza e contrastare le falsità

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Nei secoli passati accanto alle professioni mediche, peraltro non sempre riconosciute e regolamentate almeno sino all’istituzione degli ordini dei medici, esisteva anche la professione del “ciarlatano” che svolgeva la sua attività in diversi settori ma anche, se non principalmente, in quello medico.

Il vocabolario Treccani dà questa definizione di ciarlatano[probabilmente da cerretano, incrociato con ciarlare] 1. Chi un tempo, sulle piazze, cavava i denti o vendeva rimedî che decantava miracolosi; la parola è rimasta in uso per indicare (…) chi vende in pubblico prodotti specifici o altre merci attirando la gente e incantandola con abbondanza di chiacchiere. 2. Chi si spaccia per quello che non è, chi cerca il proprio guadagno dandola ad intendere, impostore, gabbamondo.  

Vari testi normativi cercarono da fine ‘800 di proibire l’attività del ciarlatano e a tal fine fu anche introdotto l’Ordine del Medici, che nel 1910 (Legge 10 Luglio 1910, n. 455) regolamentò la possibilità di esercitare la professione medica solo a coloro che ne avevano titolo.

La legge che ne proibì esplicitamente l’attività è il Testo Unico Leggi Pubblica Sicurezza (T. U. L. P. S. Regio decreto 1816/31, n. 773 che all’art. 121, ultimo comma, recita: “È vietato il mestiere di ciarlatano”. L’art. 231 del relativo regolamento per l’esecuzione (Regio decreto 615/40, n. 635) specifica: Sotto la denominazione di “mestiere di ciarlatano” si comprende ogni attività diretta a speculare sull’altrui credulità, (…)  millantano o affettano in pubblico grande valentia nella propria arte o professione, o magnificano ricette o specifici, cui attribuiscono virtù straordinarie o miracolose”

Peraltro anche l’art. 661 del codice penale punisce “chiunque, pubblicamente, cerca con qualsiasi impostura, anche gratuitamente, di abusare della credulità popolare, se dal fatto può derivare un turbamento dell’ordine pubblico.”

Ed infine il Codice di Deontologia Medica, FNOMCeO,  Art. 12 Prescrizione e trattamento terapeutico dice che: “ (omissis) Sono vietate l’adozione e la diffusione di terapie e di presidi diagnostici non provati scientificamente o non supportati da adeguata sperimentazione e documentazione clinico-scientifica, nonché di terapie segrete. (omissis)”

Ed allora perché vengono oggi tollerate le numerose attività ciarlatanesche che si scagliano contro la scienza ufficiale, quella della “casta”, colpevole di coprire ignobili interessi commerciali se non addirittura connivente con chi vorrebbe assoggettare la popolazione imponendo provvedimenti per nulla efficaci, anzi dannosi.

Possiamo trovare uno dei tanti esempi sul sito: https://it-5-med6.lifeblogeu.com che magnifica un prodotto dalle capacità eccezionali per risolvere i problemi di prostatite: il Prostatricum, a base di Gota Cola, scoperto dalla dottoressa Aza Kaufman, capo dell’Istituto israeliano di medicinali biomedici Paul Ehrlich,

Il sito: https://bit.ly/2JPqe65  riporta anche i due “luminari” seguenti:

  

Che sembrano magnificare l’efficacia di questo preparato per il quale si afferma che:

Il preparato ha superato i test clinici, i risultati hanno provocato stupore tra gli urologi e gli specialisti. Quasi il 98% dei malati sono guariti senza alcuna recidiva.” 

“ Attualmente Prostatricum® è disponibile per l’ordine attualmente solo sul sito del progetto. Abbiamo provato più volte a venderlo in farmacia, ma loro vogliono venderlo con una percentuale di guadagno alta ad un prezzo molto più alto di quello che vogliamo noi. Dovete capire che l’Istituto di Ricerca e il Ministero non sono attività commerciali. Non abbiamo l’obbiettivo di guadagnare. Vogliamo semplicemente salvare più persone possibile. Per questo lo vendiamo così perdendoci, e guadagnando invece sull’esportazione. Lo scopo principale delle farmacie invece è guadagnare. Per questo abbiamo punti di vista completamente diversi riguardo il prezzo”.
Sul sito: (<>https://it-5-med6.lifeblogeu.com/) non solo si magnifica il farmaco ma si condanna pesantemente la medicina ufficiale: “<>medici avidi di denaro in collusione con le farmacie nascondono i prodotti efficaci e “mungono il denaro” dagli uomini su base annuale, prescrivendo farmaci e procedure molto costosi! “ e quindi non solo si propone l’efficacia di una terapia ma si accusano i medici di comparaggio farmaceutico .

Si possono trovare diversi lavori scientifici sulla Gota Cola, più propriamente chiamata Centella Asiatica, ad esempio:  Kashmira J. Gohil,* Jagruti A. Patel, and  Anuradha K. Gajjar1 Pharmacological Review on Centella asiatica: A Potential Herbal Cure-allIndian J Pharm Sci. 2010 Sep-Oct; 72(5): 546-556. Ma non sono riuscito a trovare articoli dei seri clinical trials relativi alla terapia della prostatite con questa erba.

Questo è solo un esempio. Non voglio prendermela certo con il Prostatricum, che di questi tempi per assonanza potrebbe persino esser equivocato come un sistema … elettorale! L’intenzione è di proporre una riflessione: non si può lasciare una popolazione nel dubbio che i medici (tutti i medici …) stiano imbrogliando i pazienti per avidità in collusione con le case farmaceutiche e non si può neppure lasciare sul mercato una libera vendita senza prescrizione medica di un fito prodotto attivo potenzialmente anche pericoloso.

Credo perciò che innanzi tutto non si permetta, senza documentate ragioni, accusare la medicina (non uso il termine medicina vera perché rifiuto di chiamare medicina quella falsa) di non fare l’interesse dei pazienti tradendo così il giuramento e gli obblighi deontologici. La magistratura dovrebbe sanzionare questi comportamenti e cancellare dai siti queste affermazioni non dimostrate.

Credo poi che si debbano dare indicazioni certe, basate su sperimentazioni serie e consistenti, in merito alle terapie per patologie che riguardano, oltretutto, un numero elevato di persone. L’evidence-based medicine non deve essere solo un vestito elegante da far indossare alla letteratura, deve essere soprattutto un abito da lavoro per tutti coloro che consigliano o prescrivono delle terapie.

E’ giusto che ci sia la libertà dei medici nel scegliere le cure che ritengono adatte ai loro pazienti, ma la libertà non deve superare i confini dell’evidenza clinica altrimenti si diventa un ciarlatano! E il Ministero della Salute e la Magistratura a parer mio dovrebbero far qualcosa in più e intervenire per difendere la salute della popolazione e la certezza almeno potenziale delle terapie.

Cesare Cislaghi

5/11/2019 Epidemiologia&Prevenzione

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